Linux e Windows (e me)

b6

Un post perso (si legge persò e sta per personale, come fanno J-C e i francesi) 😉
Un post difficile è in elaborazione da diversi giorni anche se dice cose banali. E poi è la continuazione di questo.

Linux e Windows sono fondamentalmente incompatibili. Gli utenti di Windows non possono o vogliono capire cose semplicissime e che funzionano proprio perché sono semplici. Ma visto che parlo di me (l’ho detto che è un post perso, vero?) e che mi confronto con chi usa Windows forse sono io che sto sbagliando. Anche perché –vedi il fondo dl post.
Intanto gli aggiornamenti: adesso è praticamente obbligatorio avere la versione 10.qualcosa, appena ti colleghi a Internet parte l’aggiornamento, anche di soppiatto, e ti ritrovi tutto cambiato (non subito, può essere lentissimo). Per contro certi über-nerds-windowsiani (esistono) con riti woodoo e l’uso della forza riescono a continuare a usare XP (2001).
Ah! Libre Office sta soppiantando l’esoso M$Office, ma si continua a parlare di documento Word e Excel. Oggi –sono fondamentalmente buono– nonparlo dei mostruosi documenti Excel multifogli.

In particolare il mio rant viene dal fatto che domenica pomeriggio ho fatto la figura dell’über-niubbo-pollo-estremo. Tutto perché un’app (adesso are si deve dire così) a cui avevo collaborato è stata vestita di un’interfaccia grafica da paura (per me). E siccome stava girando su un desktop con schermo sensibile a dove ci metti i diti— io ho ditato male, ho perso l’app e mi sono perso. Pensare che era tutto OK, semplicissimo bastava fare [non ho capito cosa].

C’è da dire che il modello di riferimento oggi è il telefono (in qualche versione di Android, pare che Windows lì non akkiappi) e io uso solo il telefono fisso da casa (Se Don Knuth non usa la mail io posso –senza paragone, si dice da noi in questi casi– non usare il mobile.

Il telefono comporta anche altre possibilità (e inconvenienti per me): lavorando in posti diversi, lontani, ci si scambiano messaggi che per me sono mail, dovrebbero esserlo. Una cosa sul lavoro a distanza: bisogna definire mooolto meglio cosa si vuole fare, non è possibile urlare al volo il meraviglioso improvamento che hai appena scoperto. Poi io sono dell’idea che ogni funzione che scrivi (e che deve fare una sola cosa) devi testarla a parte prima di inserirla nel malloppo. E adoro il terminale e la REPL per i linguaggi che ce l’hanno, altrimenti si può fare come faccio con Rust, niente Cargo, uso rustc.
Fare il debug di codice che occupa più di una schermata può risultare non banale, ma forse è solo una cosa mia. Vale copiare dal Web (Stack Overflow è lì per quello) ma solo se capisci esattamente quello che fa il codice copiato, o ti si rivolta contro.
In condizioni normali un’app dovrebbe essere di un solo sviluppatore, con aiuti di terzi ma sua; nel caso di cui sto parlando la colpa era mia che non conosco le librerie grafiche.

Ma c’è un’altra cosa che devo confessare: io sono rimasto legato al terminale, proprio come quando ho cominciato a fine anni ’70; no le schede perforate non e rimpiango (anche perché la perforatrice s’inceppava continuamente e poi dovevi fare attenzione a non fare errori, pare che le schede fossero costosissime). Il terminale di oggi non è certo quello di allora, ne puoi aprire quanti ne servono, tutt’altra cosa di & (ph, per phantom su Pr1me); io uso anche Tilda, che visualizzo e nascondo con F12 ma tengo sempre aperto.

Per i windowsiani l’uso del terminale (Prompt del Comandi, almeno una volta, lì i nomi si aggiornano spesso) è anomalo; e non saprei nemmeno più rintracciarlo.

Invece io –bastian contrario?– ultimamente continuo con l’evoluzione di J, roba vecchia di un anno ormai, ne avevo raccontato qui.
Ecco basta una funzione e da terminale si può lanciare praticamente tutto. Per la cronaca dopo J ho creato E. Sì ho scoperto che i nomi maiuscoli sono tuti a disposizione (e distinti dai minuscoli, a differenza di Windows). Un esempio? Per aprire Google Maps dalle mie parti l’opzione di E è:
gmap) xdg-open https://www.google.it/maps/@45.2622625,7.9204472,8z?hl=en ;;
per compilare posts per Ok, panico mi servo di
oco) gedit ~/lab/OKp/wp-tag/tag-pre & ;;
per l’HTML di SICP c’è
sco) xdg-open https://mitpress.mit.edu/sicp/code/index.html ;;.

Nota: WordPress inserisce automaticamente il link se trova un URL nel testo; non sono riuscito a disattivare l’opzione.

don-k

Facile vero? o sono fuori? o maniaco? o sono i giovani?
“Io non so da quanto tempo non scrivo una riga di codice”, “nemmeno io” dicevano i miei antichi capi e colleghi. E forse nemmeno a loro piace Java (questo non so se posso scriverlo, rischio di peggiorare il mio status).
A proposito di linguaggi: la condizione ottimale sarebbe di usarne uno solo; non sempre è possibile, si usa quello più adatto per quel compito specifico, ma il numero complessivo di linguaggi dev’essere limitato. E (rigarda me) Rust è troppo difficile (ho anche copiato TheK3nger, qui e qui ma non ho convinto). E i linguaggi funzionali (Lisp e tutti gli altri) no, solo per me. Ma in realtà –segreto disvelato qui– il blog è un divertimento, mio 😀

:mrgreen:

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Commenti

  • izzy  Il 25 marzo 2016 alle 10:06

    1) windows e linux non sono incompatibili, semplicemente si fanno concorrenza e se ci devi lavorare scegli quello che ti da più garanzie dal punto di vista compatibilità hardware, driver, e supporto software. Se non ci lavori o sei un niubbo, sei fuori dai giochi perché semplicemente per email e browser non ti interessa/non sai come cambiare os.

    2) su windows usi il terminale tanto quanto su linux, se vuoi. Basta solo avere voglia d’imparare powershell (le cose base sono uguali a linux, ls, cd, mkdir, mv, rm). Per alcuni software sei costretto a usare powershell, come git, npm, far partire server nodejs, compilare roba.

    3) Cerca un tutorial (recente) di programmazione su youtube e 90% delle volte chi spiega lo fa da un mac, guarda le conferenze degli sviluppatori e vedrai che salgono sul palco con un mac. Dal momento che solo a un power user puoi chiedere di cambiare l’os, e dal momento che molti power user stanno passando a mac, la battaglia attualmente non è più tra linux e windows ma tra linux e mac. Il fatto che gli sviluppatori stiano passando ad apple dimostra che non c’è paura al cambiamento, ma semplicemente si cambia quando si è costretti. E non perché windows fa schifo yatta yatta yatta, ma perché il trend è lo sviluppo multipiattaforma, che comprende osx e ios. E la politica chiusa di apple sta pagando bene, perché se vuoi distribuire per mac e ios devi per forza avere un mac.
    Non serve a niente continuare a fare propaganda, linux non è competitivo lato desktop per i power user, e non è presente commercialmente per i casual. Se il target da conquistare è il primo, devi proporre motivi concreti (ergo, money). Trovare la risposta alla domanda “in che modo usare linux dovrebbe farmi guadagnare più soldi?”. Se invece si vuole conquistare i casual, servono pc con preinstallato linux, con supporto completo driver, e supporto da parte del produttore in caso di ogni problema. Non è colpa della gente se linux non è presente sul mercato e non è colpa dei professionisti se su linux non possono lavorare serenamente con i strumenti che vogliono e avere le garanzie che necessitano.

    • juhan  Il 25 marzo 2016 alle 10:12

      Commento più bello del post 😀
      Vero in generale, io mi riferivo alla mia condizione (credo particolare).
      Inoltre non sono aggiornato, mi dedicherò sempre più (forse) a cose personali come Racket che non so quanto sia usato fuori dalla scuola (e solo quella di un certo tipo).

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