Category Archives: Novità

Domenica 14 settembre Richard Stallman a Torino!

fosca
A me nessuno dice mai niente! Cioè sì, un tweet di Fosca Nomis (un RT in realtà) mi dice che devo cambiare tutti i miei programmi.

Domenica a Torino c’è Stallamn! E non solo. –OK, detta così va a finire che vengo frainteso, anzi mi autofraintendo da solo fin da subito, adesso cancello tutto.

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Allora solo i link agli URLs, se siete da queste parti è un’occasione da non lasciarsi scappare.
Se invece siete più distanti valutate se non sia il caso di verificare se dal monte dei Cappuccini (monte è una parola grossa) Piazza Vittorio (bisognerebbe aggiungere Veneto ma non lo fa nessuno, mai; è del Juvarra, se volete vi monto su un post lungo così (sulla piazza)) e la Mole Antonelliana si vedono proprio così o c’è stata una photoshoppatura pesante.

In ogni caso trovate tutto qui:

arci

aiFonsei

click

click

Sì me la sono persa, tutta. Ma, come si dice qui in Padania who cares!
Sto parlando della Presentazione dell’iPhon6 6 e 6 Plus e iCosi collegati.

Non sono un fan (meno che mai un fanatico) della MelaMorsicata™ e ieri sera quando ho visto Twitter pieno di cinguettii melomani ho chiuso tutto.
Ma adesso una rassegna di quello che ho trovato questa mattina. Dopo una notte in cui ho dormito male: metti che quelli hanno davvero presentato quello che stravolgerà tutto e il 9 settembre sarà l’anniversario di quando…
OK, torno in me; pare non sia stato proprio così.

How Apple’s Launch Event Distorted Reality — Again. È uno show, un rito, come la messa delle 11 (a cui non partecipo, noi pastafariani simo diversi).

Mantellini, a volte passa per quasi-fanboy, qui previsioni prima della  santa messa.

Luca De Biase, si chiede se…

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E c’è anche l’orologio, qui, qui e qui.

Insomma, io sono con Oatmeal.

Comeprincipe

Nuovo Blog

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È con infinito piacere che annuncio al mondo tutto e in particolare agli Amici di Lubit e di Linux e (ma sì, dai!) di Windows la nascita di un novo blog di cui mi sento un po’ padrino: The “Free Man” Blog .
A richiesta, dietro adeguata prebenda (evitiamo inutili complicazioni burocratiche, nèh!), posso fornire l’identità del blogger.

Promette bene, fin dal sottotitolo. E il blogger (a proposito: dovrebbe darci qualche informazione in più su di sé, è interessante, parecchio) si occupa di free- e open-source da sempre. Con un’angolazione diversa da quella solita essendo profondamente inserito nell’ecosistema Micro$oft.

Ma mai dire mai e poi ci sono cose interessanti anche di là, tante, anzi di più.

Benvenuto nella blogosfera :grin:

GeoGebra

geogebraIl 10 dicembre è stata rilasciata la versione 4.4 di GeoGebra. Davvero devo parlarne almeno un pochino.
GeoGebra l’avevo scoperta attraverso Jeff Hoogland e l’avevo annunciato qui.
L’amico Marco Cameriero aveva fatto anche di meglio con Guida a GeoGebra, sito da vedere assolutamente.

Adesso c’è la nuova versione –sì, lo so che l’ho già detto– tutti gli studenti e i matematici (visto che non ho scritto matematti?) farebbero bene a fiondarsi sulla pagina del progetto (sì c’è la versione in italiano tra le tantissime lingue presenti).

È disponibile per Windows, Mac e Linux (wow!) anche in versione Portable che non necessita di installazione, la metti su una chiavetta USB e ce l’hai disponibile su ogni ‘puter su cui riesci a mettere le mani.

Cosa fa? Ecco, qui potrei cominciare a raccontare, sarebbe un discorso lungo perché fa tante cose e non so cosa v’interessa adesso. E poi, che cu fortuna!, c’è la pagina dei tutorial con un’ampia varietà di materiali introduttivi. C’è anche un canale YouTube con 140 video. E –bonus– imparate l’inglese, le insegnanti lo parlano molto chiaramente, non come certi ‘mericani con cui ho a che fare in questi tempi! (Ops cancello, nel caso che capitino qui).

Sia i tutorial che i video vanno dalle operazioni elementari a quelle molto più complesse, volendo c’è programmazione, formattazione con LaTeX e chissà cos’altro che ancora non ho visto.

Insomma altamente raccomandabile, anzi dal prossimo anno non faccio più ‘mico con chi non lo usa. Esentati solo quelli che usano cose da mattemattici persi come Mathematica (sta a voi scegliere) :mrgreen:

Lubit – è pronto per il download

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È uscito, pronto per il download e l’installazione. Io sono indaffarato su millemila cose –in ritardo su tutte– ma appena posso lo installo. E faccio una recensione come si deve, o almeno come sono capace.

Per intanto il link all’annuncio ufficiale, qui: Lubit Linux 1.0.6: pronta al download, e le prime recensioni:

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:-D :-D :-D :-D :-D

Aggiornamento: nuova recensione, di Ant1: Lubit distribuzione leggera.

Eple per chi vuole cominciare da piccolo

It stands for “apple” in norwegian and it is an acronym for
EPLE Programming Learning Environment

unica

Quando io dovevo iscrivermi al secondo anno del Poli (in realtà era già tardi ma prima non lo sapevo ancora, e poi tutti i miei amici di Poli…) ho dichiarato che volevo andare su ingegneria informatica.
“Cos’è quella roba lì?” chiese mio padre.
“Quella che si occupa dei calcolatori” risposi, me l’ero preparata. In realtà dissi “cervelli elettronici” perché allora si chiamavano così.
Sapevo che mio padre sarebbe stato molto contrario e mi stupì che non dicesse niente. Ma, forse, era solo stato preceduto dalla mamma che mi convinse con “è una moda passeggera, tempo un paio d’anni e non ne sentiremo più parlare”.
Continuai con ingegneria civile, credo che oggi si chiami edile. Ma ho sempre trafficato con i ‘puter. Di diversi tipi e dimensioni, sempre più piccole, fino a quando non c’è più stato spazio per la tastiera.

E, naturalmente, per me calcolatore = cosa che serve a fare calcoli, quelli che farli a mano sarebbe troppo lungo. Anche se devi saperli fare, per controllare le istruzioni che gli dai, lo chiamano debug.
Quando ho cominciato a lavorare io c’erano ormai i TTY, sì a volte ancora le schede ma era roba del passato. Un’altra cosa che sarebbe dovuta essere del passato e invece no erano le due generazioni precedenti di operatori: quella che lavorava in assembler (si dovrebbe dire assembly, lo so e lo so che lo sapete) e quella che lavorava in FORTRAN IV, proprio come se fosse assembler (assembly). E siccome erano i capi comandavano loro.

Poi a un certo punto sono usciti i personal, cosine costose e inguardabili se viste adesso. Ma con loro è nata una generazione di giovani (non si chiamavano digitali ma lo erano) che dopo un po’ smettevano di giocare e facevano cose in Basic. Programmi orrendi per come erano scritti, tipo tante istruzioni sulla stessa riga separate da due-punti fino a quando la riga stessa diventava troppo lunga. C’era chi iniziava il FOR con dichiarazione del ciclo, poi ci metteva tutto il corpo e il NEXT finiva da solo su una nuova riga. Ma il mondo sarebbe stato loro.
Poi anche il Basic è passato di moda: oggi con il SO (operating system) non te lo danno, e è anche difficile trovarlo. E allora se una ragazza o un ragazzo come si deve vuole imparare fin da subito?
C’è qualcosa in giro, da parecchio tempo. E ultimamente c’è una novità: la tesi di Pier Giuliano Nioi, piergiu.

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È quasi un peccato che io sappia già trafficare con il ‘puter (anche se in realtà non mi capisce quasi mai) perché il piergiu (io lo pronuncio con l’accento sulla u) ha sviluppato un’app decisamente bella. Ho tentato per qualche giorno di farne un riassunto, una recensione ma vi conviene vederla da lui. Trovate il PDF che vi dice tutto e l’applicazione completa qui: An Interactive Environment for the Didactical Manipulation of Programs.

Ditegli che vi mando io (“Juhan send me“) se volete, ma anche no.

education

Adesso non so a se piergiu piaccia questo post messo così ma dovevo farlo, guarda oggi che cinguettio ho visto: Localized (Visual) Programming Language For Kids?

Quando si dice la combinazione ;-) :-D

Pronti per Lubit?

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Allora ne so ancora poco perché il team (wonderful team!) non ha ancora postato molto, solo immagini, principalmente su Twitter, di lavoro durante lo sviluppo, eccone qualcuna:

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menu

doc

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Da oggi c’è il sito ufficiale, Lubit Linux @ http://lubit.org/ (che per adesso è vuoto ma prossimamente…

Intanto il mio in bocca al pinguino (lo so che non è granché, non me n’è venuto niente di meglio), presto una recensione come si deve.

E se posso dare un consiglio alla squadra lo faccio citando le parole del mio amico Albert: everything should be made as simple as possible, but not simpler.

Sviluppare codice per il kernel Linux

Non è facilissimo sviluppare codice per il kernel Linux, soprattutto quando si tratta di sperimentare un nuovo scheduler. Se c’è un bug nel codice, il kernel si pianta prima di subito! E non è facile capire perché sia crashato, non è che potete usare il debugger, sapete? Si, ci sono degli strumenti che permettono di fare un minimo di debug; però non è facilissimo usarli, e comunque fare “il giro” di compilazione, boot, crash, caricamento della traccia e ispezione visiva prende un mucchio di tempo.

Ah, se si potesse sviluppare in spazio utente: se si pianta il programma basta riavviarlo; si possono usare debugger, tracce, printf, ecc. in maniera molto più semplice ed efficace!

Beh, Fabio, Juri e io abbiamo lavorato un po’ a questo problema nell’ultimo mese. Juri è uno studente di dottorato che tra le altre cose fa il maintainer di SCHED_DEADLINE, un nuovo scheduler real-time per Linux; Fabio sta facendo la tesi di laurea con il sottoscritto, e la tesi consiste nello sviluppo di una struttura dati lock-free per lo scheduler. Per sviluppare la struttura dati in maniera efficace, invece di farlo direttamente nel kernel, abbiamo deciso di farlo in user-space. Per cui, ecco PRAcTISE, un framework per sviluppare scheduler per Linux in user-space. E dato che ci sembrava un lavoro ben fatto, lo abbiamo descritto in un paper che abbiamo appena submittato a OSPERT, un workshop specializzato.

E quindi, niente: il paper è stato appena spedito, andrà in peer-review e non sappiamo ancora se sarà accettato. Tra l’altro, tanto per cambiare, l’abbiamo scritto in fretta, quindi speriamo di non averci infilato tante cappellate. Nel frattempo, se volete potete leggerlo, scaricarvi il software e provarlo, e mandarci commenti, oppure provare a collaborare. Siete tutti benvenuti!

Linguaggi regolari – una segnalazione.

Lo so che ci sono altri argomenti, ho quasi pronto un altro post su Go, un altro in via di stesura su Python e un altro per Windows e tant’altro ancora ma prima una segnalazione. Se la cosa funziona questo tipo di comunicazioni potrebbero ripetersi periodicamente, vedremo.

Uno dei blog che seguo da più tempo è Good Math, Bad Math — ne ho già parlato. Oggi MarkCC ha un post (purtroppo si fanno sempre più rari) davvero intrigante. Ed è solo la prima parte di una serie che spero lunga e con periodicità breve :-D
Insomma si parla di linguaggi regolari. Il consiglio che credo di dovervi dare è che fareste bene a seguirlo: RSSate il blog, subito.
Un’altra caratteristica del blog è che ogni post genera una discussione che si sviluppa in una lunga serie di commenti e MarkCC risponde sempre, chiarendo e a volte ampliando il discorso.

Un’osservazione OT ma non così peregrina. Come anche altri MarkCC usa l’acronimo FSM per indicare finite state machine, cosa senz’altro buona e giusta, almeno finchè si evitano confusioni con Sua Pastosità the Flying Spaghetti Monster, quello che viene bollito per il nostro appetito, RAmen.

Python for Informatics: un ottimo manuale facile e completo

Un post atipico, non so se vale ma io ci provo 8)
Anzi non un post e neanche una recensione, solo la presentazione di un libro. Che mi sembra fatto molto bene, anche se non l’ho letto –sembro un professionista 8)


È un manuale per un corso universitario per studenti che non faranno probabilmente i programmatori ma dovranno di sicuro confrontarsi con l’informatica e allora:

[w]riting programs (or programming) is a very creative and rewarding activity. You can write programs for many reasons ranging from making your living to solving a difficult data analysis problem to having fun to helping someone else solve a problem. This book assumes that everyone needs to know how to program and that once you know how to program, you will figure out what you want to do with your newfound skills.

Non presume nessuna conoscenza, va bene per il niubbo armato di buona volontà. Ed è molto completo; Python non avrà più segreti (o quasi).
Liberamente scaricabile come PDF da qui.

Ottimo anche il sito dell’autore, link sulla stessa pagina.

In questi giorni sto cominciando a cinguettare, sono _juhan. Devo ancora imparare ma in ogni caso il limite del cinguettio non mi avrebbe certo consentito di metterci dentro tutto questo. Ma ci metterò il link.

Un’altra cosa: l’inglese è un problema per voi cara dozzina di lettori? Se sì sappiate che in ogni caso continuerò su questa strada. La colpa non è mia ma del mondo: si ostinano tutti a non usare il piemontese :-(

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