SmallBASIC

Quelli che hanno avuto la fortuna di trovarsi con l’età giusta al momento dello sboccio dei personal computer hanno un grande rimpianto: non c’è più il BASIC di una volta!
Anche per quelli che non lo dicono, o a domanda negano, in realtà la pensano così.

Io, purtroppo, a quella stagione non ho partecipato: ero troppo vecchio e avevo un ‘puter (allora si chiamava calcolatore, termine che ogni tanto mi scappa ancora) ben più grosso, diciamo che pesava diversi quintali e aveva ben 1/2 MegaByte di RAM. E si usava solo il FORTRAN, anche se c’erano ben due interpreti BASIC (ma se vi racconto storie su di loro rischio di far arrabbiare qualcuno, anzi diversi che sanno dove trovarmi).


Il BASIC allora. Intanto ce n’erano diversi, molto diversi tra di loro, alcuni raffinati altri molto meno. Mi ricordo un giovane che scriveva codice a una velocità incredibile senza lasciare spazi fra le parole e mettendo le istruzioni sulla stessa riga, separate da due-punti, GOTO e GOSUB come se piovesse, poi ha lavorato anche in Microsoft. A proposito, fare un interprete BASIC dev’essere relativamente semplice, ne ha fatto uno anche Bill Gates (si dice).

Quando poi il PC IBM si è imposto il BASIC era doppio: Basica sull’IBM e GW-BASIC (quello di Bill) sui compatibili. Ma forse qualcuno si ricorda anche il Turbo Basic, poi PowerBASIC.

Poi da Microsoft sono usciti QuickBasic (e QBasic) e VisualBasic prima per DOS e poi per Windows, non male quest’ultimo, la sua interfaccia grafica ha fatto scuola.

Poi a Redmond si sono poi convertiti al C/C++ e varianti, anche se gli adepti del Basic hanno resistito a lungo e se ne trovano ancora.

Tutta questa premessa per introdurre un post faticoso: l’ho riscritto più volte e è nato per via di un incontro tra vecchi, di quelli che si fanno attorno tra Natale e Capodanno.


Allora il mio amico, chiamiamolo Alberto, che ormai non scrive più codice ma dirige e raccomanda Java mi ha parlato di SmallBASIC, per lamentarsi che non sia portato avanti come si dovrebbe.

SmallBASIC is a fast and easy to learn BASIC language interpreter ideal for everyday calculations, scripts and prototypes. SmallBASIC includes trigonometric, matrices and algebra functions, a built in IDE, a powerful string library, system, sound, and graphic commands along with structured programming syntax.

Sì ha ragione, SmallBASIC è come il BASIC di una volta, fatto bene, c’è una comunità e un forum attivo, si possono trovare cose sorprendenti, come quest’implementazione di life di JH Conway, scritto con la sintassi antica, probabilmente si tratta di un porting da chissà dove.

SmallBASIC è stato creato da Nicholas Christopoulos di cui si hanno scarse notizie: ha un suo sito, in greco.

Il progetto è adesso gestito da Chris Warren-Smith di Brisbane nel cui profilo Twitter si presenta come “Parent, Programmer, Musician, Cyclist…“.

OK, adesso dovrei fare la conclusione: SmallBASIC è carino, buono ma il mondo è andato avanti. Oggi l’equivalente del BASIC è Python (secondo me) o Java (per Alberto).

Avvertenza: Microsoft ha un basic che si chiama, indovinate come, sì, SmallBasic, non c’entra niente con SmallBASIC — vedete che tra maiuscolo e minuscolo c’è differenza anche al di fuori di Unix/Linux? 😀

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