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Tre!

happy-b'dayIeri c’è stato il compleanno di OK, panico.
A momenti me ne dimenticavo! Anzi a dirla tutta me ne sono completamente dimenticato.
Me l’ha ricordato WordPress:

anniversarioOrmai il blog ha un suo pubblico affezionato, ecco un riassunto:

okp-istoA me è servito parecchio: quando devi raccontare a altri delle cose te le devi chiarire per bene ;-) Non puoi barare, almeno non dovresti.

Nella blogosfera ho trovato amici, parecchi solo sul Web ma è OK. Ho trovato anche parecchi che non la pensano come me, quelli che vorrebbero finestre, pulsanti, menu e widgets fantabulosi e non capiscono perché io sono sempre sul terminale. E quelli che vorrebbero le cose sul Web, html, css, JavaScripts per fare di tutto e di più. E gli smartphones e i tablets e …
No, io sono vecchio. Poi ho anche trovato una piccola serie di linguaggi che mi soddisfano quasi completamente (Python, Gnuplot, newLISP (sì lo so che…), Go).
Ecco Go: a me piace, anche se probabilmente il suo campo è il Web; al mio amico Beppe non piace perché ci sono i puntatori. Uh! un’altra cosa che capiscosempre meno: Windows e come viene usato dai giovani. Sono vecchio (e ripetitivo).

buoncompleannoIl futuro? Chissà! Ma continuerò, anzi prossimamente cose nuove, probabilmente, forse ;-)

Per i nuovi di Windows

win

Recentemente sono entrato in contatto con gente nuova, che vorrebbe provare un modo diverso da come ha finora usato il computer. Per esempio facendo cose di cui racconto qui sul blog.
Tutto è cominciato quando l’amico Bit3Lux Luigi mi ha convinto a fare un minicorso introduttivo su Python, questo.
Poi è arrivato Dario|Serpico che mi dice “ma se invece di Python uno volesse usare Ruby?” Come si fa a dire di no a Dario, amico che conosco da sempre? E poi sono arrivati anche altri, anche fuori dal mondo del Web, ragazzi di qui. A proposito: solo maschietti, chissà come si deve fare per attirare le ragazze?

Ho visto che c’è, a volte, qualche difficoltà a partire: ormai il computer si usa in modo molto diverso da come lo uso io (sapete che sono vecchio, vero?), anche per chi non lo identifica con Facebook.
Allora ho preparato un paio di documenti che raccontano tre cose:come accedere al terminale (OK, Windows lo chiama Prompt dei comandi);

  • come creare una directory (quella che Windows chiama cartella) e come accedervi;
  • come modificare la Path.

Il PDF è stato fatto in due versioni:

Ditemi cosa ne pensate; sono utili? serve la versione per Windows 8?
Ci sono altri argomenti che andrebbero trattati?
Aspetto i commenti, non siate timidi, è richiesta una mail ma non la controllo mai, se volete mettetela finta (o quella di un amico). OK?
Ringrazio Alberto per l’aiuto (il 7 è il suo).

:-o ;-) :-) :-D 8-)

SymPy

slogoTutto è partito, l’altro giorno, da un post di John D. Cook, questo: Narcissus prime in Python.
Non ho rifatto il calcolo di John, troppo lungo, ma SymPy l’ho installato subito. Per Ubuntu si trova nel Software Center, altrimenti basta installarlo dal suo sito.

Ah! dimenticavo le presentazioni:

SymPy is a Python library for symbolic mathematics. It aims to become a full-featured computer algebra system (CAS) while keeping the code as simple as possible in order to be comprehensible and easily extensible. SymPy is written entirely in Python and does not require any external libraries.

OK, devo ancora leggere il manuale, per adesso ho provato qualcosa, usando le slide di Mateusz Paprocki, del team di sviluppo di SymPy

Allora vediamo: limiti, integrali, derivate:

s1E funziona come si deve, esempio:

s2Sì, c’è oo che è vale \infty

s21

e i numeri razionali

s3

Tornando a JDC, una prova con un numero decente, 44 cifre, preso da qui

s4

E sì, se gli chiedo i divisori mi da tutte le potenze di 2, da 20 a 2127.

Insomma SymPy mi è sympatico, da studiare :-D
E raccontare, prossimamente … forse ;-)

Bilancio 2012

alba

Questa mattina all’alba. S’intravede anche Pero.

Il 2012 è stato, almeno per il blog, molto vario e interessante. Tante novità, nuovi collaboratori (presto…) e altro ancora.
Vorrei passare in rassegna le cose che mi hanno impegnato di più.
Intanto il Fortran, lo so che è una cosa antica ma ho collaborato (molto poco in realtà) a un progetto nuovo e per l’occasione si è deciso di aggiornarci alle nuove caratteristiche. Va detto che era da decidere anche la piattaforma e io ho sponsorizzato Linux, contro chi voleva Windows. In quest’ultimo caso si sarebbe programmato in Basic perché certi linguaggi (C++, Java) fanno paura, probabilmente anche perché sono cresciuti troppo disordinatamente, in modo confuso (almeno apparentemente). C’è poi da considerare che in questo caso un’interfaccia grafica con finestre, pulsanti, menu e widget similari sarebbe stata completamente inutile. Peraltro la preparazione dei dati avviene in larga parte con Excel e parte dell’output grafico è per AutoCAD. Si usa Linux (Ubuntu) solo per la parte di elaborazione, purtroppo secondo me.
Per i grafici ho proposto Gnuplot che è stato subito adottato. Il pregio di Gnuplot è che puoi preparare gli script (è un vero e proprio linguaggio di programmazione) su file indipendenti da quelli dei dati. Credo che Gnuplot sia la cosa che ha fatto salire la mia considerazione, recuperando le perdite causate dal Fortran.
Un altro linguaggio che ho sponsorizzato con successo è Python, su Windows al posto del solito visualBasic. In questo caso c’è da considerare che non si è ancora capito come funzionerà Windows 8, vedremo.

Sempre riguardo Python sto collaborando con Luigi Bit3Lux, sul suo blog, per un corso di Python, a livello abbastanza elementare; chi vuole potrà approfondire in seguito. L’amico Luigi è un fervente sostenitore di tools antichi sulla linea di comando, adesso è alle prese con awk :-D

Un corso simile lo sto sviluppando –lentamente– qui per Go. Go potrebbe essere usato per un progetto simile a quello precedentemente sviluppato in Fortran. Tutto da vedere, niente di deciso.

Ho poi scoperto che mi piace parlare di cose vecchie, la sezione Nostalgia. A proposito qualcuno sa consigliarmi un testo sullo sviluppo del concetto del computer, cioè di dire (== programmare) alla macchina cosa vogliamo che faccia. Immagino che ciò riguardi Turing e Von Neumann principalmente.

C’è una cosa che mi fa sentire vecchio e superato: oggi l’interesse è tutto per smartphones, palmari, tablets e simili. Strettamente integrati a Internet. Per esempio questo: Twenty-five percent of PC owners may switch to other devices, reports the Center for the Digital Future and Bovitz, Inc.
L’ho verificato recentemente con amici e conoscenti. Per non parlare di chi usa il PC solo per il Web (e spesso solo per Facebook).
Io no, ho deciso che questo mondo non m’interessa, sono troppo vecchio ;-)

Curiosity

Curiosity

Quizzettino del week-end

Dato che agosto è finito, e anche l’estate sta finendo, per allietare il fine settimana vi propongo un quiz facile facile, la cui soluzione sarà un post lungo e noiosissimo (scherzo! o forse no, boh). Insomma, la soluzione sarà data prossimamente, intanto beccatevi il quiz.

Qual’è il comportamento del seguente programmino C?

#include <stdio.h>

int d = 5;

int set(int x)
{
    return d = x;
}

int main()
{
    int r = set(0) + 7 / d;
    printf("risultato = %d\n", r);
    return 1; 
}

Cercate di essere precisi nella risposta, mi raccomando. Alla prossima!

Rivoluzione digitale

Non so se vale fare un post come questo. Per intanto non c’entro niente, #sapevatelo. E poi dico cose che ho già detto, sono ripetitivo.
Ma però –dai per questa volta lasciatemelo dire, solo per questa volta, dai ;-) — c’è un corso per gli studenti del primo anno, al Politecnico di Torino (me l’ha detto uno degli studenti, uno bravo, vediamo chi ne indovina il nome) che ha un nome altisonante e (finanche) sovversivo:

Non voglio parlarvi del corso ma della sua presenza sul Web. Sì perché ci sono i video delle lezioni del guest lecturers e se ci fate un salto poi mi ringrazierete.

Non dimenticate la presentazione del prof. Juan Carlos De Martin. Poi fino a oggi ci sono le lezioni di Angelo Raffaele Meo e di Stefano Quintarelli. Altri a seguire. E cuntacc! –come dicono qui a Torino, non al Poli.

E poi volendo ci sono i blog che gli studenti devono fare per superare l’esame. E altro ancora.

Fate un salto anche al

soprattutto i locali. Qualche mese fa è venuto Michele Boldrin a raccontarci della proprietà intellettuale, per dire.

Ora io non voglio dire, bene che posso vedere le lessiun da casa mia, quando voglio, ma mi viene da far notare che quando frequentavo io (anni ’70) tutto questo non c’era.

Sì il logo del Poli di Milano magari sarà anche più bello ma il nostro ha Athena in alto e lo stemma del Torino Calcio in basso. Nessun riferimento a quell’altra squadra di Torino, quella di cui adesso non ricordo il nome.

Compleanno, di nuovo, il secondo

Ebbene sì! OK, panico oggi compie due anni! Tanti auguri!
Tre punti esclamativi credo possano bastare, anche per un’occasione come questa, unica.
In questi due anni ne sono successe di cose, tante. Ma limitiamoci al blog.


C’è stata un’infanzia in cui era conosciuto da pochi; dopo il primo anno per qualche mese si sono registrate 60 visite al giorno (2000 al mese). Dopo le ferie / vacanze estive dell’anno scorso ecco un incremento: immagino che sotto l’ombrellone il blog sia stato un argomento hot e abbiate manifestato l’astinenza ai vicini d’ombrellone ;-)

A ottobre un balzo clamoroso, dovuto purtroppo a una brutta notizia –la morte di Dennis Ritchie. In un giorno solo ci sono state 877 visite, poi queste si sono stabilizzate attorno a 100. Ma il numero ha un’importanza relativa. Pochi ma buoni è meglio. Molto meglio i commenti!

Nel frattempo sono comparsi anche gli spammer, non tanti, ma noiosi. Siccome mi dimentico di controllare può anche essere successo che un commento vero sia finito nello spam, spero di no: se non vedete i vostri commenti, fatecelo sapere che cercheremo di intervenire prontamente.

Parlando per me: il blog è cambiato perché io sono cambiato. Un giorno mi è venuta l’idea di fare una rassegna delle news ed è nato il tormentone “Frattanto nella Blogosfera“. Aveva successo ma mi sono accorto che il blog diventava troppo legato all’attualità, anzi al gossip informatico. Forse anche il successore di “Frattanto”, “Visto nel Web” va potato, mettere solo le cose più importanti: che ne dite?
Poi c’è Linux: ormai si parla solo di questo sistema operativo. E io sono legato per diversi motivi a Ubuntu e Unity, cosa che ai veri geek fa storcere il naso, almeno un pochino. Peraltro nel mondo del lavoro impera Windows, spesso XP ormai vecchissimo.
Ma tanto sono solo un aspirante geek, e vecchio per giunta. Mi occupo di cose vintage come il Fortran, banali come Python o esoteriche come newLISP. Fortuna che c’è Giuseppe Lipari, il dr.prof :-D

In questi due anni alcuni blog che seguivo sono stati chiusi, altri sono cambiati anche profondamente. Mi sono accorto che ho cambiato quelli che seguo, meno legati al ricettario del programmatore e più al filosofo (da osteria, non da talk-show televisivo).

Poi, oltre alle cose legate ai ‘puters – -e le cose stanno cambiando velocemente, telefoni che fanno tante cose, tablets, androidi, icosi — i blog mi piacciono talmente tanto che ne ho fatto un altro, completamente differente, questo: postare qualcosa su OK, panico è impegnativo là richiede pochi minuti.

Ci sarebbero millemila argomenti da trattare ma richiedono tempo e ci sono anche altre cose da fare. Meglio non mettere troppa carne al fuoco, e finché qualcuno mi legge sono qua e poi “After all… tomorrow is another day” (cit.) :-D

(nota del co-autore Giuseppe Lipari)

Ma poi, Juhan, pensiamoci bene: questo blog è ancora un infante, ha solo 2 anni! E deve ancora trovare la sua strada, imparare a correre sulle sue malferme gambette, e capire cosa vuol fare da grande! Quello che è sicuro, e che rimarra sempre la nostra stella polare, è che questo blog sarà un porto sicuro, aperto a tutto e a tutti gli argomenti che ci interessano: linguaggi, programmazione, filosofia, curiosità, storia, vintage, aneddoti, etc. Ma sempre senza, impegno, eh!

Noi fin’ora ci siamo divertiti, e voi?

Il sesso del(la) dock

Perché su OS X si chiama “il dock” e ovunque si chiama “la dock”? Dilemma.
Ma non è l’unico caso, anzi! Il guaio è che l’italiano, come parecchie lingue neolatine (almeno quelle che conosco) ha abbandonato il neutro. Male! Notare che di questo sussistano reliquie, dove meno te lo aspetti: lui, lei, esso. Esso? sì, meno male che non si usa più. In diversi dialetti italiani ne trovi tracce (a parte il fatto che non so citarne neanche un esempio al volo; e non so nemmeno quale sia il plurale giusto di “traccia” e “faccia” e “ciliegia” e “curriculum”).

OK, tornando a noi nelle lingue germaniche (no, solo un pizzico d’inglese) invece abbonda e qui saltano fuori le occasioni di perplimosità. Tante. Su alcune parole si è arrivati a una conclusione più o meno condivisa, altre restano aperte all’inventiva e al sentimento del momento. Una mia amica dice “la web” perche sia “rete” che “ragnatela” sono femminili ma io ho sempre sentito dire l’opposto –non per i francesi.
Anticamente si diceva “il batch” ma un grafico che frequento dice “la batch” forse perché si riferisce alla batch list di Photoshop.
E quasar? qualcuno dice “la quasar” per lo stesso motivo di web. OK, chi usa questa parola di solito parla inglese, ma Piero Angela… E Giacobbo e Zichichi? Non sempre ma (soprattutto una volta) la nave –ship– veniva usata al femminile in inglese, come “site” e –orrore– “computer” (come in spagnolo del resto).

OK, tutto ciò premesso, di nascosto dalla Crusca e dal prof di tagliano –sapete com’è– che ne dite di un sondaggio/referendum per attribuire un sesso a queste parole, frequentissime che non hanno ancora acquisito una forma in italiano –e chissà se ce l’avranno mai. Perdere del tempo nel stilare una lista di nomi più o meno neutri è tempo perso, tutti noi, uomini donne e geek (maschile o femminile? Vedi!), ne conosciamo a sufficienza per comprendere in linea generale il senso di questo post.

Ma il dilemma si espande, assume un’altra forma quando andiamo a ricordare il tono in cui gli utenti OS X chiamano il loro aggeggio posto in basso “il mio dock” (con una voce alla Gianni Morandi)  e quelli GNU/Linux chiamano la propria dock “leva quella merda di una dockbar” (quasi sempre riferito a cairo dock). Siamo troppo avanti per utilizzare un neutro, o anche questo viene utilizzato in secondo piano nella guerra di “chi lo ha più lungo”?

OK, potete andare da Gusions (fate click sul banner qui sopra) e votare. Tra tutti i partecipanti verranno estratti a sorte 3 fortunati che riceveranno assolutamente niente.

Ma vorrei allargare la discussione: diamo un genere a tutte queste parole, proponetene altre, le vostre preferite o detestate.

Bonus #1: tempo fa HP Italia usava “direttorio” per “directory”. Ahemm, la Rivoluzione Francese è acqua passata e da noi “directory” si dice “elenco” o “lista” come in Unix/Linux e O.S. seri.

Bonus #2: mi risulta, da informazioni riservate, che se ne occupa dell’argomento anche il Tamburo Riparato, qui

4KB – un fossile

Questo è un postino atipico. Ma devo farlo, davvero, tra un attimo capirete il perché.
Allora Lindsey Turrentine è editor-in-chief at CNET Reviews. E deve avere avuto un nonno tosto (certo anche lei).
Ecco un tweet di Lindsey:


La foto? eccola:


Impressionante vero?

E a me mi fa sentire giovane: queste cose non le avevo mai viste ne immaginate. Anche se, a raccontarla tutta, ma proprio tutta-tutta, mi raccontava una volta un vecchio dell’Olivetti che per tenere dati in memoria un metodo che usavano era di metterli in un filo lungo-lungo e fargli fare un giro :-D

Però, ricordo benissimo che se non era per un venditore particolare un amico mi aveva convinto a comprare questo. Il venditore mi confessò che era appena uscito di produzione e di prendere qualcosa di più moderno.

OK, ricordi a parte la legge di Moore evidentemente c’era già allora.

Anche se certe estrapolazioni possono sembrare eccessive

click per accedere

Riassunto del 2011

OK, adesso dovrei farvi un resoconto del blog per il 2011 –anzi sono già in ritardo :-D


Ma posso rimediare prima di subito. Anzi facciamo che vale quello fatto sull’altro blog, c’è tutto lì, basta fare click sull’immagine.

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