Considerazioni sul blog

agg

Ci sono un po’ di cose che devo dire anche se sono cose difficili, almeno per me che non sono tanto bravo a spiegarmi.
Sono pensate mie ma spesso derivanti da quanto mi viene detto, a volte nei commenti, più spesso in privato o da altre parti.
Queste note le sto scrivendo a pezzettini, un po’ per volta. Poi correggo, scancello (e le dimensioni del file diminuiscono invece che crescere). Chissà come diventerà alla fine, quando (e se) sarà postato.

Intanto comincio con the lion share (come si dice dalle mie parti): la telenovela domenicale “Visto nel Web“.
Quelli sono i post più seguiti, di gran lunga. E continuano a essere visitati il lunedì e il martedì.
Ma non è che mi soddisfino, anzi mi piacciono molto poco, per una serie di motivi:

  • riporto un po’ tutto quello che potrebbe essere interessante, ma senza approfondire;
  • riporto anche cose che mi vengono suggerite, anche non legate ai miei interessi;
  • i miei interessi sono particolari er almeno due motivi: 1. sono vecchio; e 2. ultimamente sono alle prese con lo studio di Racket (giunto via Lisp); cosa che (giustamente) non interessa nessuno (tranne me).

C’è poi un ulteriore motivo di insoddisfazione, legato anche a quanto dirò successivamente. Se le notizie non vengono consumate subito cadono nel dimenticatoio, esattamente come i tweets e quanto detto nei vari social-cosi. Mi è capitato di cercare roba che sapevo di aver segnalato e trovarla (non sempre) solo con tempo e dopo parecchi tentativi.
Sto pensando di mettere (uno o più) tag a ogni segnalazione, presto proverò (uhmmm –nota per me– è vecchia!) — No, aspetta altra idea da lavorarci su 😉

Inoltre certi post meriterebbero un approfondimento, valutarli, provare quello che dicono, smontarli per vedere come sono fatti dentro. Per esempio quando cito il manuale di un linguaggio di programmazione bisognerebbe provare sia il linguaggio che il manuale. Ma l’operazione richiederebbe parecchio tempo  e energie, cosa che non ho. Che fare? non segnalare niente? o cosa?

Io sono vecchio, non più coinvolto nel mondo del lavoro (se non marginalmente e per cose prive d’interesse) e privo di curiosità per vaste aree giudicate sexy, come il mobile, il web, il C++ (di questo dopo).
Sono anche fuori dal mondo Windows. Quasi. Anzi no, in realtà sono in contatto con diversi windowsiani. Anzi, tra chi frequento Linux è usato pochissimo, quasi niente o in misura trascurabile. Anche il Mac è quasi sconosciuto, qualche ricco lo usa per scrivere documenti, la versione moderna della macchina per scrivere (allora era Olivetti, meccanica, ma sto parlando di 30-40 anni fa). Mentre per il pacchetto Office ormai si trova spesso LibreOffice (documenti salvati in vario modo, anche in funzione dell’ambiente) per parecchie cose si è invece strettamente legati a soluzione proprietarie (p.es. per il CAD, principalmente AutoCAD ma non è l’unico). Anche per la programmazione c’è una via diversa dal mondo Linux. C’è chi usa VisualStudio (anche C# di cui si parla poco e io non ne parlo mai), chi Delphi (ne conosco un paio di quelli bravi, non mi hanno mai detto perché di quella scelta) e poi c’è MatLab usatissimo in certi settori. Di questo esiste un clone free, Octave, ma si dice non all’altezza dell’originale. MatLab è parecchio costoso e i suoi utenti considerano segreto tutto quello che si fa con esso (per cui risulta difficile verificare la compatibilità con Octave cui accennavo).
Non so se è colpa mia ma Python non è –in genere– apprezzato. Gli si preferiscono alternative, molto quotato Java.
Tempo fa ho pasticciato adattando software antico scritto in Fortran ma non credo si usi ancora, nessuno più che lo conosce. In quei casi avevo usato GnuPlot per visualizzare diagrammi e grafici, altro prodotto che piace poco (è un altro linguaggio da imparare).

Il mio interesse per Racket viene in cascata all’idea di approfondire il Lisp (Common Lisp) che avevo visto anticamente ma mai in modo serio. Bello, completamente diverso da quello che si usa correntemente (viviamo in un mondo dominato dai discendenti del C). Con il Lisp ho conosciuto gente molto interessante, Peter Seibel e Rainer Joswig tanto per fare un paio di nomi. È però difficile, grosso e non aggiornato. Qualcuno mi ha parlato di Racket (forse partendo da Scheme, purtroppo non ricordo chi) ed è stato amore a prima vista.
Ecco, di Racket prendo appunti e pubblico un post quasi quotidianamente; copio. Ogni tanto faccio esercizi miei ripassando ma non li metto mai in bella, rimandando a quando non sarò più così niubbo. Uno di questi esercizi pubblicato recentemente ha scatenato commenti con soluzioni migliori della mia; ho detto che ci sarebbe stato un seguito, chissà…
Dalle statistiche del blog risulta che i post più visti, oltre a quelli di Cisto nel Web sono quelli sul C++. Peccato (per me) perché ho smesso di occuparmene da parecchio tempo. E poi ci sono già tante risorse online. E poi è usabile anche per cose piccole? O non sarebbe meglio usare Python, Ruby, Lua e simili, script facilmente modificabili al volo?

Ci sono anche nuovi linguaggi che –mi dicono– promettono bene: Go, Rust e Nim (già Nimrod). Dei primi due conosco chi li usa e ne parla bene.
Poi ci sono i linguaggi funzionali: Clojure evoluzione del Lisp che usa la Java Virtual Machine, Haskell diverso e matematico e tutta una sfilza (di francesi), tra i quali OCaml. Manca il tempo. E poi con Python si hanno tutte le librerie che uno s’immagina e altre ancora.

Devo fare qualcosa, mica posso restare con la rassegna settimanale e Racket. E cominciare a fare qualcosa di mio anche con Racket. prossimamente, forse :mrgreen:

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Commenti

  • glipari  On 6 settembre 2015 at 16:41

    Se posso darti un consiglio non richiesto, potresti provare a fare qualcosa con i linguaggi che ci proponi. Per esempio un programmino con Racket, e poi un altro. Non c’è bisogno di essere particolarmente didattici, fai un programmino tuo, e poi lo spieghi. Secondo me sarebbe più divertente, per te ma anche per i lettori! Che tipo di programmi? per esempio, un programma per risolvere uno degli enigmi matematici che ci propongono gli amici del Carnevale della matematica, oppure un programmino per risolvere un qualche rompicapo… che ne dici, troppo sbattimento? (Io racket per ora non lo comincio neanche, se no mi sovraccarico troppo)

    • juhan  On 6 settembre 2015 at 16:46

      Sono ancora alle prese con le lezioni; per esempio manca tutto il capitolo macro, e come creare gli eseguibili e…
      In questi giorni sono partito per rifare un tool che uso abitualmente poi mi sono accorto che aggiornare la versione Python erano sei righe. Ovviamente ho pythonato. E, per conformità al vecchio non ho usato le cose viste ultimamente, tipo with open…
      Prossimamente… forse 😉

  • Man from Mars  On 7 settembre 2015 at 23:37

    Juhan, ma poi quanto ti interessa accumulare visite? Scrivi di quello che ti piace e ti diverte! Cosa dovrei dire io allora? Nessuno mi legge 😦 anche se scrivo cose interessantissime e bellissime (sì sì come no…)

    • juhan  On 8 settembre 2015 at 05:57

      Hai perfettamente ragione 😀 E io ti leggo, nèh!

      • Man from Mars  On 8 settembre 2015 at 10:18

        Lo so e mi fa piacere, nèh! 😀 I blog sono il nostro “parco giochi” digitale visto che, cresciutelli come siamo, al parco giochi vero ci portiamo figli (o magari i nipotini).

  • Alonso Chisciano  On 8 settembre 2015 at 18:42

    L’irrilevanza mediatica è l’amaro calice che la nostra società riserva alle persone intelligenti.
    I visitatori calano per quasi tutte le voci fuori dal coro della Rete.

    Io personalmente non conosco Racket, ma credo che parlare ci ciò che ci appassiona intellettualmente sia un atto di egoismo fondamentale per avvicinarci ai nostri simili.

    Vengo periodicamente a leggere il tuo blog perché la tua rassegna settimanale propone articoli che ossigenano il cervello. Dalle nostre parti, che sono sicuramente anche le tue, ve n’è un gran bisogno.

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