Programmazione nella Scuola Primaria – 2

k-schoolIl post di ieri ha avuto mooolto successo: parecchie visite e commenti. Non tutti in fondo al post e questo non è tanto bello, dovremo fissarlo. Oggi stesso una proposta.

Ma prima adempio alla promessa fatta alla Maestra Rosy. Come si fa ad avere Python sul proprio ‘puter? Perché altrimenti non si capisce di quello che parlate.
Come sempre Rosalba (posso chiamarti così, vero?) ha ragione. Allora ecco come.

Dal vostro browser andate alla pagina Python 2.7.8 Release e scorrete fino al paragrafo Download, e fare click su quello che ho indicato con la freccia rossa.

download

dopo qualche istante avrete il file python-2.7.8.msi; probabilmente .msi non viene scritto ma è quello con l’icona del computer, è il file di installazione di Python. Si trova dove si trovano i file che scaricate, cosa che purtroppo cambia da macchina a macchina.
Quando lo trovate fateci doppio-click e rispondete di sì, che vi fidate e che volete installarlo solo per voi (o per tutti, dipende se siete gelosi). Vi propone di installarlo in C:\Python27 che va bene, dite ok e procedete.
Qualche istante dopo –congratulazioni!– avrete Python sul vostro ‘puter, benvenuti nella setta segreta dei programmatori!

Per vedere se è tutto OK dobbiamo ancora fare qualche magia. Se siete con Windows8 dovete fare click sulla finestra sghemba a sinistra in basso e poi sull’icona Cerca (la lente d’ingrandimento) e quindi scrivere cmd. Infine fare click su Prompt dei comandi e si apre la tanto desiderata finestra del terminale. Se invece usate una versione precedente il Prompt dei Comandi lo trovate in Start/Tutti i programmi/Accessori. Scrivete

c:\python27\python

e siete dentro all’interprete Python, dove potete fare gli esercizi proposti ieri.

Può darsi che non sia tutto chiaro, non sono riuscito a catturare le figure, il computer non era mio, ma ecco cosa ho pensato anche per voi. Continuate a leggere.

Interazione, proposte e aiuto

Ieri ci sono stati commenti notevoli, leggeteli in fondo al post. Poi altri su Facebook, bene ma non vengono visti da tutti. Idem per Twitter (che poi devono essere brevissimi) e altri posti ancora. Allora, secondo me, i commenti devono essere messi sul blog. Anche altrove, se volete, ma copiateli sul blog. Poi ci sono le cose perso (i français dicono così per personali, e sulla o c’è l’accento, anche se non si vede) e va bene: per loro potete mandarmi una mail. Nella mail potete scrivere quello che volete e allegare immagini e documenti. L’indirizzo è

n1n0.aegis@gmail.com

la tengo sotto controllo quasi costantemente.

Questa casella di mail può essere –sto sognando?– qualcosa di più. Mi riferisco a Roberto, Flavio, Luigi, Marco e altri che hanno protestato per la scelta dei linguagi. C’è una bella notizia anche per loro:

click

click

Allora: mandate i vostri contributi alla mail indicata e li pubblico. Integralmente, senza censura, senza correggere eventuali errori (tranne i link che provo prima). Io sono un evangelista Python ma so benissimo che ci sono alternative molto valide Lua, JavaScrit, Dart, altri.
Ho perplessità sul C++ e anche lì le alternative non mancano: Go, Rust, …
Marco parla di Web. Ecco un altro filone, immenso.
Naturalmente non dimenticando chi sarebbero le vittime l’utenza: i bambini delle elementari. Sì, lo so, ma per una volta voglio usare lo stesso termine di quando ero scolaro anch’io. E pensa te che i maschi portavano il grembiule (nero e fiocco azzurro) solo in prima e seconda poi diventava la scuola grande, con maglia blu e si saliva al primo piano. Roba anni ’60.

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Commenti

  • Marco  On 5 settembre 2014 at 22:50

    Mi sembra d’aver capito quindi che non sia stato indicato un qualche linguaggio, giusto? Se è così, meglio: le imposizioni dall’alto non hanno mai portato grandi risultati.

    Rispondendo in parte anche al tuo commento su l’altro post, è fondamentale capire quale è l’utenza. Vero che “la logica della programmazione la vedi se fai cose molto elementari, per esempio scrivere la tabellina, trovare i numeri primi ecc” , vero ma non completo secondo me. La logica, per bambini delle elementari la puoi insegnare anche facendo camminare una tartarughina attraverso un percorso con magari degli ostacoli, o escogitando le giuste strategie per risolvere un determinato problema che non deve essere per forza di natura matematica.
    Voglio dire che tu hai una visione sicuramente corretta di come introdurre la logica della programmazione, ma è una visione “vecchio stampo” che può andar bene per ragazzi più grandi che consapevolmente hanno scelto di imparare a programmare. Ai bambini delle elementari non va insegnato a programmare ma a ragionare dandogli poi alcuni strumenti (programmazione di base e/o assistita da specifici software) per mettere in pratica digitalmente i propri ragionamenti e/o idee.

    Io rimango dell’idea che per le elementari non vada insegnato un vero e proprio linguaggio bensì la logica della tecnologia che c’è dietro i vari giochi, apps, telefonini, pagine web ecc, tutte quelle cose che già utilizzano i ragazzini. Da semplici utilizzatori vanno trasformati prima in utilizzatori informati e consapevoli e poi “piccoli creatori” di cose (giochini, animazioni, strumenti per fare cose ecc).

    Parlavo di Web come linguaggio del futuro perché già oggi la strada che si sta percorrendo è quella, perché oggi (e domani sempre di più) la programmazione sarà di molto al servizio di cose “da vedere” e con cui interagire. E per questo il Web è l’ambiente ideale.

    • openfreeman  On 9 settembre 2014 at 17:09

      Assolutamente d’accordo con Marco… Aggiungerei che l’approccio didattico deve essere calibrato sul tipo di utenza (scuola primaria, secondaria, etc…) ma soprattutto sui tempi di attenzione! Questi ultimi calano con il ridursi dell’età o, meglio, si riducono drasticamente se l’informazione non viene veicolata attraverso esempi pratici o casi che risveglino nel bambino una qualche “emozione” o smuovano le sinapsi verso similitudini con situazioni a lui note. Ad un “ragazzino” di 7-8 anni, per esempio, può interessare cosa stia dietro ad un monitor touchscreen… ma sarebbe pura follia mostrargli gli algoritmi che ne regolamentano il funzionamento. Così come mi sembra piuttosto azzardato provare a spiegar loro Python o C++… anche perchè si potrebbe rivolgere l’attenzione verso il linguaggio HTML, in cui è più facile riscontrare la diretta connessione – per esempio – con la lingua italiana. Se ad un bimbo di 7 anni si ripete continuamente che un pensiero si apre con la lettera maiuscola e si chiude con il punto, sarà facile fargli capire che una pagina HTML si apre con e si chiude con .

Trackbacks

  • […] Naturalmente non era vero! Non era come mi pensavo. Meglio 😉 Ma allora ecco l’idea, che pare funzionare. Io faccio una brevissima introduzione a Python, ho raccontato come installarlo su Windows e come provare a usarlo in un modo –come dire– antico. Ma è quello che ci vuole per vedere com’è fatto dentro, secondo me. E poi, promesso, le cose diventeranno più facili, non so se dirvi subito di Idle… Intanto conto sulla collaborazione dei volenterosi. Il C++ l’hanno bocciato tutti, mi sembra e OK. Sul primo linguaggio ci sono diverse idee. Aspetto ancora qualche giorno prima di andare avanti. Intanto, in attesa di sentirmi dire “Sì l’ho provato!” o “Davvero, troppo da geek!” perché non leggete i post e i commenti precedenti? Questi: uno e due. […]

  • […] qui sul blog c’è il commento preoccupato di Alberto, padre di Matilde, 8 anni. Lui i computer, non da programmatore in senso stretto, li frequenta da […]

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