Il Nuovo Mondo

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C’è questo post di Mark Zuckerberg, quello di Facebook, che ci sto pensando su da qualche giorno. Per me intanto un anacoluto, per tanti altri articoli, commenti, roba.

Parlo per me: Facebook non mi piace più di tanto. Il mio social preferito è Twitter ma gli amici, quelli reali e quelli del Web sono su Facebook e allora ogni tanto ci faccio un salto anch’io. C’è chi riesce a sviluppare discorsi articolati (non faccio nomi ma è facile indovinare) con commenti e risposte adeguate. Ma quelli sono un’eccezione, almeno per me: ho 173 amici (di FB) ma quelli con cui interagisco davvero sono molto di meno, forse un ventesimo. Peccato perché sto perdendo i contatti con chi avevo iniziato, gente che conosco da fuori del Web. I giovani e chi non deve usare il ‘puter per lavoro ormai usa il telefono e magari altri social. O tanti hanno realizzato che sono noioso (assay) 😡

brainpinkyMa oltre a queste considerazioni perso(nali) non mi è chiaro cosa ha in mente Mark. O vuole conquistare il mondo? Non solo economicamente, politicamente. Ecco io sono vecchio ma sono mooolto contrario. Non vorrei trovarmi un Silvio globale (ah! forse c’è già, Donald; e un aspirante in locale, il #Fuffaro (questa pare sia una considerazione solo mia, kissene 😡)). È una mia fissa vecchia: uno dei film cult (per me) è Quarto potere (Citizen Kane), da studente avevo fatto una tesina (allora si diceva “ricerca”), peccato non averla conservata, sarebbe antiquariato.

E gli altri? C’è l’imbarazzo della scelta.

TBL, sir Tim Berners-Lee, è stato lui a dirmelo (ci sarei arrivato comunque aprendo FB); strano che il suo tweet non abbia avuto una risonanza più ampia.
Fabio Chiusi subito dopo twitta il primo link a uno dei primi articoli sull’argomento. E sì, conferma fin da subito i miei timori. Come dice Fabio, da leggere tutto.
Sempre di Fabio –uno da followare se siete su Twitter– due altre dritte, qui e qui.
Annalee Newitz su Ars Technica, kneel before Zuck, è drastica, sono d’accordo con lei: Mark Zuckerberg’s manifesto is a political trainwreck. He says that Facebook is developing AI to create a global democracy—kind of.
Il Guardian, The Observer view on Mark Zuckerberg: Facebook’s success is prophetic of a future in which we may all have to rely on a few all-powerful companies benevolently gifting us scraps like grants for struggling media organisations, or a meagre basic income to supplement poverty wages. But today, consumers and citizens still have the power to demand something different, and the laws of our lands still have the power to enforce it. We should act while we can.
The Atlantic, The Mark Zuckerberg Manifesto Is a Blueprint for Destroying Journalism. Secondo me non solo il giornalismo.
Sono più in sintonia con Polis: That Facebook vision thing: a platform still grappling with political realities: I initially described Mark Zuckerberg’s latest mission statement as ‘vacuous’. That was a rather rude way of saying that there is a vacuum at the heart of his rhetoric. It’s politics.
citizenkane

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