Category Archives: Lubit

Lubit 6 – AKI

UH! ‘n annuncio, importantissimissimo di quelli *** BREKKI-NIUS ***

l
come da cinguettio di Bit3Lux Luigi, qui.

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FSF30Ecco un’idea bellissimissima. Viene da FSF, Free Software Foundation che li di idee belle ne trovi tante.

Ci sono tante cose che non vanno, questo è un blog di informatica e dintorni (Insalate di cibernetica recita il banner) e allora ci limitiamo alla strage che Micro$oft sta compiendo in questi giorni (più di 10 milioni di infettati nel primo giorno mi dicono). Allora ecco:

We can’t stop all the millions of people who are installing Windows 10 right now, but we can influence our friends and family to skip Windows and join us in the free world. As you know, Windows 10 puts those that use it under the thumb of Microsoft, while free software treats users as equals and gives them control over their digital lives.

Continua qua: Help a friend skip Windows 10 and try GNU/Linux.

luigiSe poi volete essere davvero über-coscienziosi c’è Lubit, nèh!

Lubit 5, Jean

***brekki-gnus***

L5In leggerissimo anticipo sul mio compleanno ecco Lubit 5, Jean, 32 e 64 bit.

L50

È davvero bella, usabile, parca di risorse, con tutto quello che serve. Complimenti a Luigi, Massimo e tutti gli Amici di Lubit 😀

Trovate tutto qui: Lubit 5.

Il nick della release è Jean, perché? Ce lo dice Luigi Bit3Lux, è Jean le Calabrais.

Che dire se non je suis Jean le Lubitien, ouais 😀

Lubit 4

È uscita, pronta per il download la nuova versione di Lubit. Lubit 4 è completamente rinnovata dall’avvio allo spegnimento.

aquila_neraUn bravissimi agli amici di Lubit che hanno completato l’impresa!
A me non resta che ricordarvelo, anche perché hanno già detto tutto loro. Allora, per ragioni storiche e sentimentali inizio con il blog di Luigi Bit3Lux: Lubit Linux 4, Eagle! poi c’è il sito ufficiale: Lubit 4 – Eagle.
L4Più veloce della luce arriva la recensione di Marco di Marco’s Box: Arriva Lubit 4 “Eagle”, la distro italiana basata su Ubuntu e Openbox pensata per PC datati.

Per gennaio ci sarà anche la versione 64 bits. Chissà se per allora sarò meno incasinato (si può dire “incasinato” vero?) che la voglio e voglio renderla mia. Perché se non lo sapete ve lo dico io che Lubit rockz!

La filosofia di Unix

Un post filosofico o lubitoso o nostalgico. O semplicemente –beh giudicate voi.
Ieri su G+ qualcuno condivide quest’immagine

The UNIX Philosophy.001
Pare che venda da qui.

Bella, mi ci ritrovo pienamente. Tanto che appena possibile mi metto a cercare, la Wiki (come faremmo senza! (auto-cit.)), Dr.Dobb’s e altro ancora, nel Web c’è parecchio sull’argomento. Tanto che mi son detto prima o poi, forse, chissà…
E, la conbinassione! oggi Luigi Bit3Lux ti fa un post proprio in quella direzione: Underscore [Brevi Esercizi].
E allora non ho più scuse: la filosofia Unix, quella dell’immagine, vale ancora? Vale ancora scrivere script da eseguire sulla riga di comando, usando i tool forniti dal sistema operativo, proprio come si faceva una volta? E gli esempi forniti da Luigi sono eleganti. E usa anche AWK, quello che a me dicevano che era troppo ostico; e qui forse il mio capo di allora aveva ragione, scelgo la versione Bash, o quella con tr, o …
Però, oltre a finire tag ho in programma una serie di post con finestre, pulsanti e quant’altro, sono incoerente, forse 😯

Luigi è il papà di Lubit, distro velocissima che invoglia all’uso del terminale, come si usava una volta (non solo nèh, non manca niente per quelli che arrivano da Windoze). E riguardo Lubit mi ricordo sempre la sgridata di Squittymouse quando ho riportato che non si potevano mettere cartelle, documenti, icone e altro ancora sul desktop. Ovviamente ha ragione Squitty.

Appena posso devo indagare su Mike Gancarz, chissà…
Poi c’è anche un tot di nostalgia, tanto che mi viene da mttere questo video 😆

Nuovo Blog

free man

È con infinito piacere che annuncio al mondo tutto e in particolare agli Amici di Lubit e di Linux e (ma sì, dai!) di Windows la nascita di un novo blog di cui mi sento un po’ padrino: The “Free Man” Blog .
A richiesta, dietro adeguata prebenda (evitiamo inutili complicazioni burocratiche, nèh!), posso fornire l’identità del blogger.

Promette bene, fin dal sottotitolo. E il blogger (a proposito: dovrebbe darci qualche informazione in più su di sé, è interessante, parecchio) si occupa di free- e open-source da sempre. Con un’angolazione diversa da quella solita essendo profondamente inserito nell’ecosistema Micro$oft.

Ma mai dire mai e poi ci sono cose interessanti anche di là, tante, anzi di più.

Benvenuto nella blogosfera 😀

Lubit – aggiungere “Crea link” a Thunar

thunarÈ una cosa talmente facile che non so se questo post vale; ma oltre ai nuovi ci sono i niubbi (hey! it’s me!) e allora ecco.
Prima di subito: non è roba mia, copiato tutto, cioè adattato ma trovato qui: xfce-thunar-custom-actions [Xfce Docs]. In particolare c’è Creating a symbolic link.

Adesso le figure altrimenti il post è troppo corto e l’überBoss di Lubit capace che mi sgrida :mrgreen:
Aprite Thunar (Super-F) e selezionate Azioni personalizzate del menu Modifica. Si apre questa finestra:

1

Selezionate + per aggiungere l’azione che andrà compilata così:

2

e

3
Almeno, queste sono le mie impostazioni, funziona solo per i file di testo e per le cartelle (io continuo a chiamarle directories, ma in ambiente grafico mi adeguo), volendo potete aggiungere altri oggetti.
Il nome del link sarà quello dell’oggetto linkato con il prefisso ln- che sarà poi possibile cambiare.

Semplice vero? E ancora una volta salta fuori che Lubit rockz! (OK, è tutto Linux che rockz) 😀

Lezione minima di Linux per i nuovi – i link simbolici

2nvc8q1Oggi una lezioncina facile-facile per chiarire ai nuovi una cosa che i vecchi linari (e gli ancora più vecchi che vengono da *nix) danno per scontata.
I veri link sono i nostri; quello che Windows chiama link (collegamento in italiano) sono solo un abbozzo. Assolutamente insufficiente, per noi. Non sto a raccontare tutta la storia per Linux, dovrei parlare di inode ma niente teoria, solo vedere la differenza. Cominciamo a vedere cosa capita con Windows (ho usato la versione 8, con grande difficoltà, non la conosco):

wHo cioè creato due directories (cartelle), src (che contiene il file di testo saluti.txt) e d-lnk in cui ho messo un collegamento al predetto file. Quando dico di visualizzare il file con il comando type, l’equivalente DOS di cat funziona correttamente. Se però mi sposto in d-lnk e eseguo la stessa operazione come si vede non ottengo il risultato sperato.
Infatti se lo apriamo con un editor esadecimale (io uso ghex) vedremo questo: ghexNon è lo stesso file di testo ma qualcosa di mysteryouso che solo M$ sa. Invece su Linux ho:
linuxTutto OK, e il comando ls -l ci dice che ciao punta a saluti.txt. Resta un piccolo problema: con Lubit e Thunar non è attivata l’opzione per creare il link, ho dovuto farlo con il comando ln.
Facciamo così: mi metto alla ricerca del plugin e ve lo dico. Prossimamente, promesso. Forse 🙄

A proposito di Lubit – 2

0511

Nell’ultima settimana ho passato parecchio tempo a diffondere nel mondo la buona novella; no, non sono diventato testimone di Geova ma di Lubit. Non suono i campanelli la domenica mattina, Massimo potrà confermarvelo se mi legge. Comunque non il suo.

Ho maturato un paio di convinzioni che voglio esporre, ditemi cosa ne pensate.
È velleitario pensare di rimpiazzare Windows su vasta scala. Vero che ci sono casi come quello di Monaco di Baviera e diverse iniziative in corso, alcune rivolte alla PA ma ho visto che l’XPocalypse è stata ampiamente sopravvalutata. C’è (tra quelli che conosco) chi è passato a 7 o 8 (Vista chi l’ha visto?) se del caso approfittando per cambiare macchina. C’è anche chi continua con XP, se del caso reinstallandolo. Abbondano virus, trojan e infezioni varie, ma come al solito.
Colpa anche dei prof. che passano documenti di Word e presentazioni PowerPoint che vanno solo se hai quella versione. A proposito Impress nella prossima versione dev’esserci, se la mia indagine è attendibile.
Non puoi fare il discorso di parchità e ottimizzazione delle risorse con chi non le conosce. Puoi solo fargli vedere che è più veloce l’avvio e la chiusura, ma non basta.
L’interfaccia è importantissima: praticamente tutti sono abituati a avere il desktop pieno di icone e operare tramite quelle. In alternativa comincia a funzionare Metro (ok, non si chiama più così ma quello), in fondo è quello che hai con il telefono. C’è anche chi ha scoperto che il PC non serve, basta l’aiFon. Ma ormai lo sanno tutti, non lo dirò più, promesso.

Invece Lubit (sì adesso uso quasi solo più quello) è ottimo, basta prenderci la mano. Ci vuole qualche tempo anche per chi arriva da un’altra distro. Manca qualcosa ma è giovane, crescerà. E poi c’è synaptic, apt-get e il web per le dritte.
A differenza dei puristi estremi comprendo quando ci si rivolge a Wine, come Alberto. Non che mi piaccia più di tanto (anzi mooolto poco) ma per chi arriva da lontano, dai! Ho visto studenti e ex-studenti sopravvivere in posti come Copenhagen, Finlandia, Singapore, Vienna, Germania tutta. E in qualche caso con un’inglese poco più che scolastico (ma se possibile l’Erasmus è miracoloso) e mi aspetto che per Linux succeda lo stesso, per chi non è prevenuto. Per contro sono tuttora diffuse leggende sulla difficoltà dell’installazione e sulla necessità di operare sempre con la riga di comando.

Un po’ di segnalazioni, non solo mie, per gli Amici di Lubit:

  • attivare, se possibile, l’aggiornamento automatico, come in Ubuntu;
  • ho verificato in almeno tre casi: la directory ~/bin non viene inserita automaticamente nella PATH, non ho ancora capito il perché, indagherò;
  • manca l’opzione crea collegamento, nel file manager (Thunar);
  • è possibile disattivare o modificare qualche scorcitoia, di quelle Super-<lettera>;
  • similmente togliere il cambio desktop collegato alla ruota del mouse;
  • più in generale qualcuno ha documentazione su Openbox e dintorni?

Infine sarebbe bello, secondo me, se ci fosse un luogo centralizzato per tutto quanto riguarda Lubit. Adesso bisogna vagare un po’ di blog e Facebook. Ma, in conclusione Lubit rockz! 😀 😀 😀

Passare a Lubit venendo da Windows – 2

Immagine

Lubit perché? Apro questo articolo sulla scorta delle osservazioni che hanno acceso una interessante discussione sul precedente post e su Facebook. Sostanzialmente per i seguenti motivi: innanzitutto si tratta di una derivata di Ubuntu stabile e poco avida di risorse, adatta sia a macchine poco dotate che per quelle destinate a operazioni pesanti, per di più supportata da un’attiva comunità locale.

Ho quindi cercato di immaginare come “personalizzare” i collegamenti ai software installati su Lubit (perdonate forse l’inopportuno utilizzo di questo verbo ma, per un utilizzatore puro di S.O., non mi viene in mente termine più calzante).

Premetto che, avendo il duplice obiettivo di testare Wine da una parte ed impratichirmi con le funzioni di Lubit, la procedura riportata di seguito riguarda due collegamenti, uno ad un software Windows e l’altro connesso ad una installazione Linux, anche se nulla vieta di utilizzare questa procedura per crearne di personali.

Sostanzialmente sono due le strade percorribili. Non essendo fattibile, per scelta progettuale, creare una cartella sul desktop al cui interno inserire il link ai programmi, è possibile prevedere “oggetti” (cartelle, file, link, …) all’interno della “Scrivania” o in qualsiasi altra posizione. Tra queste ultime due opzioni, vista la facilità con cui si può raggiungere in Lubit l’icona della Scrivania, ho ritenuto utile optare per la prima.

Vediamo dunque cosa occorre: semplicemente Thunar, la “Scrivania” (cfr. sotto) e la funzione “crea documento”.

Immagine

Una unica accortezza: ricordo agli utenti Windows che nel “loro” mondo (parlo già come un “pentito di mafia”… speriamo bene!!!) la punteggiatura rappresentata dai “:” non è supportata nel nome file e, dunque, le Screenshot catturate in ambiente Linux (in cui viene riportata l’ora di scatto) vanno rinominate. Diversamente non sarà possibile spostarle in Windows. Del resto, anche se non sarebbe necessario perché esiste in Lubit “AbiWord”, sto scrivendo su un PC Windows, tornando di fatto ad essere un mafioso non ancora del tutto pentito…

Superata questa inezia (anche se inizialmente – non avendo posto la dovuta attenzione alla punteggiatura – stavo per arrabbiarmi con Lubit, quando bisognerebbe chiedersi perché in Windows non si possano utilizzare tutti i caratteri alfanumerici presenti sulla tastiera), passiamo alla procedura per la creazione dei collegamenti dei vari Software sulla Scrivania.

In estrema sintesi e per par condicio, una volta copiata da qualche parte la versione standalone di un software Windows (nella fattispecie qui ho utilizzato DVDStyler – http://www.dvdstyler.org/en/) ed installata la versione per Linux di SweetHome 3D (http://www.sweethome3d.com/it/), ecco cosa andrebbe fatto…

Per DVDStyler:

1) installare Wine (http://www.winehq.org/);
2) tasto destro » selezione di Thunar;
3) click su Scrivania;
4) tasto destro » Crea Documento » File Vuoto;
5) nominare il file appena creato in modo da sapere a quale collegamento farà riferimento;
6) tasto destro » Apri con Leafpad e digitare al suo interno:

#!/bin/bash
/usr/bin/wine /home/alberto/DVDStyler/bin/DVDStyler.exe

(la seconda parte è funzione del percorso in cui è stata copiata la cartella del software portabile, in questo caso DVDStyler. Tra l’altro la prima parte del percorso (nel mio caso “/home/alberto”) può essere sostituita dal “~”, simbolo ottenibile in Linux attraverso la combinazione di tasti Alt Gr + ì);

7)    salvare il relativo file (senza estensioni particolari);
8)    attivare lo script appena scritto (tasto destro » Proprietà » Permessi » Permetti di eseguire il file come programma). E questo è il grande merito da riconoscere a Linux. Senza questa procedura non si può lanciare il software, tenendo a debita distanza virus, trojan, tanto familiari agli utenti Windows;
9)    fine. Ora, andando a cliccare (1 singolo click) sul collegamento presente in Scrivania, sarà possibile lanciare “Wine” e, subito di seguito, DVDStyler.

Per SweetHome3D (2 procedure possibili – Installazione o Semplice utilizzo):

Installazione:

1)   tasto destro su “Synaptic”;
2)   immissione della propria password se richiesta;
3)   tasto “Cerca” (cercare “sweet”);
4)  usando il tasto destro, selezionare “installa” per tutti quei pacchetti che intendo installare;
5)   cliccare in alto su “Applica” per attivare l’installazione;
6) aprire Thunar ed accedere alla cartella “SweetHome3D” creata dall’installatore (nel nostro caso “~/SweetHome3D”);
7)  lancio del terminale con creazione di un link simbolico nella cartella dell’installatore digitando il comando: ln –s target nome_link, dove “target” va sostituito con il nome dell’eseguibile interno alla cartella e “nome_link” è il nome che useremo per identificare il collegamento sulla Scrivania. Nel caso in cui non si personalizzi il percorso od il nome dell’eseguibile, andrà scritto: ln –s ~/SweetHome3D-4.3/SweetHome3D sweethome;
8) attivazione dello script appena scritto (tasto destro » Proprietà » Permessi » Permetti di eseguire il file come programma);
9)  taglio e sposto nella Scrivania il link che è stato creato da Linux e nominato sweethome;
10) singolo click sul link “sweethome” contenuto nella Scrivania.

Utilizzo come segnalato sul sito del Produttore:

1)   scaricare dal sito (http://www.sweethome3d.com/it/) il file compresso per Linux ad estensione “.tgz”;
2)   facendo doppio click sul file appena scaricato, si dezippano in una cartella tutti i file contenuti nel file compresso. Volendo si può spostare o rinominare a piacere la cartella;
3)   si prosegue come da punto 7 riportato nella procedura di installazione.

Questi i passaggi per ottenere rapidamente nella cartella chiamata Scrivania i due collegamenti di cui sopra.

Da tener presente che il caso di SweetHome3D in fase di installazione è particolare, in quanto crea una cartella con all’interno i file che servono per lanciare il programma. Di norma Linux prevede invece che, al termine di una installazione, si debba soltanto lanciare il terminale e digitare il nome dell’eseguibile che andremo ad utilizzare, permettendo di fatto all’utente di non doversi curare di dove siano stati salvati i file del programma.

Inoltre, se intendete personalizzare i menu anziché utilizzare i link in Scrivania, vi rimando al post “Lubit – personalizzazioni cont.”.

Concludo dicendo che l’aver considerato il collegamento ad un software Windows vuole semplicemente agevolare, almeno in fase iniziale, chi – come me – deve cominciare ad impratichirsi con le distro basate su Ubuntu. La maggior parte degli utenti potrà infatti trovare supporto a tutte le attività di norma svolte sul S.O. di casa Gates direttamente all’interno di Lubit.

Nota: problemi con l’attivazione utente; questo post non è di Juhan ma di Alberto Giacardi, the FreeMan.