Apple PR

2016A me l’hanno detto contemporaneamente in due: Alessio, il Dottor Bl@ster e OS news.
Si tratta di questo lungo post di Mark Gurman sulla prassi delle relazioni pubbliche di Apple: “Especially the parts about how Apple carefully manipulates journalists, bloggers, and newspapers is very interesting. We all know that they do this, of course, but it’s great to see it all penned down like this.
It’s a long read, but definitely worth it“.

Io sono un veterano di quelli usi a prendersela con i fanatici della Mela Morsicata™. Mi ricordo sempre di quella volta –si usavano ancora i floppy-disk e il monitor del Mac era di dimensioni ragionevoli, anzi piccole– del rinomato giornalista che si è rifiutato di usare un PC con Windows sopra; e doveva scrivere utilizzando M$-Word. E vi ricordate la tastiera “italiana” dei Mac con i tasti invertiti? E il mouse con un solo tasto, e quello a disco di quello colorato semitrasparente che –oops! non posso contarvela questa.
OK, queste sono cose personali ma volevo avvisarvi, mica tutti mi conoscono…

L’articolo di Mark lo trovate qui: Seeing Through the Illusion: Understanding Apple’s Mastery of the Media.
9to5 è nota per la sua serietà, anche quando parla di Apple. Come in questo caso.
Dovete (dovreste davvero) leggerlo tutto. Per esempio l’avvio con un aneddoto davvero squisito –no, non lo racconto, leggetelo là– su come Steve Jobs “has mastered the ability to control situations invisibly, without having its efforts noticed“.
Diversamente da tutti le altre compagnie di dimensioni comparabili tutto il PR è fatto in casa. Anche per mantenere il segreto, su tutto, fino al momento previsto per il lancio. Il gruppo è piccolo, una trentina di persone a Cupertino e poche sparse nel resto del mondo.
Momentum, uno dei gruppi si occupa di inserire i prodotti nella cultura popolare, sport, TV, eventi musicali, come quando vengono visualizzati prima di essere presente nei negozi.
Per quanto riguarda l’organizzazione delle manifestazioni c’è il gruppo Events: “Apple’s PR teams control every word of what the company says, and many of the words that are written about it by others“.
Apple’s PR department presents a cool, measured public-facing image: it only responds to press inquiries when it wants to, doesn’t offer quotes unless they’ll be reprinted without criticism, and responds directly only when it determines that something needs to be said by “Apple” rather than “sources familiar with the matter.” You could picture Apple’s PR strategy as the work of a wise, wealthy, and not particularly friendly queen – one always too busy to be bothered, until for some reason, she’s not“. Davvero dovete leggerlo in originale, oltretutto è scritto benissimo.
La strategia di Apple è di non dire niente; questo porta tutti a tentare di indovinare quello che sta per succedere, tutta pubblicità gratuita. La copertina di Newsweek visualizzata in Part 3) sembra finta, o uscita sul Giornale ai tempi d’oro del Bunga-bunga, o la Merkel Culona.

katie
E che dire di questo, all’inizio di Part 4): “While Apple PR portrayed former VP of Worldwide Corporate Communications Katie Cotton’s departure as a way for the executive to spend more time with her children, the true reason for her departure more likely was Tim Cook’s different vision for Apple’s future public-facing appearances“?
Adesso non so se ci siano cose non dette tra Mark e Katie ma se è come dice lui –e non ho motivi per non crederlo– mi viene da pensare che in fondo non ho incontrato persone tanto malvagie nella vita, grazie FSM! (RAmen).

cookdrecuejimmyE cosa capita quando qualcosa va storto? Come l’antenna dell’iPhone4? O le mappe di iOS? E perché l’acquisto di Beats? Mi sa che dovete leggere l’originale (forse l’ho già detto ma davvero è altamente raccomandato).

Salto un po’ di roba –il post viene troppo lungo– ma stupisce come giornalisti famosi risultino, come dire, da TG1 o peggio (No, Studio Aperto resta inavvicinabile, anche dopo la Sua partenza).
Un futuro più amichevole e trasparente? Io non ci credo.

Un paio di ricordi personali, di tanto tempo fa, ormai non li ricorda più nessuno:

  • HP per le calcolatrici e i personal tipo 9816 faceva qualcosa di simile, almeno da noi. Vero che, esattamente come per Apple i suoi prodotti erano eccezionali. E cari.
  • Non so voi ma a me viene in mente il Vaticano, forse sono prevenuto.
  • Applicando –oops, qui rischio; niente come non detto. Anche se potrei scrivere le memorie da pubblicare solo dopo che avrò raggiunto il Vulcano di Birra.
  • Sì, mi sono divertito mooolto a scrivere questo post.applerainbow
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Commenti

  • Man from Mars  Il 30 agosto 2014 alle 23:18

    Io vado a leggere l’articolone, avendo un sano disprezzo per tutte le robe della mela, però tu devi tirare fuori questa storiella del mouse, mi hai incuriosito!

    • juhan  Il 31 agosto 2014 alle 08:15

      Non posso, davvero: c’è di mezzo un mio amico potente, attivissimo in politica, dalla parte giusta. Dovrai attendere le memorie PM.

      • Man from Mars  Il 31 agosto 2014 alle 23:51

        Mi terrò la curiosità anche se non riesco ad immaginare una storia, con protagonista un mouse, tanto “particolare” da non poter essere raccontata pubblicamente.

      • juhan  Il 1 settembre 2014 alle 06:47

        OK, prossimamente ci faccio un post ma sarà una delusione. È solo uno dei tanti casi in cui il nuovissimo Mac ultra-super-über-bello fa pheego.

  • Paolo Redaelli  Il 31 agosto 2014 alle 01:59

    La storia di Apple la puoi dividere in due periodi: pre-DRM e post-DRM.
    Ora, nell’epoca delle restrizioni digitali imposte ai suoi utenti Apple è nemica della libertà delle persone. Non è l’unico ed è in cattiva compagnia di molte altre aziende ma è a quel che mi risulta tra le peggiori.
    http://www.fsf.org/search?SearchableText=apple
    http://www.fsf.org/it-it/iphone-ita
    http://www.fsf.org/it/mac-osx-ita
    http://www.fsf.org/it/iBad_launch-ita

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