Tecniche di Programmazione – un corso Java online

Quando ero piccolo, ma nemmeno più tanto, mi sono iscritto al Poli, quello di Torino. Poi venuto il momento di scegliere –ricordo perfettamente– alla mamma avevo detto “sai ci sono i calcolatori elettronici…”. Faccio notare che allora alla tele e su Oggi venivano chiamati “cervelli elettronici” ma io ero ormai svezzato (un pochino).

La mamma –ricordo perfettamente– senza scomporsi, senza alterare la voce mi rispose “è solo una moda, un paio di anni e non se ne parlerà più”. Io ci avrei comunque messo più di un paio d’anni a finire e ho dato ragione alla mamma. Poi dopo mi sono rifatto; la previsione della mamma era sbagliata.

E ancora oggi, anche se no più nel mondo del lavoro, pasticco con i ‘puters, per esempio in questo blog. E faccio cose che allora non c’erano (cieè sì ma non per me). Per esempio il Lisp. O, meno esoticamente, Python. Con Python sto vedendo roba che allora facevo in Fortran; con la differenza che adesso fai un import e basta una chiamata a una funzione quando allora… OK, altri tempi.

Sul mio primo ‘puter (cioè il primo che ci pestavo i tasti) c’erano quattro linguaggi di programmazione ma si usavano solo il Fortran e un linguaggio di scripting interpretato, comodo perché interattivo, qualcosa di simile a Bash (o shell equivalente) perché l’interprete dei comandi non era programmabile.
Oggi invece a disposizione ce ne sono molti, molti di più di quelli che pensi. Tra i quali Java, uno che rockz! 🚀 assay 🚀 anzi di più 🚀

Con Java ho fatto qualcosa, quando era giovane, Ma non è mai stato tra i miei preferiti. Anche se usatissimo. Anche se c’è chi mi dice che se proprio voglio raccontare cose ci dovrei pensarci su 😎

Ma grossa novità, davvero una ***BREKKI NIUSS***, guarda qua: Tecniche di Programmazione 2016/2017.

L’autore del tweet è il titolare del corso di cui il tweet. E seguendo il link trovate i video di tutto il corso. Io per adesso ne ho visto quattro ore (4 video). Ottimi. Sapete come sono i prof (& aiutanti del prof) del Poli; anzi forse no ma ve lo dico io: ti dicono tutto quello che c’è da sapere così che all’esame hanno poi sempre ragione loro: “l’ho detto a lezione e c’è anche il video”, a differenza dei nastri di Ciump. Ovviamente mancano i laboratori, dove tu fai le cose e hai a disposizione un help fantastico (loro).

Il corso è per i gestionali, non si rischia di capitare tra gli über-nerds fanatici. E secondo me si può fare.

A differenza delle cose che faccio io sono applicazioni vere, in finestra, costruite in ambienti grafici (GUI) di uso professionale (tranquilli, free), il terminale ormai lo uso solo io. Quando ho iniziato il TTY era la novità, sostituiva le schede perforate da perforare con quella **BIP** di perforatrice; io sono rimasto fermo al allora. Anche se ho cambiato linguaggio, più volte.

Resta qualche mistero, per esempio: ma perché Windoze (OK, questa la so) 😊

:mrgreen:

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