Il profeta della chiesa di Emacs

Mi viene in mente che non vi ho mai raccontato di quando ho incontrato Richard Stallman, e quindi devo supplire a questa mia mancanza. Ormai più di 10 anni fa ero ad una delle mie conferenze di settore, RTSS, e uno degli invited talks veniva tenuto da Stallman. Non mi ricordo chi ebbe l’idea di chiamare proprio lui: ricordo che i vecchi baroni americani erano piuttosto disturbati dalla presenza del BVZR (parafrasando il BVZM), e capirete presto perché.

Dovete sapere che da parecchi anni ormai Stallman viene invitato a fare di questi talks, durante le quali dice e fa sempre le stesse cose. Si porta dietro anche un armamentario piuttosto standard: una veste, un disco flessibile dei vecchi mainframe IBM (enorme) che usa come aureola, come qui sotto.

Saint IGNUcius

La storia di Stallman penso la conosciate tutti, ma ve la riassumo per come me la ricordo da quella presentazione. BVZR era uno studente/ricercatore al MIT, e lavorava su chi sa cosa (una di quelle cosa assolutamente inutili che ricercano al MIT, probabilmente). Un giorno arriva una nuova stampante Xerox nel dipartimento, che però non funziona bene. Sembra che abbia dei problemi quando più persone cercano di stampare contemporaneamente. Una vera seccatura, una perdita di tempo infinita, carta e inchiostro sprecato, ecc.  BVZR viene a sapere che uno dei suoi colleghi al dipartimento ha il codice sorgente del driver della stampante, che gli è stato passato direttamente da un amico della Xerox. Allora, semplicemente, va dal collega e gli chiede di fargli vedere il codice, magari potrebbe dare una mano a trovare il bug.

He said, “no, I can’t give it to you, and I said “Why?”, and he said “I promised to not give it to anybody”.

Al che il BVZR si incazza e se ne va via stringendo i pugni dalla rabbia. E comincia l’avventura del software libero. Suona bene, vero? parecchio teatrale! Ma il BVZR ci sa fare con la teatralità.

Il resto del talk consisteva in una spiegazione delle motivazioni filosofiche dietro il progetto GNU, e perché egli pensa non sia assolutamente giusto tenere per se il codice sorgente e distribuire solo software chiuso. Secondo Stallman è una questione di giustizia, di libera circolazione delel idee, e assolutamente non economica. Se ho capito bene, l’idea che ci sta dietro è: se hai sviluppato un software, e mi dai solo l’eseguibile, mi stai impedendo di usarlo pienamente, e quindi non è giusto. Lui stesso fa l’esempio: se vedete qualcuno che ruba delle caramelle a un bambino, pensate subito: “ehi, non è giusto!”. Lo stesso accade a BVZR con il software chiuso. Un idealista duro e puro.

Qualcuno si chiede sempre: va bene la filosofia, ma i soldi? sviluppare software costa, come faccio a recuperare l’investimento? BVZR ci tiene a specifcare che software libero non significa necessariamente gratis, ma significa dare l’opportunità all’acquirente di vedere che c’è dentro, ed eventualmente modificarlo per i proprio scopi. E porta l’esempio della sua creatura preferita, emacs, che cominciò a vendere ben prima della diffusione Internet, inviando un dischetto contenente il codice sorgente a chi glielo richiedeva in cambio di pochi dollari. Facendo quindi un po’ di soldi. E poi aggiunge immancabilmente:

I always lived cheap. As long as I can eat some cheesburger, and change my dresses every once in a while, I’m fine.

Che tradotto vuole dire che Stallman vive da pezzente, e a vedere come si concia direi che non si sono dubbi su questo! (*). Poi, spese un buon quarto d’ora a criticare gli altri movimenti Open Source, a partire dall’OSF (se non sbaglio), perché questi ultimi vedono l’open source come un modello economico di sviluppo del software, mentre a lui non gliene frega assolutamente un bel niente dell’economia. Non solo idealista, ma anche anarco-comunista! Ed ecco perché i professoroni americani storcevano platealmente il naso.

La presentazione finiva sempre con la scenetta della chiesa di emacs, e della guerra degli editor che continua ancora oggi con alterne vicende. BVZR indossa la veste sacra, si mette in testa il disco, e pronuncia la benedizione ai seguaci di Emacs.

Dopo il talk, BVZR si intrattenne in un capannello, rispondendo alle domande dei presenti. Ricordo che ci avvicinammo e il mio collega Luigi nella sua ingenuità si presentò con questa domanda:

“Hi, we work in the domain of software for the automotive industry, and we are currently working on a new RTOS. We would like to follow the open source way of developing software, however we find a huge barrier, because car makers do not like open source software, they are scared to release their own software for free. What do you think about this problem?”

E Stallman rispose:

“I don’t give a shit about car makers”

Amen.

Post scriptum: ah, dimenticavo. Poi il nostro RTOS l’abbiamo davvero rilasciato open source, e i “car makers” ce lo prendono lo stesso :)

(*) ricordo distintamente che mentre parlava, ogni tanto si scaccolava, e poi si lisciava i capelli lunghissimi, che sinceramente non saprei dire da quanto tempo non vedevano il sapone

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Commenti

  • juhan  On 12 ottobre 2010 at 14:26

    Quindi quando è venuto a Torino (e io me lo sono perso ma mi hanno raccontato) si è comportato bene. A parte il fatto che era senza scarpe.
    C’era un po’ di tempo fa una petizione per mandarlo a “che tempo che fa”, non ha sortito l’effetto sperato.
    In ogni caso RMS ha creato GNU e Linux ne è la spina dorsale :-D
    Buono anche il carattere di Linus Torvalds, a quanto mi dicono. Ma a pensarci bene nel mondo GNU/Linux gli originali abbondano, o è solo una mia impressione?
    Riguardo agli editor: “using vi is far more punishment than even a vi user deserves” -> vero!
    Però Emacs è grosso, lento a caricarsi e usa comandi tutti suoi. Poi oggi si usa gedit o editor specializzati. Io ho adottato geany: è piccolo e funziona.
    Domanda: ma BVZM quando me lo spieghi? Se nel tuo corso ci fai una lezione vengo a sentirla, se mi lasciano entrare ;-)

    • glipari  On 12 ottobre 2010 at 14:37

      Ah, certo che ti lasciano entrare, l’università è un porto di mare!
      Ma BVZM non lo spiego, è un prerequisito per i miei corsi!
      Comunque trovo Stallman piuttosto simpatico, anche se non gli darei in affidamento un soldo bucato. (ma poi magari è tutta una copertura, e lui sa fare benissimo i suoi affari, e un giorno sotto il materasso gli troveranno qualche miliardo di dollari).
      E nel mondo open source, yes, they’re nuts.

  • Popinga  On 12 ottobre 2010 at 15:49

    Ma è vero che durante il talk ha trasformato l’acqua imbottigliata in codice sorgente? E che ha detto di essere stato preceduto da un tale Juhan Baptist?

    • glipari  On 12 ottobre 2010 at 16:13

      Juhan baptist avrebbe voluto precederlo, ma è arrivato un po’ in ritardo con il newlisp. Per quanto riguarda l’acqua che si trasforma in codice sorgente, si tratta di maldicenze messe in giro da certi apostati e eretici. Lui in realtà trasforma caffé in codice elisp, e questo è un miracolo molto più miracoloso, direi.
      E poi, il suo miracolo più evidente resta la creazione di GNU HURD, il sistema operativo che nelle intenzione dell’autore avrebbe dovuto prima precedere e poi sostituire Linux, solo che il piano di sviluppo si è un po’ allungato e appesantito (forse per colpa dei troppi cheeseburger…). Miracolo perché è il fallimento che è morto e risorto più volte in assoluto nella storia dei progetti software (dopo Duke Nukem Forever).

      • Nico  On 12 ottobre 2010 at 18:46

        Ciao, veramente interessanti questi post di vita vissuta :-) A proposito di GNU HURD, potresti scrivere qualcosa o e’ al di la degli obbiettivi del blog? Lo vedremo mai? che aspettano a finirlo? :-D

      • glipari  On 12 ottobre 2010 at 18:58

        Che aspettano a finirlo? Eh, fosse facile “finire” un sistema operativo! Suppongo che il problema vero sia che il progetto sia poco interessante, e quindi poca gente ci lavori e contribuisca con proprio codice :) Comunque, prometto un breve post nel futuro, l’argomento merita!

      • juhan  On 13 ottobre 2010 at 08:53

        Ma ha senso fare un nuovo SO? Ce n’è uno che funziona alla grande, solo da farci la manutenzione (si dice mantenere?) e introdurre ogni tanto uno spizzichino di novità: quando ero giovane io non c’erano tutte quelle opzioni. O se c’erano non si sapeva perché i manuali erano irraggiungibili e non c’era il Web :-D
        Mancava anche Python, i Lisp c’erano ma non newLISP ;-)

      • glipari  On 13 ottobre 2010 at 19:48

        Ha senso fare un nuovo SO. Boh, probabilmente non più, l’effort sarebbe troppo grande e girerebbe su pochissimi tipi hw. Però, non basta fare solo manutenzione. Guardando Linux 2.6 e paragonandolo al 2.4 o al 2.2, beh, per me sono praticamente SO quasi completamente diversi!
        Il mondo si evolve, l’hw si evolve a gran velocità, stare al passo richiede enormi sforzi di redesign, e ripeto che più di una volta c’è stato bisogno rivoluzionare tutto.
        Comunque, l’argomento merita una discussione più approfondita di così! Appena finisco di essere in apnea…

      • juhan  On 14 ottobre 2010 at 14:12

        Per Manutenzione io intendo anche quella dell’ascia di George Washington http://en.wikipedia.org/wiki/Ship_of_Theseus che scopro da wiki essere molto antica e conosciuta con mille nomi. L’argomento viene trattato anche da Terry Pratchett ma non riesco a ricordare il titolo del volume, peraltro fondamentale ;-)

  • artic80  On 13 ottobre 2010 at 18:26

    Resto sempre esterefatto dagli estremisti (o talebani), e a come le loro convinzioni siano più chiuse dei codici sorgenti chiusi (scusate il gioco di parole).
    E me ne sono convinto ancora di più dalla sua risposta:

    “I don’t give a shit about car makers”

    Comunque resto dell’idea che il mondo è proprio bello perchè vario… sai che pizza se tutti la vedevano come Stallman (e la sua chiesa), come Mark (e la sua “Africa”) o come Juhan van Juhan (e il suo “genio”).
    Comunque bell’articolo di vita vissuta… molto interessante, grazie per avermi/averci fatto crescere anche su questo punto di vista!!!

    • glipari  On 13 ottobre 2010 at 19:45

      Beh, ripeto che in fondo Stallman è solo un simpatico svitato. E’ molto estremista, ma non fa male a nessuno, e anzi ha aperto la strada al movimento open source, cosa che reputo bellissima e utilissima. Forse se non fosse stato un tipo così estremista e testardo non ce l’avrebbe fatta: e quindi, accetto volentieri un po’ di questo tipo di estremismo in certe persone.
      Grazie per la lettura!

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