Il mio linguaggio favorito

Continuo a essere alla ricerca di tutorial di Haskell, per adesso senza successo.
Cioè ce ne sono tanti ma nessuno è perfetto (cit.). In particolare quando arrivi –se, non tutti ci arrivano– alle monadi risulta che gli esempi esplicativi –indispensabili, a quel punto mi sono perso– don’t run! 😡 C’è qualche funzione deprecata da così tanto tempo da essere stata rimossa o è il modulo che è cambiato, stravolto. Mi viene da fare un paragone fazioso quanto mai ma è la mia storia: quando io ho cominciato venivo katsiato perché il mio codice era diverso da quello dei wheels (OK, nessuno usava questo termine, e chissà se si usa ancora) e poi quella smania del nuovo, il 77. Ebbene sono pochissime le istruzioni che il compilatore rifiuta, anche per il IV (e forse anche prima). Certo il ciclo DO con contatore REAL ma si sapeva che era un’idea balzana; ENCODE e DECODE avevano senso finché mancavano le stringhe. Certo tanta roba nuova, tutta in meglio. Ma tutto compatibile con l’antico. Con Haskell no.

Ma per adesso non dispero, continuo a cercare, anzi ho una pista… 😉

Per intanto faccio cose, vedo gente (cit.) anche se quasi esclusivamente ontehtoobz. Ecco che Twitter mi cinguetta Good programmers don’t have a favorite language psssst basically all programmers have a favorite language. Ottimo tutto il thread.

Non è l’unico, ecco Alexis, lexi_lambda, con uno e due.

Il mio linguaggio preferito? È cambiato nel tempo, dal Fortran (era l’unico che c’era) al Pascal (e derivati, roba di Borland sotto DOS e Windows) a Python e Lisp (vari, in particolare Racket, che a rigore è Scheme). Da non dimenticare i linguaggi di scripting Unix|Linux: shell, AWK, …

Poi ci sarebbero quelli nuovi, ce ne sono di davvero sexy, ho visto Go, Rust, Julia e altri ancora. Fossi giovane mi butterei su Rust, penso però debba ancora crescere. Sono rimasto affascinato da Julia che deve ancora maturare. E lo vedo come alternativo a Python. Quindi…

Oggi Python –è lento mi dicono– è il mio linguaggio.

So benissimo che mancano diversi attori principali: Basic (una volta, usato ma mai considerato mio, probabilmente sbagliando), Java e JavaScript (quest’ultimo vince alla grande in popolarità, non solo sul web), C++ troppo –come dire– quasi come il Common Lisp, anzi di più. Altri ancora usati solo i certi ambiti come MATLAB|Octave.

In questi giorni ho scritto roba in Python, uno script inizialmente previsto in Bash (ehi! per una volta niente compatibilità con Windows) ma poi cresciuto troppo. Beh, viene tutto spontaneo, anche le funzioni meno probabili come la sys.path.insert(). No, non ne ricordavo|conoscevo il nome. Ma c’è nella documentazione. Come c’è la documentazione per i millemila packages che vengono sfornati ogni giorno. Per fortuna quasi tutti evitabili 😉

Essendo il linguaggio molto conosciuto si riesce a lavorare a quattro mani, in remoto (nel mio caso 15 km) dopo aver impostato lo schema (che ha poi subito diverse revisioni).

Ma devo continuare a cercare, voglio diventare funzionale puro. Maybe 😉

👽

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