Minix e dintorni

m-r-2Non so se a qualcuno interessa la storia dei ‘puters, io l’adoro. E ieri qualcuno twitta di questo post: Lessons Learned from 30 Years of MINIX.

Lunga lezione del prof Andrew Tanenbaum che racconta di quello che prima di essere un lavoro era una passione, uno dei suoi hobby nei ritagli di tempo. Anche se era una cosa utile: ricordo perfettamente che me ne parlavano i miei amici ancora studenti (quel genere di studenti che trovano il tempo anche per lavorare come manovali informatici invece di farla finita con la scuola (ma se pensano solo a studiare corrono il rischio di non uscirne più, almeno a quei tempi capitava). Io ero troppo vecchio e poi Unix (e altri OS) li avevo sulle macchine che usavo; Minix andava bene solo per scopi educativi, lo dice anche Tanenbaum.

tanenbaumIl prof riconosce tutti i meriti di tutti, correttissimo. Non ricordo dove ma Linus Torvalds (ha un carattere, come dire, a volte) da qualche parte non è stato così pacato. Ma sì, anche lui riconosce che senza Minix non avremmo avuto Linux. Il quale Linux mi ha fatto tornare a Unix che avevo abbandonato per il DOS (orrore!) e poi Windows (altro orrore!). Ora questo periodo micro$oftico è superato, raramente interagisco con quella roba; quasi mai, mi sto dimenticando quasi tutto. A dire il vero al posto di Linux ci potrebbe essere anche di meglio, GNU/Hurd, i vari sapori del Lisp. Vi ho già raccontato del figlio di un mio ex-collega che è seriamente coinvolto con quello che doveva diventare il successore di Unix secondo BellLabs?

Il prof Andrew Stuart “Andy” Tanenbaum (sometimes referred to by the handle ast) ormai è emerito, ha otto anni più di me, ma continua a raccomandarci Minix, bravo, rockz! 😀

t-tChissà se Minix viene usato, se avrà un futuro, come quello di Linux?
Che poi anche Linux, la lion share è quella di quelli con le finestre, ultimamente una sola e pure sghemba, davvero un lavoro fatto male, non a regola d’arte. Oppure quelli con la mela morsicata.
Ma tanto cambia tutto con i telefoni. E cambierà ancora, da scommetterci (se del caso posso citare Bohr).


Come dicevo adoro la storia, sempre via Twitter ecco un vecchio post: The Secret Origin of Windows.

Quando l’ho letto ho pensato che sarebbe stato divertente sentire qualcuno dei miei vecchi colleghi su cosa ricordano di come avevano vissuto il passaggio a Windows. Non ho avuto successo, anzi. Intanto la prima versione di Windows è la 3.0, subito seguita dalla 3.1 (i DLL se ricordo bene) e –soprattutto– dalla 3.11 (for Workgroup, la rete).

Una delle risposte –la migliore in assoluto– che ho ricevute è stata: “bei tempi quelli, il VAX, il VMS…”.
Beh, no, io non la penso così ma quelli seri allora erano quelli di Digital (DEC).

pr1me

Vi ho mai parlato del ‘puter di allora più bello di tutti?
No, aspetta, ancora meglio: adesso vi conto tutto del Lisp, parto da qui 😉

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