Passare a Lubit venendo da Windows – 1

 Lubit_vs_Win

Windows perché? Questa è la domanda che dovrei pormi più spesso ed a cui finisco per dare sempre la stessa risposta: non tanto per necessità ma forse per convenzione, perché in Università si può usare in versione Educational a prezzi irrisori o semplicemente perché la quasi totalità delle persone con cui scambio file finisce per avere questo Sistema Operativo…

Grazie ai saggi consigli di un amico (vero Juhan?), ho provato a fare il grande salto… passare a Lubit 3.

La piacevole sorpresa è stata l’installazione! Tutto si è svolto in perfetto stile Windows… procedura veloce, esente da qualsiasi errore su un PC preistorico con 1,5Gb di RAM ed un processore AMD Athlon da 1.14 GHz e, soprattutto, alla portata di qualsiasi utente a prescindere dalle maggiori o minori competenze informatiche.

Appena “entrati” nel nuovo ambiente, la sorpresa è stata quella di un desktop su cui erano riportate soltanto le informazioni essenziali (niente Cestino, Risorse del Computer e tasto Start… aiuto!!!), senza tra l’altro la possibilità di personalizzarlo, almeno in fatto di icone a video… Certo ero stato informato del fatto che il mondo Lubit prevede l’uso massiccio del tasto destro… ma quanti utenti “XP-Win7-Win8” sarebbero disposti ad accettare un accesso così poco diretto al software, alle cartelle, etc…, in un mondo di tablet e smartphone Android, Apple e Windows basati esclusivamente su una gestione per “icone”? Sicuramente questa scelta non mi sento di condividerla anche perché, nell’eventualità in cui la “moda” del tattile prosegua la sua corsa inarrestabile, non sarebbe una opzione neppure lontanamente immaginabile, visto che porrebbe non pochi limiti alla esperienza totalmente touch.

Ma torniamo a Lubit 3… Quello che impressiona è l’inesistente mancanza di “lag” in fase di utilizzo (e qui uso il linguaggio dei “nativi digitali”… io come “immigrato digitale” faccio ben poco testo…) su PC in cui Windows farebbe anche solo fatica ad avviarsi!

Inoltre, e qui si va incontro a chi non è certo un utente esperto, ribadisco la piacevole sorpresa di non dover scaricare manualmente drivers terzi o procedere con astruse procedure per far riconoscere al PC l’hardware della macchina… durante l’installazione è – di norma – soltanto necessario specificare la lingua della tastiera in uso. Da segnalare, se proprio si vuole essere pignoli, qualche iniziale difficoltà nel settaggio dei parametri web (testato per una rete pubblica)… ma anche qui, con un po’ di mestiere e pochi click, si riesce a risolvere.

Ovviamente da incallito utente Windows e novello propugnatore della filosofia Ubuntu, lascio che la mia mente fantastichi per un attimo su quello che potrebbe essere un “super-PC”, perfetto connubio tra la velocità e stabilità operativa di Lubit e la praticità dei tanto amati eseguibili di Windows. E tutto questo appare assolutamente realizzabile. E si perché, almeno in una prima fase, ad agevolare i “windowsiani” è stata prevista la possibilità di usare un programma chiamato “Wine”, software in grado di gestire le estensioni .exe senza particolari problemi. Ma, come mi dicono gli “amici” (Juhan in testa), passare a Lubit come surrogato di Windows non rende giustizia alle potenzialità delle distro Linux. Ed in tal senso non posso che condividere pienamente questo punto di vista. Wine può rappresentare una “finestra” a cui affacciarsi per prendere una boccata d’aria quando all’inizio non si avrà molta confidenza con Lubit… ma non una “porta” che apre sul “panorama” Windows per lasciare fuori Ubuntu.

Del resto le distro basate su Ubuntu non fanno certo rimpiangere Windows qualora, come fa del resto la maggior parte dei fruitori, si voglia scrivere, connettersi al web, editare immagini, sentire musica e vedere video o svolgere comunque attività ludiche in genere. I problemi potrebbero sorgere (ed uso il condizionale perché non ho ancora ben “stressato” Wine) nel caso in cui – non riuscendo a trovare un software Linux in grado di gestire un particolare aspetto – si debba far ricorso ad un programma utilizzato sotto Windows (e parlo a nome degli “aficionados” come me di casa Gates…). Non nascondo la mia difficoltà in tal senso… Avendo speso gran parte del mio tempo a creare un set di tools (sotto Windows), Open Source od al massimo Freeware e per giunta “standalone” con cui fare tutto, dal caffè fino al progetto di un grattacielo nel centro di Torino, mi trovo un po’ spaesato nel passaggio a Lubit. La possibilità di prevedere programmi “standalone”, ovvero software che possono avviarsi da qualsiasi supporto (chiavette USB comprese) senza dover essere installati, ha indubbi vantaggi sia in termini di velocità (il Sistema Operativo resta indenne da chiavi di registro volendo inutili) sia nell’eventualità in cui si debba formattare la macchina… Appena re-installato il S.O. tutto torna a funzionare come prima!

Questo “peccatuccio” mica tanto veniale mi ha portato ad esplorare l’orbe terracqueo alla ricerca di software “windows compatible” per gestire qualunque aspetto… dal file di testo fino alla vista 3D ed al montaggio video per passare dalla gestione e conversione dei più disparati file (musica, video, pdf in exe, bmp in dxf, etc…) e da una infinità di utility sempre pronte a tirarmi fuori di impaccio in qualsiasi frangente…

Quale soluzione? Buttare al vento vent’anni di ricerca software e provare a trovare programmi Open Source per le distro Ubuntu che possano ripagarmi almeno in parte di questa immane perdita? Forse, anche se è proprio sui software che si apre, almeno per me, una ferita sempre ed ancora aperta che frena l’entusiastica adesione al mondo Linux: l’installazione dei programmi sotto Lubit (ed in genere su tutte le distro basate su Ubuntu). A mio avviso questa operazione non è delle più immediate e, tra l’altro, resta l’invalicabile ostacolo della praticità nella procedura di installazione (e disinstallazione) dei programmi… ah come mi mancano i “setup.exe” e gli “unistall.exe” di windowsiana memoria o la praticità della iso di Lubit, in cui basta un doppio click per avviare e concludere il processo di installazione del S.O.!

Qui, tra un “sudo” (e non mi riferisco alla stagione estiva) ed un “apt-get”, si deve passare sempre e solo dalla linea di comando. Quanti ricordi tornano alla mente… quando AutoCAD agli albori si gestiva praticamente solo a linea di comando (sigh!) ed oggi invece ha dovuto confrontarsi (e mutare) sotto l’onda inarrestabile della quasi totalità di software basati sul concetto del “punta e clicca” o sulla filosofia “WYSIWYG” (per i profani: “What You See Is What You Get”, ovvero “ciò che vedi a monitor è poi quello che ottieni nel tuo file”).

In tal senso credo che una semplificazione delle procedure di installazione dei programmi ed una apertura verso la filosofia del software “standalone” potrebbe avvicinare a Lubit tanti windowsiani che hanno scelto il S.O. di casa Gates perché (per me era il lontano 1990) avevano inizialmente bisogno di un sistema pratico e veloce per editare testi ed immagini per l’università, scrivere qualche riga di codice HTML, vedere i video scaricati con i primi modem analogici, etc…

Ora vi lascio. Ho per le mani un eeePC 900 della prima serie a cui Lubit calzerebbe a pennello. Nella prossima puntata cercherò di dimostrare come, sotto Lubit, una interfaccia ad icone possa rendere tutto molto ma molto più immediato, favorendo il passaggio di tanti windows-dipendenti al meraviglioso mondo Ubuntu…

(FreeMan)
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Commenti

  • lubitproject  Il 19 giugno 2014 alle 06:17

    Lo sforzo di tutta la comunità GNU/Linux è quella di trovare delle alternative al software proprietario, ragione per cui, personalmente, non vedo di buon occhio WINE. Sono dell’idea che chi passa a Linux ne deve essere motivato anche da ragioni etiche. Non ha senso lasciare windows per approdare a windows. Per quanto riguarda Lubit, noi abbiamo dato un target ben preciso: Rigenerare macchine datate. Per macchine datate intendiamo pc che abbiano 6/7 anni di età. Poi abbiamo dato delle rigide linee guide al progetto Lubit: Solo ed esclusivamente openbox. Da openbox non si può prescindere in nessun caso. Iso inferiore a 700 MB e un consumo di ram all’avvio sotto (o intorno) ai 100 MB. Per guanto riguarda l’installazione del software, al momento c’è synaptic, che reputo il miglior software center in assoluto. Nel frattempo stiamo sviluppando un pannello di controllo e un software center di pacchetti consigliati da noi; nulla toglie, ovviamente, che ognuno potrà installare ciò che vuole. Saluti. Luigi.

  • Man from Mars  Il 19 giugno 2014 alle 14:08

    Non trovo utile adesso risponderti punto su punto perché l’impressione che riporti mi sembra ancora troppo a caldo. Sarò un po’ sbrigativo ma non prenderlo come un attacco di fanatismo pro-Linux.
    Ci sono aspetti su cui posso darti ragione (da utente Windows “forzato” in ufficio) altri su cui dovrei darti torto. Su questi ultimi sono convinto che un po’ di pratica ti farà cambiare idea. Una per tutte: l’installazione del software. La linea di comando c’è ed è utilissima ma c’è Synaptic o il software Center che sono “grafici” quanto basta. Sei contento dell’installazione dei driver, che in fin dei conti sono software come il resto: preferisci davvero girare il web alla ricerca del “comodo setup.exe”, che potresti distrattamente scaricare da fonte non sicura con successive brutte sorprese, piuttosto che usare repo centralizzati e controllati? Preferisci aggiornare separatamente il SO, i programmi uno ad uno ed i driver piuttosto che schiacciare un paio di bottoncini e trovare *tutto* all’ultima versione? Ed avere per questo un “updater” per ciascun software, seduto in RAM a mangiarsi qualche MB e qualche ciclo di CPU?
    Preferisci non poter personalizzare il modo in cui usi il computer (DE/WM e software)?
    Preferisci buttare un pc come il tuo perché W7 “non ci gira” (e pure XP arrancherebbe…)?
    Il discorso è vastissimo con innumerevoli pro ed altrettanti contro da entrambi i lati. Alcuni software “professionali” possono essere un punto dolente.
    Io ho litigato tanto con Linux all’inizio (~ fine 2008), poi ci ho fatto pace ed adesso tollero a malapena le restrizioni di Windows.
    Scegli con calma.

  • Toshidex  Il 20 giugno 2014 alle 09:25

    Io non capisco perché le persone provano GNU/Linux per poi trasformarlo in Windows. E come se comprassi un Mac per poi installarci Windows di sopra.

    Mah.

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  • Tolleranze | Ok, panico su 19 giugno 2014 alle 08:59

    […] Il post di Alberto –the Freeman– (prima o poi mettiamo a posto l’identità, promesso) ha scatenato l’uragano. Altro che il battere d’ali della Proverbiale Farfalla Amazzonica! […]

  • […] questo articolo sulla scorta delle osservazioni che hanno acceso una interessante discussione sul precedente post e su Facebook. Sostanzialmente per i seguenti motivi: innanzitutto si tratta di una derivata di […]

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