OK, continua da qui e ci sto prendendo la mano, pian-pianino. Intanto è fondamentale il sito Gnuplotting, segnalato dal dr.prof. Poi quando avrò finito esplorerò anche Asymptote, quello usato da Massimo Ortolano, adesso ric.conf. ma poi diventerà anche lui dr.prof.
Intanto ho installato l’ultima versione, la 4.6.0 che ha qualcosa in più. Anche qualche bug: non accetta i terminali gif, jpeg e png, colpa di libgd. Ma si può rimediare facilmente.
Poi una cosa cui non avevo fatto attenzione: i grafici devono essere di due tipi: bianco/nero e colore. Io che sono vecchio credevo che le relazioni dovessero essere fotocopiabili (anzi faxabili, dice il boss) e quindi necessariamente b/n. Questa credenza è vera e falsa allo stesso tempo, anzi detto in termini tecnici: dipende. Cambia di volta in volta in funzione dell’oggetto, umore del relatore, inchiostro della stampante, fase lunare e altro ancora.
Ma c’è un elaborato che è ormai imprescindibile e sempre sgargiatamente colorato e, spesso, animato: la presentazione PP (solo io dico PowerPoint).
Poi la stessa presentazione PP viene stampata come PDF e diventa “le slide“, cosa buona e giusta ma manca (di solito) tutto il ragionamento che c’è nella relazione. OK, sto divagando, non è quello di cui devo occuparmi e parlare.
Allora oggi si parla di linee, digrammi semplici e basta.
Cominciamo con linee semplici, ecco
set term x11 size 400, 300
<pre>TITLE = "Linetypes"
set title TITLE offset char 0, char -1
set xrange [0:2]
set yrange [0.7:10.3]
unset key
plot 1 linetype 1, \
2 linetype 2, \
3 linetype 3, \
4 linetype 4, \
5 linetype 5, \
6 linetype 6, \
7 linetype 7, \
8 linetype 8, \
9 linetype 9, \
10 linetype 10

Con “q” chiudiamo la sessione.
Ecco la versione modificata per ottenere il file postscript
set term postscript size 4, 3 # attenzione numeri piccoli!!!
set output "lt.ps"
TITLE = "Linetypes"
set title TITLE offset char 0, char -1
set xrange [0:2]
set yrange [0.7:10.3]
unset key
plot 1 linetype 1, \
2 linetype 2, \
3 linetype 3, \
4 linetype 4, \
5 linetype 5, \
6 linetype 6, \
7 linetype 7, \
8 linetype 8, \
9 linetype 9, \
10 linetype 10

con il comando gnuplot linetypes-ps otteniamo il file lt.ps che può essere visualizzato con evince (o altri programmi) o convertito negli usuali formati grafici. Si può usare convert lt.ps lt.png (bisogna aver installato imagemagick) o aprirlo con gimp.
Passo adesso allo spessore delle linee, ecco
set term x11 size 400, 300
TITLE = "Linewidths"
set title TITLE offset char 0, char -1
set xrange [0:2]
set yrange [0.7:10.3]
unset key #toglie la legenda
plot 1 linetype 1 linewidth 1, \
2 linetype 1 linewidth 2, \
3 linetype 1 linewidth 3, \
4 linetype 1 linewidth 4, \
5 linetype 1 linewidth 5, \
6 linetype 1 linewidth 6, \
7 linetype 1 linewidth 7, \
8 linetype 1 linewidth 8, \
9 linetype 1 linewidth 9, \
10 linetype 1 linewidth 10

Come prima si può ottenere la versione b/n, cambiando il terminale

Una versione particolare: punti ravvicinati
set term x11 size 400, 300
TITLE = "Linespoints"
set title TITLE offset char 0, char -1
set xrange [0:2]
set yrange [0.7:10.3]
unset key #toglie la legenda
plot 1 with linespoints ls 1, \
2 with linespoints ls 2, \
3 with linespoints ls 3, \
4 with linespoints ls 4, \
5 with linespoints ls 5, \
6 with linespoints ls 6, \
7 with linespoints ls 7, \
8 with linespoints ls 8, \
9 with linespoints ls 9, \
10 with linespoints ls 10

e la corrispondente b/n via ps

una skifetsa, certo.
In realtà i points possono servire per un caso come questo
set term x11 size 400, 300
TITLE = "Circles"
set title TITLE offset char 0, char -1
set xrange [0:7]
set yrange [0.7:10.3]
unset key #toglie la legenda
plot "dati-circles" with circles, \
"dati-circles" with lines lw 3, \
"dati-circles" with points lw 5
abbiamo bisogno di un file di dati: dati-circles
1 1 .1 2 2 .2 3 6 .7 4 4 .2 5 2 .5 6 7 .6

e anche

OK, basta per adesso, poi, prossimamente, forse…

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[...] ancora Gnuplot, continuo da qui: Gnuplot – primi passi. In realtà per quel che serve alle mie necessità non c’è molto altro da dire. È vero che [...]
[...] resto fermo a quanto detto qui, qui e qui. Anche perché ho riscoperto quanto la messa a punto di un programma ‘vero’ sia [...]