Una definizione meravigliosa

Da piccolo avevo un terminale collegato a un mini (per i giovani: un armadio con qualche terminale dumb collegato via  RS232  seriale, una stampante a catena, un hard disk di ben 80 MB, roba come il mitico PDP 11; in realtà Pr1me 550) con il Fortran. OK, c’era anche qualcos’altro, l’assembler PMA, e il CPL (un linguaggio di scripting interpretato che serviva per via che la shell (che non si chiamava così) non era programmabile). Erano tempi pre-Unix, anzi il PrimOS era un derivato di Multics. Una nota ancora per i giovani: io sto barando, tutte le sigle e i nomi dovrei scriverli tutto maiuscolo.

Poi a un certo punto è arrivato un Basic, atipico, mai usato. Invece leggendo il GEB mi viene la voglia, chiedo al tecnico (allora l’assistenza era indispensabile, costava anche cara) e ottengo un nastro con il Lisp, il Pascal e forse altro ancora che adesso non ricordo. Il Pascal l’ho provato per un po’ la sera con uno studente ma chi m’intrigava era il Lisp. Ci sono dei siti (per esempio qui e qui) con raccolte di documentazione dell’epoca ma del Lisp non ho trovato traccia. Forse era solo una beta o qualcosa di non ufficiale. Chissà.

Ci ho passato un po’ di sere con manuali fotocopiati dopo ricerche varie: “cos’è che hai in mente di fare?”, “perché?”, “ma fare come fanno tutti (cioè in Fortran)…”.

Insomma quella voglia mi è rimasta, tanto che poi ho provato anche con versioni più serie (sì, CL (Common Lisp)) su altre macchine. Ma non ho mai prodotto niente di usabile. Fino a quando uscito dal mondo del lavoro e con Linux ho trovato un’infinità di risorse. Ne ho utilizzato diverse versioni, anche eretiche. Poi sono passato a Scheme, cioè Racket. Una meraviglia. Adesso che sono alle prese con Haskell non devo pensarci troppo altrimenti mi viene il magone.

Non l’ho dimenticato, è sempre nella mente e nel cuore (ahemmm…). E oggi questa definizione, un cinguettio così bello che lo copio e metto nel blog per non dimenticarlo:

Lisp is a recognition that whoever designed the language doesn’t know what problems you’d want to solve with it; so you may want to change the language.

La cit. è di Will Byrd, dovrebbe essere quello di The Reasoned Schemer, c’è anche su Twitter, cercando il tweet ho deciso di followarlo. Non ho trovato invece la fonte iniziale.

Tornando alla cit. bella vero? Tutto anche per via delle macro, mooolto diverse da quelle del C.

Ah! già che si parla del meglio questo potrebbe essere ancora migliore, lollando, così:

L’amico Edo dopo aver letto la bozza mi guarda perpluto. Probabilmente –quasi certamente– ha ragione. Quando io ho cominciato il computer era una cosa non da tutti ma a breve sarebbe sbocciata la rivoluzione dei personal. Oggi poi siamo nella maturità della successiva, quella dei telefoni. Per la programmazione poi l’evoluzione non è stata come pensavo, come i lispers pensavano; anche se non si sono estinti, il tweet viene dalla setta dei clojuristi. E mica finisce qui, Edo e voi giovani ne vedrete delle belle (no, non la robocalypse).

👽

Posta un commento o usa questo indirizzo per il trackback.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: