Numeri in notazione scientifica – a volte…

Giggino ha trovato il modo di farci risparmiare 20000000000; bravo Giggino! 😁 OK, scritto così non si capisce, visto che sono €uri facciamo come gli economisti, usiamo il foglio di calcolo tipo Excel

Ahemmm… come prima; Uh! ‘spetta

Perfetto! venti miliardi di . Notare che così va bene per noi e i francesi e i tedeschi ma non per inglesi e ‘mericani che scriverebbero così €20,000,000,000.00.

Noi queste cose non possiamo farle. E pensare che a volte …, per esempio:

Ancora più difficile il caso del problema dei buoi di Archimede, ma lui è unico 💥

OK, possiamo usare la notazione scientifica per i numeri troppo grossi o troppo piccoli.

Comoda; lì l’attenzione si sposta sull’esponente. In qualche occasione questi esponenti sono usati a nostra insaputa (cit.):

Resta da spiegare alla ggente che magnitudo 6 non è il doppio di magnitudo 3 ma è un concetto difficile, io ci ho rinunciato da tempo.

Tutta questa introduzione su cose che tutti sanno è perché a me è capitato che la notazione scientifica mi ha fatto cercare un bug che in realtà non esiste. Adesso vi conto.

Un’elaborazione lunga da calcolare a mano ma in fondo semplice che produce due grafici e una lista di indici finali mi dava risultati troppo buoni. Eppure i grafici avevano la forma solita, a parte un particolare che ho visto solo dopo, molto dopo. Erano gli indici, troppo ottimistici.

È risultato che ho copiato male un numero scritto (male) su carta: 4e3 l’ho letto come 403 👿 Da notare come il numero (il valore giusto è 4046.9) non sia tale da giustificare la notazione scientifica ma così era scritto. Insomma è capitato qualcosa di simile:

Da notare che se il numero fosse stato più preciso (cioè con il punto decimale, 4.05e3) il risultato sarebbe cambiato ancora:

Semplice vero? Come ho fatto a non vederlo subito? Murphy, ovviamente.
Se guardavo i valori sulla scala delle ordinate dei grafici stanavo subito l’errore. Inoltre il programma non ne ha colpa; anzi è bello che consenta di operare con numeri di dimensione a piacere (entro certi limiti). E chi è che oggi usa l’acro per l’area, fosse la giornata potrei anche capirlo ma l’acro no.

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