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Tolleranze

Facciamo fiorire cento fiori
Mao Zedong, vedi anche qui

nerd-Extreme_Computer_Nerd
Il post di Albertothe Freeman— (prima o poi mettiamo a posto l’identità, promesso) ha scatenato l’uragano. Altro che il battere d’ali della Proverbiale Farfalla Amazzonica!

Bit3Lux ha scritto un commento in puro stile Stallman. Ci può stare, a me RMS è simpatico, anzi sono con lui quasi sempre. Però –ok, prima un po’ di altre reazioni.

Inizialmente Bit3Lux era stato meno perentorio, su Facebook:

Lubit non è Windows. Non sono del tutto d’accordo sul post, scritto sul blog dell’amico Nino, ma non da Nino. Da un suo Amico-Lettore. Lubit, che sia chiaro, non è Windows. E non lo sarà mai!!! Tuttavia capisco alcune esigenze… e vedremo…
E poi sono lieto di ricevere anche le critiche!!!

E Luigi Lembo, altro Amico di Lubit:

Premesso che delle critiche bisogna tenerne conto e che un mondo nuovo non necessariamente debba essere una riproposizione di quello “vecchio” invito ad esplorare giorno dopo giorno Lubit per poi fare ritorno a casa windows. Appena imparate le nuove strade di Lubitlandia mi direte dove avete messo su casa definitivamente…

Giusta anche l’osservazione (semantica? operativa?) di Salvatore Cottone:

Arrivando non venendo. venire e’ tutta un’altra situazione…

Allora, mi sento in qualche misura corresponsabile: sono stato io a proporre Lubit ad Alberto, io l’ho spinto a mettere giù il resoconto della sua esperienza che reputo importantissima. Se anche potessi tornare indietro non cambierei di nulla la mia decisione. Considero il contributo fondamentale.
Tenete conto inoltre che Alberto è immerso nel mondo Micro$oft da sempre, io lo conosco dai tempi della tesi (la prima), un vent’anni fa. E al Poli, tolti gli informatti e qualche altro equiparabile, si usa solo ed esclusivamente Windows. E così nella stragrande parte del mondo del lavoro (esculso il Web). Escluso anche il Mac, ovvio.
Questo non vuol dire che sono d’accordo in tutto e per tutto con lui. Wine non lo uso. Ma l’ho usato nel periodo di passaggio da Windows a Linux. E nella blogosfera trovate parecchie cose riguardanti Wine. Con Alberto ne abbiamo discusso, come abbiamo discusso di altre cose, p.es. i programmi portatili. O –questo non riguarda Alberto– la necessità di poter continuare a usare quella cosa che funziona solo con XP.
Da considerare che il titolo del post finisce con “- 1”. Vuol dire che ci sarà un seguito, certe cose verranno precisate, giustificate. E poi ci sarà, come sempre, un’evoluzione. Se volete –minaccia qui– posso raccontarvi la mia storia: le schede perforate, Prime, Apollo, Vax-VMS, 9816, DOS, Windows 3 –continuo?
Se volete c’è anche il lato software ma ve lo risparmio.

Una cosa invece a complemento di quanto detto da Luigi: oltre ai computer datati Lubit attira chi mira alla sostanza più che all’aspetto dell’interfaccia grafica con animazioni, effetti 3D, e macismi vari. Non credo di essere il solo, vero Squitty e MfM? (bastano un paio di testimoni, vero?).

Passare a Lubit venendo da Windows – 1

 Lubit_vs_Win

Windows perché? Questa è la domanda che dovrei pormi più spesso ed a cui finisco per dare sempre la stessa risposta: non tanto per necessità ma forse per convenzione, perché in Università si può usare in versione Educational a prezzi irrisori o semplicemente perché la quasi totalità delle persone con cui scambio file finisce per avere questo Sistema Operativo…

Grazie ai saggi consigli di un amico (vero Juhan?), ho provato a fare il grande salto… passare a Lubit 3.

La piacevole sorpresa è stata l’installazione! Tutto si è svolto in perfetto stile Windows… procedura veloce, esente da qualsiasi errore su un PC preistorico con 1,5Gb di RAM ed un processore AMD Athlon da 1.14 GHz e, soprattutto, alla portata di qualsiasi utente a prescindere dalle maggiori o minori competenze informatiche.

Appena “entrati” nel nuovo ambiente, la sorpresa è stata quella di un desktop su cui erano riportate soltanto le informazioni essenziali (niente Cestino, Risorse del Computer e tasto Start… aiuto!!!), senza tra l’altro la possibilità di personalizzarlo, almeno in fatto di icone a video… Certo ero stato informato del fatto che il mondo Lubit prevede l’uso massiccio del tasto destro… ma quanti utenti “XP-Win7-Win8” sarebbero disposti ad accettare un accesso così poco diretto al software, alle cartelle, etc…, in un mondo di tablet e smartphone Android, Apple e Windows basati esclusivamente su una gestione per “icone”? Sicuramente questa scelta non mi sento di condividerla anche perché, nell’eventualità in cui la “moda” del tattile prosegua la sua corsa inarrestabile, non sarebbe una opzione neppure lontanamente immaginabile, visto che porrebbe non pochi limiti alla esperienza totalmente touch.

Ma torniamo a Lubit 3… Quello che impressiona è l’inesistente mancanza di “lag” in fase di utilizzo (e qui uso il linguaggio dei “nativi digitali”… io come “immigrato digitale” faccio ben poco testo…) su PC in cui Windows farebbe anche solo fatica ad avviarsi!

Inoltre, e qui si va incontro a chi non è certo un utente esperto, ribadisco la piacevole sorpresa di non dover scaricare manualmente drivers terzi o procedere con astruse procedure per far riconoscere al PC l’hardware della macchina… durante l’installazione è – di norma – soltanto necessario specificare la lingua della tastiera in uso. Da segnalare, se proprio si vuole essere pignoli, qualche iniziale difficoltà nel settaggio dei parametri web (testato per una rete pubblica)… ma anche qui, con un po’ di mestiere e pochi click, si riesce a risolvere.

Ovviamente da incallito utente Windows e novello propugnatore della filosofia Ubuntu, lascio che la mia mente fantastichi per un attimo su quello che potrebbe essere un “super-PC”, perfetto connubio tra la velocità e stabilità operativa di Lubit e la praticità dei tanto amati eseguibili di Windows. E tutto questo appare assolutamente realizzabile. E si perché, almeno in una prima fase, ad agevolare i “windowsiani” è stata prevista la possibilità di usare un programma chiamato “Wine”, software in grado di gestire le estensioni .exe senza particolari problemi. Ma, come mi dicono gli “amici” (Juhan in testa), passare a Lubit come surrogato di Windows non rende giustizia alle potenzialità delle distro Linux. Ed in tal senso non posso che condividere pienamente questo punto di vista. Wine può rappresentare una “finestra” a cui affacciarsi per prendere una boccata d’aria quando all’inizio non si avrà molta confidenza con Lubit… ma non una “porta” che apre sul “panorama” Windows per lasciare fuori Ubuntu.

Del resto le distro basate su Ubuntu non fanno certo rimpiangere Windows qualora, come fa del resto la maggior parte dei fruitori, si voglia scrivere, connettersi al web, editare immagini, sentire musica e vedere video o svolgere comunque attività ludiche in genere. I problemi potrebbero sorgere (ed uso il condizionale perché non ho ancora ben “stressato” Wine) nel caso in cui – non riuscendo a trovare un software Linux in grado di gestire un particolare aspetto – si debba far ricorso ad un programma utilizzato sotto Windows (e parlo a nome degli “aficionados” come me di casa Gates…). Non nascondo la mia difficoltà in tal senso… Avendo speso gran parte del mio tempo a creare un set di tools (sotto Windows), Open Source od al massimo Freeware e per giunta “standalone” con cui fare tutto, dal caffè fino al progetto di un grattacielo nel centro di Torino, mi trovo un po’ spaesato nel passaggio a Lubit. La possibilità di prevedere programmi “standalone”, ovvero software che possono avviarsi da qualsiasi supporto (chiavette USB comprese) senza dover essere installati, ha indubbi vantaggi sia in termini di velocità (il Sistema Operativo resta indenne da chiavi di registro volendo inutili) sia nell’eventualità in cui si debba formattare la macchina… Appena re-installato il S.O. tutto torna a funzionare come prima!

Questo “peccatuccio” mica tanto veniale mi ha portato ad esplorare l’orbe terracqueo alla ricerca di software “windows compatible” per gestire qualunque aspetto… dal file di testo fino alla vista 3D ed al montaggio video per passare dalla gestione e conversione dei più disparati file (musica, video, pdf in exe, bmp in dxf, etc…) e da una infinità di utility sempre pronte a tirarmi fuori di impaccio in qualsiasi frangente…

Quale soluzione? Buttare al vento vent’anni di ricerca software e provare a trovare programmi Open Source per le distro Ubuntu che possano ripagarmi almeno in parte di questa immane perdita? Forse, anche se è proprio sui software che si apre, almeno per me, una ferita sempre ed ancora aperta che frena l’entusiastica adesione al mondo Linux: l’installazione dei programmi sotto Lubit (ed in genere su tutte le distro basate su Ubuntu). A mio avviso questa operazione non è delle più immediate e, tra l’altro, resta l’invalicabile ostacolo della praticità nella procedura di installazione (e disinstallazione) dei programmi… ah come mi mancano i “setup.exe” e gli “unistall.exe” di windowsiana memoria o la praticità della iso di Lubit, in cui basta un doppio click per avviare e concludere il processo di installazione del S.O.!

Qui, tra un “sudo” (e non mi riferisco alla stagione estiva) ed un “apt-get”, si deve passare sempre e solo dalla linea di comando. Quanti ricordi tornano alla mente… quando AutoCAD agli albori si gestiva praticamente solo a linea di comando (sigh!) ed oggi invece ha dovuto confrontarsi (e mutare) sotto l’onda inarrestabile della quasi totalità di software basati sul concetto del “punta e clicca” o sulla filosofia “WYSIWYG” (per i profani: “What You See Is What You Get”, ovvero “ciò che vedi a monitor è poi quello che ottieni nel tuo file”).

In tal senso credo che una semplificazione delle procedure di installazione dei programmi ed una apertura verso la filosofia del software “standalone” potrebbe avvicinare a Lubit tanti windowsiani che hanno scelto il S.O. di casa Gates perché (per me era il lontano 1990) avevano inizialmente bisogno di un sistema pratico e veloce per editare testi ed immagini per l’università, scrivere qualche riga di codice HTML, vedere i video scaricati con i primi modem analogici, etc…

Ora vi lascio. Ho per le mani un eeePC 900 della prima serie a cui Lubit calzerebbe a pennello. Nella prossima puntata cercherò di dimostrare come, sotto Lubit, una interfaccia ad icone possa rendere tutto molto ma molto più immediato, favorendo il passaggio di tanti windows-dipendenti al meraviglioso mondo Ubuntu…

(FreeMan)

Lubit – NumLock|BlocNum all’avvio

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Questo è un postino (cit.). Doveva far parte di un post più esteso, con più argomenti ma sono in ritardo su tutto, chissà quando…
E poi risolve un (ok, piccolo) problema di Lubit: se il vostro PC ha la tastiera con il tastierino numerico vi sarete accorti che all’avvio non è attivato, niente numeri. E dovete premere Bloc Num (Num Lock in inglese). Si può rimediare, chiedevo in un post precedente? E prima di subito arriva la dritta in un commento di Man from Mars.
Come chi è Man from Mars? Andate qui e lo saprete (si vede che ascolta la musica che piace anche a me, anche se lui è più moderno). In fondo alla stessa pagina ci sono i link a tutti i social-cosi in cui potete trovarlo; fortemente raccomandato.

Io il suo blog, Extended Reality – Appunti eterogenei a lunga conservazione, sono due giorni che mi dico devo spazzolarmelo tutto, prossimamente… E vi farò sapere, copiando tutto quello che mi piace.

OK, tornando a noi, MfM mi dice di numlockx. In frettissima, il post era appena stato pubblicato (senza usare la macchina del tempo, dice lui).

Uh! rapida googlata e sì, lui.

Siccome questo postino è rivolto anche a nuovi su Linux racconto quello che ho fatto.
Per sapere se un programma è installato, e dove, su Linux basta chiederlo; ecco per il nostro caso:

wisnlx

ecco, c’è. Adesso, ma mancava. Quando chiediamo dov’è qualcosa che non c’è (o non è nella PATH) la shell risponde così:

wisam

Allora, il bello di Linux, manca qualcosa? S’installa:

sudo apt-get install numlockx

e al prossimo riavvio (credo, non ho controllato subito) a lucina c’è.
Ancora: per chi vuole sapere tutto su numlockx (su qualsiasi programma in realtà) c’è man, nel nostro caso man numlockx

man-nl

OK? visto che bello? e facile! Mica come quelli della Finestra Sghemba™ 😀

A proposito di Lubit – 1

ljubit

Nessuno che parla croato qui? No? Chiedevo perché ljubit è una bellissima parola; magari anche nei paesi lì vicino, chissà…
Ma sono già OT prima di cominciare 😳

Questo è il primo di una serie, forse, se non interessa la serie si ferma a 1. Sì, avete ragione sarei dovuto partire da 0 ma sapete com’è, che gente che viene da Windows, per dire. E sono i benvenuti 😀

Allora in questi post farò segnalazioni riguardanti la nostra distro preferita, porrò domande, mie o che mi sono state fatte, agli Amici di Lubit (®?), loro sanno 😉

Allora comincio con una correzione mia: l’indicazione dell’ora in alto a destra del desktop. L’ho modificata, raccontando come fare e sbagliando clamorosamente. Ho anche messo l’immagine con l’errore. Trovate l’indicazione (sbagliata) qui e un modo più semplice per accedervi qui ma invece di time1_format = %a %e %b %C %H:%M la mia stringa è time1_format = %a %e %b %g %H:%M cioè cambiare la C con g.

Una domanda mia: sapete che sono vecchio e sedentario. Uso quasi sempre un PC desktop e sarebbe comodo se all’accensione il tastierino numerico fosse attivato. Cosa che capita con le distro normali. Qualcuno ne sa qualcosa?

Uh! la PATH. Ho aggiuno manualmente ~/bin perché non avviene automaticamente. Non credo di aver pasticciato troppo ~/.bashrc o no?

Per il resto tutto OK, niente che non vada come deve. E io e Alberto abbiamo in cantiere un po’ di post, prossimamente…

Ci sono invece segnalazioni da fare, alcune ormai non troppo recenti ma ci sono i nuovi (benvenuti, nèh!).

Non credo sia il caso di elencare i post che trovate su Ok, panico, c’è l’indice e quelli lubitosi hanno Lubit nel titolo.

OK, per oggi basta così, poi prossimamente…

calimero

Lubit – Wine per chi arriva da Windows

wine

Per chi arriva da Windows e deve ambientarsi può essere difficile abbandonare improvvisamente tutti i programmi cui è affezionato. Nel mondo Linux ne esistono di solito di simili ma sapete com’è 😉
C’è chi ha pensato e non solo, ha approntato una soluzione: Wine.
Wine Is Not an Emulator, nèh! permette di eseguire il programma Windows (l‘exe) proprio come faresti con Windows.

Per i miei contatti che stanno seriamente considerando Lubit –e per tutti gli altri, certo, anzi benvenuti– racconto cosa ho fatto per installarlo e i primi test. Altri, più mainstream seguiranno a breve (grazie ad Alberto (che rockz!)).

L’installazione è semplicissima, basta aprire, al solito, il menu facendo click con il tasto destro sul desktop (ormai lo sapete, vero, che il tasto start è tutto il desktop) e selezionare Sistema / Gestori pacchetti. Cercare poi wine e fare doppio click per attivarlo e quindi applica. Fatto; tutto lì.

whereis

Come si vede dall’immagine Wine c’è. Per i nuovi whereis ci dice dov’è proprio come dice il nome; normalmente la prima posizione è dove c’è l’eseguibile, di solito in una directory elencata nella PATH (volendo potete verificarlo con echo $PATH).
Ho poi provato a eseguirlo ottenendo una breve descrizione su come si usa. L’help è davvero essenziale. Per saperne di più potete usare il comando man wine. man è una delle cose meravigliose di Linux (in realtà Unix) che ha il solo difetto di essere sempre piuttosto conciso. Per saperne ancora di più non resta che accedere al sito web di Wine.

Per provarlo avevo chiesto ad Alberto quale programma installare ma poi m’è venuta un’idea über-phantastyka anche se completamente priva di qualsiasi utilità. Adesso vi racconto, anzi è il test che ho fatto.

newLISP-icon-86

Chi segue il blog da tempo sa che una delle mie manie è il Lisp, storia vecchia e io sono vecchio, come sa che ogni tanto ne uso una versione piccola e veloce (proprio come altri usano il Basic, ne parlerò, prima o poi). Si tratta di newLISP, c’è per Windows, Linux e Mac. L’idea è questa: installare la versione Windows, usando Wine e poi creare l’eseguibile per Windows di uno script newLISP e eseguirlo, usando Wine.

È facilissimo, si fa prima a farlo che a raccontarlo.
Installo newLISP per Windows scaricando l’installer dal sito di newLISP e lo installo come in figura:

nl-inst

Come si vede funziona tutto, sono pronto per il passo successivo.

Seguendo la consuetudine inaugurata da K&R il programma scriverà un messaggio di saluti sul terminale. Eccolo (hw.nl):

1
2
3
;; Hello World! per testare Wine.
(println "Hello World!")
(exit)

Non resta che creare l’eseguibile e testarlo:

hw

OK! Ovviamente si può lanciare  con wine hw.exe, richiamando espressamente Wine ma va bene anche ./hw.exe, Wine è implicito. Invece, sempre per i nuovi, la dir corrente non è vista dalla shell: non funziona il comando hw.exe che viene cercato solo nella PATH.
Notare infine come l’eseguibile sia davvero piccolo meno di 300 KB.

Prossimamente esempi per programmi sensati, vero Alberto? 😉

Lubit – personalizzazioni cont.

lubitIl post sulle personalizzazioni di Lubit dell’altro giorno non è che sia sbagliato ma racconta cose non nel modo più semplice. Dovete sapere che sono vecchio, una volta c’era solo la riga di comando, quando ero giovane 😉
Per gli utenti attuali credo siano utili queste note che tra l’altro trovate anche nei blog su Lubit citati nel post incriminato.

Per la modifica del prompt del terminale continua a valere quanto detto, bisogna aprire con un editor di testo, p.es. Leafpad il file ~/.bashrc. Con la tastiera italiana il carattere ~ si ottiene premendo contemporaneamente AltGr e ì.
Immutato anche quanto detto per gli alias, anche se c’è chi preferisce fare cose diverse, prossimamente.

data

Invece per la modifica dell’ora (e l’aggiunta della data) mi è stato fatto notare che c’era già, sulla sinistra in alto nel conky 😳
Vero, la lascio perché sono abituato a guardare là (e sono vecchio).

conf

Però è più semplice la modifica. Si può fare da menu: aprire il menu con un click con il tasto destro del mouse quando si trova sullo sfondo, selezionare Sistema / Configurazioni / Edit Tint2.

Apre il file giusto, senza bisogno di andarlo a cercare e si può modificare, eccolo:

tint2

ho evidenziato la riga che ho modificato.

Nello stesso modo si possono cambiare le impostazioni di conky, selezionando Edit conky, come nell’immagine sopra.

La semplificazione maggiore –quella per cui sono stato cazziato redarguito– è quella relativa al menu stesso. Sempre facendo riferimento alla figura sopra basta selezionare Obmenu e il gioco è fatto, quasi:

obmenu

si apre il dialogo in figura e siete a posto. ne parla diffusamente Bit3Lux nel blog di Lubit.

Per gli aggiornamenti di sistema, c’è anche lì un modo più semplice: selezionando Gestione pacchetti dal menu Sistema basta fare click su Aggiorna.

Prossimamente un post su Wine, programma che consente di lanciare applicazioni Windows con Linux. Ma non subito, la speranza è che lo faccia qualcuno più smart, a seguito del commento/richiesta di Alberto. Chissà… 😉

Invece una cosa importante che non tutti i giovani sanno: quando si parla di file di testo si intende un file in cui c’è solo il testo (d’ho!) senza nessuna informazione di formattazione (tranne tabulazioni e a-capo), tipo font, neretto e compagnia bella. Quando faccio click su un documento di quel tipo, per esempio uno creato con Crea documento se voglio usarlo per uno script (o i file di cui parlavo nel post precedente) devo usare uno di questi editor di testo, come Leafpad. Altrimenti faccio pasticci, successo ieri 😳

Lubit – personalizzazioni

lubit

Aggiornamento: un modo più semplice per fare le personalizzazioni descritte di seguito lo trovate qui.

Sto usando Lubit per davvero, per tutto. O quasi, ci ono cose specifiche per cui Ubuntu continuerà a esserci, anzi devo reinstallarlo dopo il crash dell’hard disk, prossimamente.
Ma Lubit funziona, molto bene. Gli Amici di Lubit insistono sul mantra del recupero delle macchine vecchie ma è vero anche che va ottimamente per l’ottimizzazione delle risorse,
Lo dice chiaramente Pasquale (a 54:00, circa) nella presentazone tenuta all’Università della Calabria, il video lo trovate qui, se non l’avete ancora visto ve lo consiglio: la presentazione è stata davvero bella.

Ovviamente dopo l’installazione partono le personalizzazioni, diverse per ogni utente come diversi sono tutti gli utenti. ho già raccontato di PowerPoint, cioè del suo sostituto Impress, serve per la scuola (dove si fanno presentazioni che non mi ci trovo al 100% ma questo è un altro discorso, lungo e rischioso che non farò mai). Sui blog degli Amici di Lubit trovate come modificare il Menu per cui non lo ripeto qui. Anzi periodicamente riporterò i link ai post su Lubit, prossimamente…
Invece oggi alcune cose personali. Forse interessano solo me.

Nota: siccome sto parlando di directories e files nascosti (quelli che hanno il nome che inizia con un punto) per visualizzarli in Thunar, il file manager, dovete dare Control-H.

promptHo cambiato il prompt del terminale. Non che quello precedente non fosse OK ma a volte è troppo lungo.
Per farlo basta modificare il file ~/.bashrc in questo modo:

#prompt colorato
#PS1="\[\e[0;36m\]\u\[\e[0;36m\] @\[\e[0;36m\] \h\[\e[0;36m\] \A\[\e[0;36m\] »\[\e[0;36m\] \W\[\e[0;37m\] \$\[\e[0;37m\] "

PS1=":\[\e[0;36m\] \W\[\e[0;37m\] \$\[\e[0;37m\] "

Cioè ripulire la stringa PS1=... lasciando quella originale commentata. Trovate queste stringhe verso il fondo del file.
Pare sia solo colpa mia ma per qualche motivo mysteriouso assay la directory ~/bin non veniva inserita automaticamente nella PATH, l’ho fatto manualmente nello stesso file:

#~/bin nella path
PATH='~/bin:'$PATH

Poi forse indagherò, quano avrò tempo. Non bisogna abusarne ma a volte gli alias(es) sono utili; c’è un file apposta per loro (no, non c’è ma si può crearlo): ~/.bash_aliases, per adesso ne ho una sola, alias mx='mathics -q' per ricordarmi che devo riprendere Mathics, comincio a sentirmi in colpa.

orologioChe giorno è? Lo so che voi lo sapete ma pensate a me: la mia memoria non è più quella di una volta (com’era poi me lo sono dimenticato). L’orologio in alto a destra sulla status bar indicava solo ora e minuti. Ma si modifica in un attimo. Basta aprire il file ~/.config/tint2/tint2rc e sostituire la stringa time1_format = %H:%M  con time1_format = %a %e %b %C %H:%M o una che vi soddisfi. I codici previsti li trovate qui.

conkyNon poteva mancare una modifica a conky; facilissimo, basta aprire il file ~/.conkyrc e inserire la riga ${color0}${goto 36}Super+o ${color grey60} Libre Office nella serie #Combinazioni Tasti. Io ho anche nguh ma è un segreto segretssimo, non lo saprete mai, o meglio, finché non lo finisco. Questo per far comparire la scritta sul desktop. Invece per attivare la scorciatoia occorre modificare ~/.config/openbox/rc.xml aggiungendo, dopo

<!-- Launch gnome-screenshot when Print is pressed -->
<keybind key="W-h">
<action name="Execute">
<command>lxtask</command>
</action>
</keybind>

le seguenti righe:

<!-- Lancio Libre Office -->
<keybind key="W-o">
<action name="Execute">
<command>soffice</command>
</action>
</keybind>

OK. Una cosa: parecchie delle modifiche raccontate vengono attivate alla prossima sessione; vero che ci sarebbe il comando source ma meglio slogarsi e rilogarsi. E sapete una cosa? È molto più facile farle che raccontarle qui sul blog. Questo è il vero motivo per cui vi indirizzo agli Amici di Lubit, che sono anche più bravi di me, ovviamente.

Aggiornamenti

A momenti mi dimenticavo di nuovo. Con Ubuntu ogni tanto vi viene detto che ci sono aggiornamenti da fare. Con Lubit dovete invece attivarli personalmente. Niente panico, è semplicissimo, si tratta di due comandi da eseguire nel terminale in sequenza:

sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade

Rispondere alle domande e sì, può essere una cosa lunga. E a volte è necessario riavviare, se viene modificato il kernel.

Il Manifesto di Lubit

l3Ieri sera c’è stata la presentazione di Lubit 3 all’Università della Calabria. C’è il video su YouTube, lo metto anche qui perché c’è tutto dentro.

Intanto bravi a tutti, Luigi, Antonella, Massimo, Pasquale e Antonio che relazionano, bravi a tutti gli altri Amici di Lubit che non ci compaiono nel video. Anche a quelli futuri, nèh!

La presentazione è venuta davvero molto bene (IMHO). Il titolo l’ho preso dall’intervento di Massimo|Squittymouse, il post ha bisogno di un titolo sintetico altrimenti riportavo tutto l’intervento di Antonella, non tecnico, filosofico. Oppure estratti dell’iniziatore di quest’avventura Luigi|Bit3Lux o dei giovani (ma già esperti) Pasquale e Antonio. E c’è l’Hacklab Cosenza. E … beh, ecco il video:

Adesso una cosa più locale a questo blog. Io l’ho raccomandato, sono mie alcune installazioni. Nel video ci sono le risposte a domande frequenti e promesse a realizzare richieste che mi vengono rivolte. Anzi, metto qui i link ai siti lubitosi, seguiteli e chiedete.

  • Lubit Linux, sì, l’URL è fuorviante, c’è dietro una storia secolare…
  • Lubit Linux, un altro, diverso dal precedente, nuovo.
  • Hacklab Cosenza, se siete da quelle parti lo conoscerete; se no dovreste.

Dimentico qualcuno? probabile; segnalatemelo.

LUBIT

Lubit 3 – Impress e compito a casa

Continua il corso su Lubit, oggi vediamo come installare Impress, l’equivalente di PowerPoint.

Aggiornato, vedi in fondo alla pagina 😉

topolinoJuhan: Ormai se avete seguito le lezioni precedenti dovreste sapere come fare…
Utente: Cioè cercare Impress.
Juhan: Esatto, fa parte di Libre Office, quindi si potrebbe fare così nel Terminale (aperto con Super+t o Super+y):

0Nell’immagine sono visualizzate solo le prime righe, in realtà sono molte di più.
Utente: Perché hai messo la croce rossa sull’immagine, sembra quasi che non va?
Juhan: Infatti; installando solo Impress purtroppo non vengono caricate tutte le librerie necessarie (bug nel pacchetto di installazione, probabilmente) e potrebbe non funzionare qualche opzione. La soluzione è quella di installare tutto Libre Office:

1Ho così a disposizione Impress, anzi Libre Office.
Utente: Che mi ritrovo nel menu…
Juhan: Non esattamente, vedremo tra poco come inserirlo per intanto vediamo se funziona.
Utente: Beh, immagino basti scrivere qualcosa come office o libre o impress
Juhan: Sì per sapere qual’è il comando esatto lo chiediamo a Linux, così:

5Utente: Eh? stai barando! Hai chiesto dov’è libreoffice e poi dai il comando soffice.

6E funziona. Dai raccontala giusta!
Juhan: Ebbene sì, volevo vedere se stavi attento e intanto approfittare di una cosa che potrebbe essere utile in futuro, guarda:

5aIl comando ls (sta per list) ci dice che sia libreoffice che soffice sono due link che puntano allo stesso file, /usr/lib/libreoffice/program/soffice. Il link (simbolico in questo caso) ci consente di usare un nome più corto di quello completo. Secondo le convenzioni antiche libreoffice sarebbe troppo lungo per un comando da cui soffice. Comunque con il menu, come vedremo tra poco, non dovremo ricordarci neanche di questo nome.
Utente: Meno male; come facciamo?
Juhan: Siccome ormai sei pratico lo fai da solo, seguendo le istruzioni che trovi sul sito di Lubit. Trovi tutto a questo link. E se del caso chiedi: Bit3Lux, Squittymouse e altri ancora sono sempre disponibili e loro sanno davvero tutto.
Utente: Ho capito non hai voglia o forse non sai farlo…
Juhan: No è che ci sono ancora un paio di cose urgenti, così faccio contento A. Intanto apriamo la nostra presentazione.

3Ne ho scaricata una grossa dal web, per controllare che funzioni tutto, transizioni, animazioni e quant’altro

2Utente: Fisica, pallosissima!Ancora peggio della mate…
Juhan: Sì, proprio quella. E adesso attenzione. Come vedi abbiamo la presentazione che occupa tutto lo schermo. Il mio amico A. quando fa queste cose riesce a inserirci in mezzo altri programmi, simulazioni, applicazioni, tutto. Ma dipende dal sistema operativo, funziona solo con Windows ed è rischioso, se la presentazione non l’hai fatta tu potresti lanciare un virus…
Utente: E allora niente, non si può…
Juhan: Certo che si può. Basta usare la combinazione di tasti Control+Alt+Freccia-destra e sei sul desktop2, libero e a tua completa disposizione. Quando poi finisci con Control+Alt+Freccia-sinistra torni alla tua presentazione.

8Uternte: OK, bello. Adesso inseriamo Libre Office nel Menu?
Juhan: No, quello è il compito a casa. E attenzione che la prossima volta interrogo. Non solo su quello, devi impratichirti del sito di Lubit, ci sono tutte le informazioni che ti servono.
Nel frattempo mi sento un po’ di buona musica, quella di una volta 😀

musicaUtente: Palloso anche per la musica!

Aggiornameto: naturalmente c’è chi è mooolto più bravo di me, qui c’è il video per LibreOffice, installazione, menu e quant’altro. Bravo Paolo!

Lubit 3 – Documenti, fogli di calcolo e presentazioni

Continuano le lezioni dell’aspirante prof. Juhan con il volenteroso Utente in procinto di passare a Lubit.

iconsJuhan: Oggi vediamo come fare a scrivere documenti belli, come le tue tesine.
Utente: Io per quelli uso Word.
Juhan: Proprio quello che continuerai a usare, solo che invece di quello on€ro$o di M$ usi AbiWord, lo trovi nel menu PAV:

o0
Proviamolo con un documento di M$Word che ho scaricato dal web,

o1
e anche

o2
Come vedi funziona esattamente come quello là on€ro$o.

o3
E poi quando salvi puoi scegliere tra N-mila formati, usa quelli sensati (odt, doc, docx) ma ci sono anche quelli nerd ps, LaTeX, PDF, …

Utente: Ok, e per le tabelle, io uso Excel…
Juhan: Per quelle c’è Gnumeric (per i geek la G è quasi muta o, in alternativa, non fa dittonogo con la N, tipo gh-n). Ecco un esempio:

o4
Anche qui, se devi essere compatibile con chi usa Windows salvi nei formati vecchi ma ti consiglio ods.

o5
Utente: E per le presentazioni, sai che fanno pheego, inoltre eviti di dover scrivere per bene tutto quanto e lo racconti mentre la gente guarda le slide…
Juhan: Ecco, questo attualmente non c’è, ma possiamo installare Impress. Prossimamente…