Ricerca accademica e industriale

Qualche tempo fa, il collega Juhan mi domandava: “ma che differenza c’è tra ricerca accademica e ricerca industriale”? E mi linkava un post (se non sbaglio di MarkCC) che adesso non riesco a ritrovare. Naturalmente, si riferiva alla ricerca in informatica, perché MarkCC lavorava a Google provenendo dall’accademia, e metteva in evidenza le differenze fra le due cose.

Io ero un po’ impegnato e promisi di rispondere con calma dopo. Poi, come spesso accade, mi scordai. Ieri mi è tornato in mente, non so come e perché, che dovevo rispondere. Ma una risposta semplice e diretta non è possibile, perché le cose sono complicate, come al solito. E nel pensare a questo, mi sono chiesto: “chissà che ne pensa la gente di cosa sia la ricerca in informatica”. Magari pensano che noi ricercatori siamo tutti dei mangiapane ad ufo, e chissà che combiniamo dalla mattina alla sera nei nostri uffici, e meno male che Tremonti ci sta tagliando!! Oppure magari pensate che siamo i veri eroi del nostro tempo, e che dovrebbero darci più soldi (seee!). Insomma, boh.

E siccome su questo blog bazzica un po’ di tutto, ho deciso di cogliere la palla la balzo e creare il primo sondaggio di Ok Panico! Non è difficile, bastano 10 secondi. Tra una settimana, se non mi scordo di nuovo, vi dico cosa ne penso io dall’interno.

Orsu’, votate!

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Commenti

  • juhan  Il 9 luglio 2011 alle 15:32

    Io ho votato (il voto è segreto) ma la cosa è, secondo me, troppo complessa per selezionare una casella. Vedo in serata o domani se riesco a recuperare il link del MarkCC (che chissà dove sta andando, magari ritorna).

  • picchiopc  Il 9 luglio 2011 alle 21:30

    In quanto studente di sociologia (e tu dirai “che c’entra col tipo di ricerca ?” Be aspetta che spiego) posso dire che ogni tipo di ricerca deve seguire un preciso protocollo ovvero: Disegno di ricerca>creazione della base empirica>organizzazione dei dati>analisi>report di ricerca.

    Ovvio che non sempre si deve seguire questo filo logico ma bisogna intenderlo più come un cerchio (dove si torna spesso indietro per vedere se e dove si sbaglia) perché via via si incontrano vari tipi di feedback, oltre tutto gran parte della ricerca dipende dal tipo di domanda che ci poniamo che poi andrà ad influenza anche il tipo di strumento di rilevazione usato (ad es in sociologia gli strumenti di rilevazione sono i questionari, le interviste, ecc.). Poi certo io sono un semplice studente di scienze della formazione ammetto che potrei dire quarzate belle grosse e che potrei essere ignorante in merito.

    • glipari  Il 9 luglio 2011 alle 23:12

      Grazie del commento!

      Ma secondo te, un ricercatore che lavora all’università fa un lavoro sostanzialmente diverso o solo apparentemente diverso da uno che lavora in azienda? E anche: se uno si ponesse l’obiettivo di “migliorare il mondo”, potrebbe realizzarlo più facilmente in una università o in una azienda? (domande da un milione di dollari l’uno, lo ammetto, ma tanto è estate, e qui si può scazzare liberamente!).

      • picchiopc  Il 9 luglio 2011 alle 23:38

        Be andiamo con ordine:

        >”Ma secondo te, un ricercatore che lavora all’università fa un lavoro sostanzialmente diverso o solo apparentemente diverso da uno che lavora in azienda?”

        Dire che tutto dipende dalle domande e dagli obbiettivi e anche molto dai mezzi che il ricercatore ha a disposizione.Però in via teorica il lavoro quello è, non è che ci siano astruse differenze o chissà che cosa (ovvio che avevo zero esperienza di ricerca non posso affermarlo in assoluto, io sto parlando dopo aver dato un esame teorico di metodologia della ricerca sociale).

        Tuttavia è più probabile che una ditta faccia ricerca a fini di lucro, cosa che un università di certo non fa (o non dovrebbe fare a mio avviso), quindi partendo da questo preconcetto potrebbe essere possibile affermare che le ricerche fatte da una ditta privata hanno obbiettivi conoscitivi “diversi” ma non dissimili da quelli in ambito accademico.

        >”se uno si ponesse l’obiettivo di “migliorare il mondo”, potrebbe realizzarlo più facilmente in una università o in una azienda? ”

        Tutto dipende sempre da chi, cosa, come e quando oltre al quantitativo di soldi che si da al ricercatore. Quindi siamo punto e a capo.

      • glipari  Il 9 luglio 2011 alle 23:45

        Vedo che non ti sbilanci più di tanto (e fai bene!). La mia risposta completa nel post promesso la settimana prossima.

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