Lo sviluppo iniziale dei linguaggi di programmazione

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Whether such an elaborate automatic-programming system
is possible or feasible has yet to be determinated.

In this jet age, it is vital to shorten the time
from the definition of a problem to its solution.

Qualcuno ha twittato, io ho detto “ohhh!” ho seguito il link ma ho dimenticato di salvare il cinguettio; quindi devo fare un ringrziamento anonimo per il meraviglioso (assay) cinguettio 😀

Sto parlando di questo paper The Early Development of Programming Languages di Donald E. Knuth e Luis Trabb Pardo, agosto 1976.
Si trova in PDF, purtroppo immagini, in diversi posti, p.es. qui.

Credo sia ormai nota la mia passione per la storia dei ‘puters ma questo documento esagera, vi piacerà (o non vi faccio più ‘mico e vi blocco l’accesso al blog 👿 nèh!).

È tutto da leggere, non riassumibile. E poi non voglio spoilerare.
Solo qualche considerazione volante, perso:

  • in 100 pagine nemmeno una volta la parola “Lisp”; 😦
  • oltre ai protagonisti noti a tutti ne compaiono tanti altri importanti ma meno famosi; e per qualcuno dei noti tante altre notizie, p.es. Konrad Zuse, Corrado Böhm, Grace Hopper (sapete che ha fatto una fondamentale stagione di barnstorming?);
  • ho scoperto da dove deriva la versione Mac del Lisp;
  • sapete cos’era BAIAC (una delle cit. iniziali lo riguarda);
  • fare il FORTRAN è risultato molto più arduo di quanto previsto;
  • e alla fine IAL, da cui sarebbero derivati Algol, Pascal, Delphi e –indirettamente– quasi tutti gli altri.

Ma c’è molto altro, le visualizzazioni del codice sono come dire –non sono ancora pronto per l’interrogazione.
Siccome c’è il Fortran (ehi! qualcuno ancora lo conosce, qualcuno ancora lo usa) non ho resistito. Ho solo tradito marginalmente il codice originale: tolta la F finale alle funzioni e usato il free-format in lettura. Notare l’IF calcolato, questo: IF(400.0 - Y) 4, 8, 8; la mia generazione non lo usava più, preferiva il GO TO (non ditelo a EWD, pliz! dankescion!). Ci sarebbero poi altre cose ma non così fondamentali e il codice dev’essere simile a quelli per gli altri linguaggi. Lo STOP finale è inutile ma anticamente (se volete qualcosa da raccontare ce l’avrei). Insomma eccolo:

C     THE TPK ALGORHTM, FORTRAN STYLE
      FUN(T) = SQRT(ABS(T)) + 5.0**3
      DIMENSION A(11)
      READ(*, *) A
      DO 10 J =1, 11
      I = 11 - J
      Y = FUN(A(I+1))
      IF(400.0 - Y) 4, 8, 8
4     PRINT 5, I
5     FORMAT(I12, 2X, 10H TOO LARGE)
      GO TO 10
8     PRINT *, I, Y
10    CONTINUE
      STOP 52525
      END

tpkf

😀 😀 😀

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Trackback

  • Il Fortran iniziale, I/O, FORMAT | Ok, panico su 13 agosto 2016 alle 07:24

    […] titolo è fuorviante, riassumo una conversazione con un collega dei tempi antichi riguardo al post Lo sviluppo iniziale dei linguaggi di programmazione. Naturalmente riguarda il Fortran l’unico linguaggio che c’era sul ‘puter che […]

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