Le notizie, la disinformazione, i media, i social-cosi e me: il caso Bezos

GettyImages-1032942188

SAUL LOEB/AFP/Getty Images

Io sono particolarmente disorganizzato e confusionario. E a me nessuno dice mai niente per cui sono sempre all’oscuro di tutto. E alla lunga questo conduce a un’ignoranza enciclopedica –non faccio per vantarmi– di prima categoria.

Vivo in una località sperduta di quella che una volta era conosciuta come West Padagna, adesso con la nuova compagine governativa non si sa, ci sono aspettative (delle quali non sono informato), chissà, vedremo.

I nuovi media, il Web e dintorni, non aiutano: su Facebook c’è qualche conoscente che posta foto (principalmente di gatti) e poco altro; su Twitter spio nerds e affini ai quali vorrei somigliare ma sono quasi tutti lontani e troppo smarts, mi perdo. Anche perché saltano fuori—– esplodono storie virali (si dice così, mi è stato detto) che mi impanichiscono, assay; vedi per esempio la recente (ma ormai dimenticata) KonMari che mi ha fatto twittare disperato a chiedere aiuto. Poi, naturalmente, “con il senno del poi” avrebbe detto la Berta, la mia prof d’italiano di quando ero giovane, ho scoperto che m’ero allarmato per niente, nada, zilch.

Oggi invece Bezos, uno dei tycoons protagonisti della rivoluzione digitale che sento nominare dall’inizio di Amazon, quando quest’ultima sembrava un’impresa temeraria, non quella che oggi i giovani qui vicino usano quasi quotidianamente, non solo per libri. Qui è successa una cosa ancora diversa: una valanga di notizie (tweets e altro) che continuavano ad accavallarsi, senza darmi il tempo di raccapezzarmi, di capire cosa c’era (quasi tutti in inglese, lingua ostica che pratico poco, raramente e controvoglia). Davvero mi pareva di essere capitato in uno di quei talk show dove vince chi urla più forte (e urlano tutti). Roba che evito per quanto possibile fin dai tempi di Aldo Biscardi (ero giovane allora). “Questo lo dice lei!” vince in certi ambienti anche se –davvero– non capisco.

Comunque, per tornare a Bezos, alla fine OK, credo di essere aggiornato, grazie a Il Post: Il ricatto contro Jeff Bezos.

Il Post mi piace, anche se c’è uno di loro che mi ha bannato per via di Renzi e relativo referendum. Contrariamente a quel che dice l’amico Gottfried Wilhelm non viviamo nel migliore dei mondi possibili e non posso accedere ai tweets che vorrei; ma sono di nuovo OT.

Prima del Post ero molto confuso, riguardo al caso Jeff Bezos / David J. Pecker. Per dirla tutta manco sapevo di National Enquirer, sapete la mia ignoranza, già dichiarata. E poi metteteci che alla mattina non bisognerebbe acndere il ‘puter prima di un paio di caffè, abbondanti.

Ecco cosa mi sono trovato:

Dai mica facile tnersi informati se si vive qui a Piobes (pron piubes) 🤔 E devo anche trovare il modo di perdere mento tempo con i social-cosi 😐

Posta un commento o usa questo indirizzo per il trackback.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: