Linguaggi

l2Qual è il vostro linguaggio di programmazione preferito?
Dipende…
Lo so, lo so benissimo. Ma potendo scegliere, per una roba normale cosa preferireste usare?

Nell’attesa delle risposte comincio io. Quando ho iniziato (fine anni ’70) c’era poco da scegliere. C’era il Fortran, il Cobol per i commerciali che però usavano RPG perché più semplice. E poco altro sulla mia macchina (OK, non mia, quella che usavo).
Ma i tempi stavano cambiando, l’inverno stava finendo (anti-cit.), salta fuori il Basic, il Pascal (lo usavano a scuola) e altri ancora. Per esempio vengo a sapere del Lisp (DRH). E il C che sulla macchina che usavo era supportato molto male ma ne parlavano tutti e allora era da provare.

Forse solo per me del Fortran era uscita una nuova versione, il 77 (fine ’78 ma disponibile verso l’80) che era vietato perché troppo avido di risorse (in compilazione ma si compilava spesso). E poi ormai avevi tutto nel IV, anzi nelle release non ufficiali che dal ’66 in poi erano venute fuori. Io m’ero anche fatto una piccola libreria di funzioni (che allora si chiamavano subroutines) in Assembler.

Ma si era alla vigilia di un paio di rivoluzioni (nel senso kuhniano) che cambiarono tutto.
Presi la strada sbagliata, Unix.

Unix era una meraviglia per il programmatore: tanti tools, la disponibilità di tutti i linguaggi che volevi e altri ancora, che però il capo non ti lasciava usare. Vero che era tutto scritto in C, quello antico, il K&R. Ma per cose che prima avresti usato il Fortran (o il Basic) potevi usare la shell e microlinguaggi specifici, awk e sed, tanto per citarne un paio. Anzi l’idea di questo post è venuta proprio da una discussione su awk.
C’è, o c’era, non sono aggiornato, l’esigenza di usare un solo linguaggio. O un paio, comunque il numero minore possibile per avere sempre la possibilità di modificare al volo il programma. Allora i programmatori bravi erano spesso volatili; quando uno se ne andava doveva essere sostituito nel più breve tempo possibile per cui da me niente C, e niente awk, solo Fortran (77, c’era solo quello).

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Ma darwinianamente avevo preso la strada sbagliata: si stavano imponendo i PC, personal computers, piccoli, personali e decisamente limitati. Alcuni addirittura senza hard-disk. E si programmava in Basic, quasi solo in Basic. Vero che io avevo usato anche roba diversa, per esempio nel tempo libero avevo modificato un programma in Forth, il linguaggio del futuro per i giochi, mi era stato detto.
I personal si evolsero in fretta, il Basic anche, da GW- a Quick- a Visual- senza contare che c’erano anche altre versioni: quello di HP, ottimo, e il Turbo-, poi Power- che non ebbe il successo che si sarebbe meritato.
Poi comparve anche il C/C++, Turbo, prima di quello di Microsoft che voleva si usasse solo Basic e Assembler, almeno fino alla nascita di Windows.
L’alternativa era il Pascal, della Borland, prima Turbo, poi Borland e infine Delphi. Era diventato il mio linguaggio preferito. E lo è stato per tutto il periodo di MS Windows.

Quando ho smesso di lavorare ho cambiato tutto: Linux.
Una meraviglia, la cosa migliore che mi sia capitato di incontrare. No, niente (o poco) C/C++ troppo incasinato e poi da solo…
Anche perché c’erano ci sono infinite meraviglie. Intanto tutto Unix, poi le cose nuove, o quasi. Per esempio Lua l’avevo già visto con Windows, come pure Python.
Ecco, Python è cresciuto, diventato ubiquo, cosa non si può fare con Python? È diventato il mio linguaggio preferito.
Ma ce ne sono anche altri, Go per esempio. Mentre non sono mai stato attratto da Java, almeno fino a quando ho visto quanto sia connesso a Clojure, una versione nuova e funzionale del Lisp. Merito della JVM, un’idea fantastica.

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Java (senza Clojure, er carità!) è probabilmente il linguaggio più usato oggi, anche se si continua con il Basic e roba di cui parlerò forse in futuro (Matlab, p.es, anzi la sua versione free, Octave).
Ma c’è ancora un’altra cosa nuova (almeno me ne sono accorto solo recentemente): Excel.
Poco tempo fa ho visto un episodio comico: un matematico aveva proposto J (l’erede di APL) per operazioni statistiche, media mobile, varianza e simili.
Vero che gli scipts erano piccoli, veloci e eleganti ma incomprensibili. Si sta usando, con piena soddisfazione Excel.
Per la visuaizzazione di grafici in un caso ho imposto Gnuplot, ottimo, secondo me.

py

Allora torno alla domanda iniziale: qual è il vostro linguaggio preferito?
Io sono per Python e Lisp, per adeso; in futuro chissà 😉

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Commenti

  • evilripper  Il 26 settembre 2013 alle 14:36

    c#, java e anche con php mi trovavo benissimo… purtroppo non ho mai avuto il tempo di guardare python (ne ho già abbastanza dei linguaggi che devo usare a lavoro: delphi, javascript e appunto c#), prima o poi lo farò! 🙂

  • robitex  Il 26 settembre 2013 alle 15:30

    Io, Juhan, preferisco Lua e Go ma non faccio testo non essendo un programmatore professionista.
    Piuttosto, quello che a te è successo con Java a me è capitato proprio con Python: molto utile qualche volta anche per me, ma il linguaggio non mi attrae.
    In effetti, si trovano nel web riferimenti sul passaggio di alcuni da Python a Go.
    Saluti.
    R.

  • Orlando  Il 26 settembre 2013 alle 16:43

    Anche io non faccio testo perché, come Roberto, non sono programmatore professionista.

    Le mie principali attività sono rivolte alla numerica, quindi uso principalmente Matlab e/o GNU Octave. Sono però interessato anche al C++ ed al Fortran. Tempo permettendo sarebbe bello studiare questi due linguaggi. È anche possibile farli interagire.

    Python non mi ha mai attirato più di tanto, Lua l’ho corteggiato un po’ (anche attraverso LuaLaTeX), poi l’amore è finito 🙂

    Orlando

    • juhan  Il 26 settembre 2013 alle 17:02

      Se sei disponibile ti chiederei qualcosa via mail su Matlab/Octave.
      Un’altra cosa: non farei una distinzione netta programmatore professionista e non; quelli che conosco io in genere non fanno solo i programmatori.

      • Orlando  Il 26 settembre 2013 alle 17:53

        Certo, spero di poterti essere di aiuto 🙂

  • dikiyvolk  Il 27 settembre 2013 alle 07:25

    Ciao Juhan,

    Io sono per il C++ e Delphi poi in realtà per lavoro uso anche Java, PL/SQL, PHP, Python e Ruby. Il linguaggio nuovo non è mai il problema… sono i vari framework che ti spolpano ogni energia. Sembra che scrivere più righe di codice sia un reato e la documentazione ufficiale bisogna sempre ricercarla a chi l’ha visto (l’ultimo Delphi è in linea con i precedenti help 😦 purtroppo)

    Comunque interessato dal discorso ho trovato che su internet fatto tutti (tutti è un parolone… le prime 2/3 risposte di google) riferimento a questa classifica.

    http://www.tiobe.com/index.php/content/paperinfo/tpci/

    C e Java viaggiano intorno al 16% pensavo la percentuale fosse molto, molto più alta.

    Ciao, ciao…

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