Programmazione nella Scuola Primaria – 5

Comincio con qualche segnalazione:

Perplessità? Qualcuno sa qualcosa di quello che fanno all’estero? Dai, non credo che saremmo noi gli unici, o almeno i primi!

bambiniIntanto io ne approfitto per far vedere com’è facile programmare. Finora abbiamo visto la modalità interattiva, scriviamo qualcosa e l’interprete Python risponde. Ma sarebbe scomodo se ogni volta dovessimo ripetere le stesse istruzioni. Per questo esistono i programmi.
Si usa normalmente parlare di script, come per la parte che deve recitare l’attore (il copione) o la lista della spesa o –insomma, dico la verità: non so come si traduce script. Possiamo chiamarlo programma.
È un semplice file di testo, quelli che otteniamo con Blocco note (Notepad in inglese). Esistono modi più amichevoli per creare lo script, li tratterò prossimamente. Per adesso quello che dovete fare è creare con Blocco note il documento primo.py come questo:

# esempio piccolissimo
# di script Python

print 'ciao!'
print "ecco un esempio"
print 'piccolissimo'
print 'di programma'
print 'scritto in Python'
print '\nsemplice vero?'
print

Vediamo com’è fatto. Le prime due righe sono commenti, vengono ignorate da Python ma sono utili per noi. Un commento inizia con il carattere # e finisce con la fine della riga.

Si possono inserire righe vuote che facilitano la lettura dello script, tenete presente che qualsiasi script prima o poi dovrà essere modificato e se è ordinato e non pasticciato non vi verrà il nervoso e il mal di testa.

Seguono tante righe che iniziano con print. “Print” vuol dire stampa, è un residuo archeologico di quando non esistevano ancora i monitor e le scritte finivano sulla stampante.
Dopo print segue una stringa (potrebbe esserci altra roba, lo vedremo tra poco). La stringa è qualsiasi scritta compresa tra apici o virgolette. Se print è da solo come nella riga 10 produrrà una riga vuota. Notare invece la combinazione di caratteri di riga 9: \n. Si chiama combinazione di escape, questa significa newline, linea nuova, a-capo.

Allora vediamo come fare. Dovete aprire Gestione file e creare la cartella prove sul disco C:. Il file primo.py dovrà essere in quella cartella. Windows spesso (ma non sempre, dipende da chissà quali impostazioni) aggiunge .txt al nome del vostro file; vedremo come trattare questa rogna.

A questo punto dovete lanciare il Prompt dei comandi (l’abbiamo visto recentemente) e andare nella cartella appena creata con cd c:\prove.
Se date il comando dir vedrete l’elenco dei file (documenti) della cartella, nel nostro caso c’è primo.py –forse. O forse no, ma in questo caso c’è prove.py.txt (atz! ecco!). Se c’è l’infame .txt lo togliamo con il comando ren primo.py.txt primo.py (ren sta per rename, rinomina). Se ripetete il comando dir vedrete che è tutto OK. E a questo punto potete lanciare Python con c:\python27\python primo.py ottenendo questo:

primo

Facile vero? Ma in fondo abbiamo solo chiesto di ripetere stringhe così com’erano. Vediamo un caso più realistico, una cosa che serve anche ai ragazzi, una tabellina. Anzi quella più difficile, quella del 7.

# la tabellina del 7

numero = 7
for volte in range (1, 11):
	risultato = numero * volte
	print numero, 'x', volte, '=', risultato

print 'fatto!'

Chiamate il file tab-7.py, facendo se del caso lo stesso esorcismo di prima.

Allora: la prima riga è un commento. In riga 3 assegno alla variabile numero il valore 7.
Esaminiamo riga 4. Traduco: per volte (è una variabile) nell’intervallo che va da 1 a 11 (escluso) fai. Sembra sensato vero?
Fai cosa, però? Ecco cosa fare lo dice il blocco delle righe 5 e 6. Sappiamo che è un blocco di istruzioni perché sono rientrate (tutte dello stesso numero di spazi) rispetto al fai (in realtà :) della riga immediatamente precedente.
Riga 5 mette nella variabile risultato il valore della moltiplicazione di numero (cioè 7 per via di riga 3) per volte (che varia nell’intervallo definito in riga 4; volte è il contatore del ciclo, sì for è un ciclo).
Riga 6 scrive quanto ha appena calcolato. print l’abbiamo già conosciuta ma qui vediamo che scrive 3 numeri e 2 stringhe. L’elenco delle cose da scrivere lo dobbiamo separare con virgole.

Dopo una riga vuota per rendere più leggibile lo script c’è un’ultima scritta. Siccome siamo usciti dal ciclo delle righe 4-6 dobbiamo allineare print in colonna 1 (inizio della riga). Con il comando c:\python27\python tab-7.py ottengo

tab-7

Über-facile, vero? Quasi-quasi mi pento di avervi svelato il segreto, mi sono smagato.
E mica finisce qui: c’è un’ultima chicca. Se cambiate l’istruzione di riga 3, sostituendo il 7 con un altro valore otterrete la tabellina di questo. Per dire anche 9, 42, 314159265. O anche di numeri non interi (chissà se si usano le loro tabelline?). Restano esclusi solo i numeri speciali come unmucchio e ventidodici.

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