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I cookies, la legge e una confessione

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OK, c’è questa legge, devi mettere banner con pulsante e spiegazione dettagliata che ti tracciano, ti spiano e altro ancora. Non certo io che al massimo guardo il numero delle visite di chi passa di qui ma solo per stupirmi ogni volta di trovare 120-200 visite di pagine al giorno per roba che scrivo per passare il tempo. Se poi WordPress spia non dovrebbe essere lui a essere considerato responsabile.
Che poi cosa ci trovano? È così importante sapere che il Lisp non acchiappa, Python appena un po’, la rassegna settimanale di link non credo riveli segreti segretissimi.

Tempo fa la presidente della Camera dei Deputati insisteva su Internet come diritto inalienabile (o quasi non solo nel ramo). Non è che siamo tornati a quando c’era lui?

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Ecco, io non ho ancora capito cosa devo fare, per quel che ho visto non ne sono capace.
Se verrò condannato chiederò di essere affidato ai servizi sociali (sono vecchio) come Silvio. Anche per più tempo. Per adesso resta tutto così.

Contro VisiCalc e derivati – I

sed-awkPrima ancora di cominciare due comunicazioni urgenti:

E poi anche se è un rant o una lamentela piagnucolosa sono io che sbaglio. The show must ‘ndé nans! nèh. 😉

Allora vi racconto una storia tragica, o comica, o –OK, mia.

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Una mia carissima amica mi chiede di prendere i dati in colonna A e da questi estrarre le tre sottostringhe, quelle delle colonne B, C e D. Fatto, non è stato difficile, Excel –o affini, io ho usato Calc il modulo di Libre Office– ha in se un linguaggio di programmazione che si può usare.
Tutto sta a capacitarsi che invece di if devi scrivere SE e VAL.ERRORE e STRINGA.ESTRAI e simili. E poi fare riferimento alla celle. Fatta una riga poi copincolli e fatto. Quasi.
La mia soluzione (non ci ho messo molto, anzi) è quella in figura. Non si vede ma le colonne dalla B alla G sono tutte formule. Ecco, la pecca è che io mi sono preso la libertà di memorizzare i risultati intermedi nelle colonne E, F e G.
Ma sapete, ormai la programmazione funzionale colpisce anche dove non te lo aspetteresti! Anche i discendenti di VisiCalc!

Si può, certo che si può. Solo che a me viene male solo a pensarci. Ci ho provato per un po’, salvando continuamente lo step a cui ero arrivato e che stavo per distruggere (sono maldestro come pochi, davvero).

Poi ho finito per rinunciarci. Tre colonne in più non sono la fine del foglio! O forse sì ma è una cosa che davvero non ce la faccio. M’impappino con i SE VAL… e appena tenti di scrivere il valore di una cella ti mette a tradimento una coppia di parentesi che manco fossimo in Lisp. E anche a scrivere la formula in un editor normale e poi pastarla nella cella –insomma non ci sono riuscito 👿

E in tutto questo tempo non potevo non pensare a come si sarebbe fatto una volta. Io probabilmente avrei usato AWK, ma forse invece sed. O qualcos’altro.
La prima volta che proposi al mio capo, molto tempo fa, nello scorso millennio, di usare AWK ricordo perfettamente cosa mi disse: “No, funzionerebbe, se funzionasse, solo con Unix“.

OK, ho promesso di non lamentarmi e non lo farò. Ma dovete ammettere che il file di testo con i codici sarebbe molto più piccolo e maneggevole, che lo script sarebbe di poche righe e che…
OK, largo ai giovani :mrgreen:

Il blog e lamentazioni sullo stesso

Questo post non è da leggere; serve a me per piagnucolare un po’ dare la colpa a tutto l’Universo Mondo –oltre che a me stesso– per tutta una serie di cose che non vanno come dovrebbero.

Leibniz_HannoverDa un po’ ormai mi sono reso conto che dopo qualche ora non capisco più quello che sto facendo. Che non sono multitasking (nonostante i tentativi) lo so da sempre. Conseguenza: sono sempre più in ritardo.
Mi dico devo fare questo e quello; prendo appunti, salvo URLs e poi: panico! :mrgreen:

Ci sono cose in sospeso da tempo, lo so, vorrei riprenderle, chissà…
Vorrei (credo di averlo detto anche all’interessato) seguire molto meglio il corso di modern C++ di Michele Adduci, commentarlo, ampliare parti che possono sembrare meno evidenti per i niubbi come me ma niente.

Ci sono falsi allarmi, come quello in cui sono incappato recentemente: non essendo tecnologicamente aggiornato sono stato indotto a verificare come vengono viste le pagine web sugli smartphones. Mi avevano detto che ci sono problemi con i miei blog (questo e il Tamburo). Beh, non è come pensavo.

C’è Ubuntu che fa le bizze: per qualche tempo mi compariva un messaggio d’errore misterioso, era la stampante ma ho dovuto scoprirlo da solo; a volte salta fuori un warning dovuto alla rete locale (c’è Windows e altro anche peggio (se possibile)).

L’esame del Common Lisp che sto portando avanti nei ritagli di tempo voglio davvero farlo. E lo faccio a modo mio, scrivo tutti i tentativi che faccio, anche quelli non coronati da successo. Tento di usare il Software Center anche se spesso ci sono incompatibilità di versione. Questo è un problema più generale: dover reinstallare tutto ogni sei mesi; davvero sono necessarie due versioni all’anno?

Ormai sono fuori dal mondo del lavoro, faccio cose ma per diletto. E anche lì ci sarebbe da dire, prendi Matlab. Ci sono alternative. Recentemente un mio contatto di quelli über mi suggeriva Scilab. Uh, ne ho parlato, tanto tempo fa, qui il primo post.
Una googlata e trovo The best Matlab alternative (3).
C’è anche Python con SciPy/NumPy. E altro ancora. Una soddisfazione per me; ma solo mia personale, nèh 😉

Adesso vi dico tutto fino in fondo: lo sapete che a volte (troppo spesso) mi tocca lavorare con Windoze (otto-punto-qualcosa, sette ma anche ics-pi-riveduto-e-corretto).
Gottfried Wilhelm, non hai capito niente, nada, zilch :mrgreen:

Ah! ‘na rob’ancora: mi riservo di cancellare commenti compassionevoli; non prendetevela se del caso.

Disastri XPocalyptici

zombies_aheadAncora un po’ e mi viene lo s-cioppone! E sarebbe la fine del blog. Ma adesso mi calmo e vi racconto tutto per bene, anche se comincio dalla fine.
Ieri sera mi trovo questo post: Windows 10: The biggest problems, gripes, and missing features so far che ha completato una giornata disastrosa.

Un memo per me e per tutti: Extreme Tech non sempre è affidabile, forse neanche questa volta. Un milione di installazioni della preview di Windows 10, due terzi delle quali non in virtual machine. Mah, coraggiosi, o peggio. Imho.
L’articolo poi suddivide gli utenti tra light e heavy; come fa? Microsoft controlla? o è una supposizione? o un tirare a indovinare?
Poi prosegue con un elenco di lamentele, qualcuna davvero come dire –lo s-ciupun, non lo dico.

Per quel che mi riguarda la realtà è un po’ diversa: parecchi continuano a usare XP e davvero non ho capito perché questo blocco al 2001 e perché Microsoft li abbia abbandonati. Altri sono passati a Sette, saltando Vista e ignorando Otto-punto-qualcosa.
Ma non tutti. Chi compra un PC nuovo spesso non può scegliere. Anzi Windows 8 viene messo come se fosse una chicca. Tanto poi in qualche modo le cose si aggiustano.

Più grave (spero sia una cosa che è capitata di sentire solo a me) sul nuovo portatile manca Office! M$Office non fa parte del sistema operativo, devi comprarlo a parte. Sì, avresti dovuto anche sul vecchio PC. Non l’hai fatto? o non te lo ricordi o —ahemmm, lo s-ciupun.
Va a finire che l’amico nerd (conosciuto come tecnologico) ti installa Libre Office, cosa commendevole. Ma saltano comunque fuori problemi di compatibilità con i vecchi superstiti con Office Anteguerra e con i nuovi e con chi si dimentica di salvare come si deve (o dovrebbe). Non parlo dei font sempre per via dello s-ciupun. E neanche di PowerPoint.
Excel: è una delle divinità più seguite e crudeli, quante vittime!

C’è di peggio: i virus. Spesso sulla macchina nuova c’è un antivurus in prova che scade troppo presto e allora minacce tipo “lo sai che sei a rischio di cose molto più brutte di quanto tu riesca a immaginare?”. Se chiudi la finestra ne appare un’altra con “io ti ho avvisato, nèh!”.
Pare che la stessa cosa capiti se non c’è nessun antivirus, ma non ho indagato. È comunque normale chiudere qualche finestra minacciosa a ogni boot, lentissimo. Come pure lo spegnimento.

Ecco adesso dovrei raccontarvi dei video ma c’è lo s-cioppone in agguato. Magari un’altra volta.
funny-pictures-cat-sees-many-zombies-from-window-jpgInvece, anche oggi è già stato ritwittato: Why Everyone Hates Go.
A Nate Finch autore del post, Go piace. A me anche. A altri no e si lamentano che non è sexy. Secondo me lo fanno apposta per farmi inkatsare nero. E ci stanno riuscendo.

Insomma ieri una giornata no. Oggi non mi muovo di casa, non vorrei mai che, sapete tra due giorni c’è venerdì 17.

Il PC è superato?

1 the perfect deviceNo, non è come sembra. Qualcosa di completamente e totalmente differente, leggete e mi darete ragione.
Forse; o forse mi direte dove sbaglio e mi corrigerete (cit.).
Prima però una premessa: in questi giorni (e durerà ancora un po’) sono alle prese con cose non bloggabili, noiose ma che vanno fatte (ho detto che le avrei fatte e devo farle) per cui niente post impegnativi. Ancora, certe cose iniziate ho trovato che mi dice “lo sto facendo io” e allora sono in stand-by; poi vedremo.

Ma una cosa devo proprio dirla, non è uno sfogo, anzi se qualcuno mi da una dritta benvenuto e grazie fin d’ora.
Sto cambiando PC, quello attuale, quello da cui sto scrivendo questo post sta morendo. È vecchio ma andrebbe ancora bene se non che… sapete gli acciacchi dell’età. E lo sostituirò prestissimo con un altro desktop molto simile a lui, un’evoluzione dello stesso concetto. Siccome sono (quasi) sempre a casa un portatile non è competitivo, mi piace la testiera come una volta, le casse come adesso (sì, sono vecchio anche come gusti musicali) e anche il monitor (ma terrò quello attuale). Forse l’ho detto troppo in giro. Non che non voglia sentire consigli, anzi, benvenuti. Ma entro certi limiti.
C’è chi ha abbandonato il ‘puter come lo conosciamo dagli anni ’80! Sostituito da smartphone, tablet, aggeggi vari di cui manco so il nome. Ma è possibile? Metti che devo scrivere un documento che se viene stampato (e prima o poi verrà stampato, se non viene considerato privo di senso cancellato subito) occupi un paio di pagine, magari accompagnato da qualche grafico o immagine o tabella ecco il mio device ultra-nuovo diventa scomodo. Non ce la faccio a usare solo i pollici per scrivere (sì, li ho opponibili, che credete, ma mi servono più dita, almeno sei). E quando scrivo prendo pezzi li sposto, torno sui miei passi cambio una parola, correggo un errore d’ortografia (sì, poi il risultato è quello che è ma lo faccio davvero; dovreste vedere la prima stesura e inorridirete!).
E poi se fai qualcosa di programmazione (anche semplice, io sono un pythonista, tendenzialmente) spesso serve una finestra del browser web aperta, la memoria è quella che è (la mia, non quella del ‘puter). E serve anche la finestra del terminale, quella che una volta era tutto quello che il computer, usato in time-sharing, era tutto quello che vedevi.
Ecco, altro punto di discussione: io sono per Linux. E non mi sembra che il sistema operativo del nuovo mezzo sia già pronto. E anche se poi quello che faccio va a finire su Windows (spesso ancora con il defunto XP) non cambio, non ce la farei. E no, non credo sia giustificato e degno di attenzione l’entusiasmo continuato dei fanboy di quelli là.

Sbaglio? Dove?

Evoluzione – uno sfogo

cOK, questo post non credo interessi nessuno ma devo scriverlo, per me.
Partiamo dall’exhibit A, la copertina del libro dell’immagine qui sopra. Terza ristampa dell’edizione Ballantine Book del 1983. La storia originale è del 1952 (uh, come me!). La citazione di cui agli exhibit B e C (sotto) è del 1982 (uh! quando io ero ormai addentro ai ‘puter, avevo già messo le mani su parecchi, anche dentro, allora si saldava, i cavi te li facevi da solo).
Non parlerò del libro, che sto ancora leggendo, sono all’incirca a metà, è noioso, scontato e potrebbe benissimo essere ambientato nell’Inghilterra medievale. O da noi sempre in quell’epoca. Quello che ha destato la mia attenzione è una premessa, pubblicata originariamente a parte con il titolo The Story Behind the Foundation, 1982.

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Asimov racconta come si sia trovato a riprendere la Trilogia Galattica, una cosa interrotta da parecchi anni e come sia riuscito perché lui è bravo e lo sa e ce lo dice, spesso. Di tutto questo non c’interessa, è lo sfondo, l’ambientazione. L’unica frase (sentence direbbe lui) che mi ha portato a scrivere quanto sopra è

I could also take advantage of electronic computers, which had not been invented until I was half through with the series.

Ecco i computer elettronici. Sì allora bisognava precisare, prendi Olivetti dove si puntava ancora sulle calcolatrici meccaniche (sarebbe bello che qualcuno ce le raccontasse, c’è ancora chi –ne conosco anch’io– ci trafficava). Anzi da noi si usava abitualmente cervello elettronico, davvero. Io invece usavo calcolatore, come i miei colleghi e quest’abitudine un po’ m’è rimasta, a volte mi sfugge.

Asimov nell’82 di computer (elettronici) doveva già averne visti tanti, provo a elencarli:

  • 0 : precursori, grandissimi assemblati à la Archimede Pitagorico, sperimetali, tutti modelli unici, non in commercio; programmati spostando spinotti e interruttori (poi, in seguito, mica subito);
  • 1 : grandi come i precedenti ma prodotti in serie e dati in affitto; IBM ma anche altri; i nuovi si programmano con le schede perforate (la parola Hollerith ricorda ancora qualcosa a qualcuno?); niente sistema operativo, fai girare il job e poi resetti spegnendo la macchina;
  • 2 : dai, si migliora, c’è un linguaggio (uno per ogni modello) assembler (si dovrebbe dire assembly) quasi leggibile dagli umani; parole nuove come jumpare si uniscono alle vecchie (svicciare);
  • 3 : il Fortran (anzi FORTRAN) per le cose serie (scientifiche) e il Cobol (probabilmente COBOL) per i gestionali;
  • 4 : nasce come i funghi tutta una nuova categoria, più piccola, tanto piccola da essere chiamati mini (sono comunque armadi); qualcuno diventa famoso come sigla, come il PDP, e ci sono anch’io, con il Prime.

Come si vede era già una storia lunga, ricca di colpi di scena. Ogni ditta aveva il suo sistema operativo, tranne IBM che ne aveva uno per ogni modello. Sì, c’era già Unix ma non ancora popolare. E subito dopo ci sarebbero stati i PC, personal computer.
Anche lì tanti, incompatibili. Per esempio l’Apple II (il primo Apple), l’Olivetti M 20, il Commodor (16, 64, 128) e il fratellino Vic 20, gli HP, cari, usati dai professionisti, il Sinclair (e affini), il Texas Instrument di cui non ricordo la sigla che avendo aspettato troppo non sono riuscito a comprare, ho preso il PC IBM (compatibile, allora si diceva assemblato). Ecco l’IBM è quello che ha vinto, soppiantando tutti gli altri.
E poi è nato il MacIntosh (sì, inizialmente si chiamava così) mentre noi vecchi (ero già vecchio allora) scoprivamo le workstation Apollo, Sun, Vax, HP.
Ma i PC, quelli che usavano i programmi Microsoft erano diventati pervasini, con l’arrivo di Windows poi la storia sembrava finita lì.
Invece no, altre cose come Linux di Linus Torvalds, e poi un’altra rivoluzione.
I telefoni, cioè no gli iPhone e aiFon e simili, gli smartphones.
E lì io ho detto basta: sono troppo vecchio. Della lista di Asimov io ho vissuto solo il punto 4. Poi tutti i successivi tranne l’ultimo.
E per le immagini sopra le ho acquisite da una stampante tuttofare che non c’è nemmeno bisogno di collegare al ‘puter, salva su drive USB. fai tutto senza vedere il risultato e ti devi fidare.

E mica finisce qui. Per esempio adesso gli smartphone si dividono in poche categorie (Android, Apple iOS, Windows, altri minori) che probabilmente si espanderanno su altri dispositivi (tablet, cose che non so nemmeno come si chiamano). Roba che sostituirà (quasi completamente) il ‘puter. O almeno lo trasformerà in modo impensabile. E nasceranno nuovi sistemi operativi che faranno sembrare preistorici quelli di adesso (sì, anche Lubit). Nei giorni scorsi anche la tele ha detto che hanno riscoperto le valvole termoioniche, quelle che si usavano per la radio quando io ero piccolo. OK, quelle nuove sono mooolto più piccole, completamente diverse, c’è solo l’idea di quelle di allora.
Ma anche lì mica finisce qui. Anzi, come si diceva nel ’68 ce n’est qu’un début.
Per contro pochi giorni fa ho scoperto che i ragazzi del liceo, peraltro bravi, non sanno cos’è un file di testo e lo aprono con Abiword.

WWDC2014

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Avevo pensato a un altro titolo –WWffanBeppe!– ma forse è troppo presto.
Mi sembra che WWDC2014 non abbia mandato nel solito delirio mistico i devoti fanboys. O no?
Non ho seguito l’evento, il collegamento è quello che è e se i giovani chattano è comatoso. Però questa mattina, evitando i Testimoni dell’Apple, si trovano considerazioni quantomeno tranquille.
Vero che sul sito di Apple troviamo un lancio che neanche i pakki della Rai:
8 – Huge for developers. Massive for everyone else.

Però…
“Apple hopes to compete with the likes of Dropbox and Google Drive”, dice Slashdot, di solito bene informato.
La Repubblica è da sempre un covo di fedeli: Apple, è un festival software. Così cambiano Mac, iPhone e iPad

Svolta verso la “vita digitale” alla WWDC 2014, 25esima edizione. Sistemi più integrati mobile e computer, e tra la tecnologia personale e il mondo reale. Nuovi OSX e iOS8, arrivano in autunno. Chiamate e sms anche dai computer della Mela. Cook: “Celebriamo gli sviluppatori”.

RaiNews24 è quasi sulla stressa lunghezza d’onda: Apple porta telefonate e sms sul Mac.
Si potrà telefonare, d’ho! direbbe Homer.
Molto meglio, al solito, Massimo Mantellini. È un fedelissimo anche lui ma di quelli raziocinanti: Quicktype, due errori al prezzo di uno.

La novità pare un’altra: Swift. E la cosa è stata preparata bene, per esempio LtU: Apple Introduces Swift.

Apple today announced a new programming language for their next version of Mac OS X and iOS called Swift.

C’è il link alla guida a linguaggio, commenti. È uno dei miei blog preferiti, anche se spesso parla di cose che —ahemmm

Per finire Twitter, luogo dove uno, anzi tanti, si sentono liberi di esprimere fino in fondo quello che pensano davvero. Ecco un paio di cinguettii.

Superare l’XPocalypse

Ok, è solo uno sfogo che potete anche non leggere. Davvero, niente di che. Ma devo postarlo che poi dopo mi sentirò meglio, davvero, forse 🙄

xpocUltimamente sono impegrato in una missione con risultati non tanto eclatanti, anzi…
Anzi ancora meno, adesso vi racconto.
Intanto dovete ricordare che sono vecchio (al Poli quando ho cominciato si usavano ancora le schede perforate, l’unica interazione con il calcolatore computer era con la perforatrice), che vivo in una zona depressa della West Padagna dove prosperano i maiali non la tecnologia e poi sono anche parecchio diversamente smart di mio.
Tutto ciò premesso salta fuori la storia della fine del supporto di Windows XP e la necessità di fare qualcosa, prima o poi.
Eccomi! Anche se davvero, non so cosa possiate aspettarmi da me. Ce la metto tutta ma…

Dunque, vediamo: cosa fate con il ‘puter;

  • navigare sul web, Facebook, Instagram, YouTube, …;
  • scrivere docmenti con word, compilare tabelle con Excel, montare presentazioni con PowerPoint;
  • modificare immagini acquisite con lo smartphone o ma fotocamera digitale usando Photoshop;
  • altro, specificare.

OK, per tutto questo l’ideale è Windows XP, since October 25, 2001. Però, facciamo mente locale, siamo nel 2014, tredici anni dopo. Nel frattempo Micro$oft ha cannato tutto? Davvero? Per esempio Sette mi dicono non è così male, conosco gente che lo usa quotidianamente per tutte le cose elencate sopra.

Ma non c’è solo Windows, anzi c’è tutto un mondo là fuori!
Io per esempio sono (nel mio piccolo, nèh!) un evangelista Linux.
Linux ha –secondo me– parecchi vantaggi: avete a disposizione tutto quello elencato nela lista precedente, in parecchi casi con gli stessi strumenti (i browser per esempio) o equivalenti non onerosi (LibreOffice in alternativa a M$Office, Gimp in alternativa a Photoshop). E tante altre cose, di solito liberamente scaricabili e installabili gratuitamente. Per contro siamo proprio sicuri che i vostri Office e Photoshop non siano piratati. Non m’interessa più di tanto l’aspetto morale e legale della questione, siamo il paese dei berlüsca, ma comunque, in fondo in fondo –pensateci.

Resta il quarto punto, i programmi particolari che funzionano solo con XP. Qui il problema è decisamente più grave e una soluzione generale non c’è (o almeno io non ce l’ho, se qualcuno sa me lo dica). Vedi il caso di programmi come AutoCAD o Matlab, meriterebbero un lungo discorso a parte (e comunque non riguarda solo XP).

Però, mi domando, possibile che qualcosa di importante sia a disposizione solo per XP? In tredici anni a nessuno è venuto in mente di portarlo sulle altre piattaforme? C’è un überkolossale gomblotto contro il mondo intero? Dai, magari quel prodotto ha solo un nome diverso, si è evoluto e non ha più la stessa interfaccia ma fatevi un giro e, ci scommetto, lo trovate, anche più di uno.

Ecco, l’interfaccia: il pulsante Start per esempio. Io sto raccontando di Lubit una distro Linux che il pulsante Start ce l’ha eccome, sempre sotto il mouse anche se non visibile. Ma ci sono ovviamente differenze da XP. E per Linux l’interfaccia grafica non è il cuore del ‘puter, e se non vi piace com’è cambiate distro.
Ma anche questa non è una novità: prendete lo smatphone, il tablet, il –quello che volete tra gli aggeggi che ci sono adesso– e vi trovate un’interfaccia diversa da quella di XP. E l’avete interiorizzata e funziona. Tra le mie giovani conoscenze c’è chi usa solo l’aiFon per ciattare, fèissbukkare, whatsappare e simili. Qualcuno il ‘puter normale lo usa per lavoro, altri hanno visto che non è poi così indispensabile.

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Com’era bello quando c’era il fax!

Finisco con un aneddoto personale, riguarda gente che non posso nominare ma con cui vivo, i miei fratelli.
Allevano maiali. Anticamente quando si vendevano veniva il veterinario dell’ASL, visitava i maiali, compilava i documenti necessari, li timbrava e firmava; troppo oneroso, l’ASL competente è a Chieri, 30 km di distanza, minimo un’ora tra andata e ritorno, semplificare per ridurre i costi.
Si è passati ai documenti prodotti dall’allevatore, tanto il controllo viene fatto da chi macella, molto più interessato dalla bontà della merce. Questi documenti vengono inviati all’ASL con il fax, niente più viaggi costosi, niente più perdite di tempo.
Ma un brutto giorno (durato anni in realtà) il fax entra in un’epoca di decadenza: non si trova più l’inchiostro, da noi si usa solo per inviare e non più per ricevere, tanto ci sono gli SMS.
Poi anche a Chieri cominciano a pensare a e-mail e allegati, non è facile, non riescono a stampare, a volte vengono troppo grossi, su più pagine da scocciare, a volte piccolissimi. Poi qualcuno dei giovani fa il corso…
E oggi ormai è fatto tutto con il ‘puter; si usa ancora dire “ti faccio un fax” ma sta per “ti faccio un allegato”. Ecco ha vinto l’allegato. Non è che mio fratello sia padrone di tutta questa tecnologia ma c’è la moglie. Che, se del caso, chiede aiuto alle figlie. E le esclamazioni “ah! com’era più facile quando c’era il fax” sono come il rimpianto alla mitica età dell’oro.

O devo ricordarvi questo? Non vale solo per la programmazione, ovviamente.
No, vero?

La Capra e lo Scorpione

14.04

Rant senza troppo senso per le cose personali ma importante per l’annuncio dell’uscita di Lubit 3 – Scorpion.

Ne hanno parlato tanti, un paio di post che mi sono piaciuti:

Qui c’è la ISO, io l’ho scaricata e quanto prima lo installo, poi relazionerò: Download – Lubit 3.

Perché sono un tantino più indaffarato del solito, ecco cosa mi sta capitando.
Ieri mattina presto pubblico il post del compleanno di Ok, panico, preparato il giorno prima perché ieri doveva essere giornata di debug, dove io faccio il manovale scrutatore dicendo sì ogni tanto.

Poi è andato tutto diversamente, ci sono stati contrattempi, debug rimandato e mi sono trovato libero ancora in mattinata. Allora, mi son detto, installo la nuova versione di Ubuntu, la 14.04 Trusty Tahr, capra himalayana affidabile. Anche perché ultimamente avevo fatto qualche pasticcio e Super Silvio Saucy Salamander era esoso di risorse (siccome la cosa capita anche a un altro ‘puter su cui ho messo le mani non vorrei che fosse colpa mia, da verificare con il procedere delle personalizzazioni).

Tutto ok! Quasi. L’installazione è stata rapida e tranquilla. A parte il fatto che ho scoperto di avere parecchi dati da copiare. Devo fare pulizia, togliere film che non vedrò mai, anche i file musicali e tutto il materiale che si accumula perché mi dico “poi lo vedo”.
Ecco questo è il primo problema: devo essere più metodico, certe cose non riuscirò a farle e parlarne sul blog. Prendi Emacs, sì, potrei usarlo ma per quello che faccio è troppo: bastano Gedit, Geany e simili, più piccoli e immediati (anche se molto meno potenti). Oppure i PDF su linguaggi di programmazione che non avrò mai occasione di usare (diverso il caso di Hy ma quello è il divertimento).
Finita l’istallazione comincia la fase più panicante, per me: le personalizzazioni.
Perché sono maniaco, ho perso ore per togliere 3 icone sul desktop, Tweak e simili non funzionavano e continuavo a googlare (ho anche lanciato tweet disperati). Niente da fare. Anche questa mattina all’accensione. Poi 60 MB (decimali, dai sono più comodi) di aggiornamenti, riavvio e le icone non ci sono più. Un bug, ormai queste cose dovrei saperle, una volta si diceva di stare alla larga dai numeri semplici di versione del Sistema Operativo, adesso si dovrebbe aspettare un po’ di più per le cose nuove.
Firefox è ok, ho reinstallato le solite estensioni (senza Adblock sembra di essere su Canale 5 o Rai1) ma ho scoperto che non posso commentare sui blog di Blogspot (Google). Errore mio, probabilmente, dovrei cercare qualche settaggio nascosto ma per adesso sbuffo e basta. Idem la segnalazione delle mail in arrivo, per me importantissime.
Ma peggio di tutti Nautilus, il file manager. Io sono abituato alla modalità albero e dettagli e niente. Ho cercato alternative, sono su Nemo ma non ci siamo. Insomma panico!
Insomma ci sarà da pasticciare per i prossimi giorni.

scorpione

Ma nel frattempo c’è Lubit. Chissà se oggi riesco a installarlo. Il DVD è pronto, adesso devo uscire ma appena torno…

Sfogo principalmente contro certi blogger, ma non solo

rantC’è questo post di questo tizio che con una quarantina di righe in Python…
Io sono pollo, ci casco spesso. Troppo spesso.
L’ultima volta è successo molto recentemente, e erano davvero 40 righe di codice Python. C’era da installare un paio di moduli, ma con il Sofware Center di Ubuntu non è un problema, anzi, tutto liscio nonostante la lunga spiegazione di come fare per Debian e derivate sul sito di uno dei moduli. Ecco primo problema: documentazione non aggiornata, il package funziona ma nessuno ha trovato il tempo di aggiornare quella pagina, diciamo negli ultimi 3 anni.
OK, provo a eseguire, funziona, subito tutto. Però come si fa a uscire? La finestra non ha la barra del titolo (si può rimuovere ed è stata rimossa, il tutto nelle famose 40 righe scarse, commenti compresi). Prima di ricorrere a metodi brutali mi accorgo che la finestra è ridimensionabile, allargo e il “quit” è lì, anzi ce ne sono due: quit e save+quit. Torno a leggere il codice e vedo che i due bottoni pulsanti rispondono allo stesso messaggio, dai in 40 righe cosa pretendi?
Si può sempre leggere con attenzione il post, tutto è partito di lì e il mio amico si è convinto che fosse una cosa bella leggendo quello. Nuova delusione, non c’è nessuna dritta su come funzioni lo script, che ha –mi accorgo ora– anche un nome inappropriato, programmatico ma arbitrario. E andando avanti e leggendo fino in fondo trovi che sì, ci sta lavorando ancora anzi è solo all’inizio ma vuole farci vedere quel package…

chicken_of_doomPollo! Se leggevo tutto prima di cominciare a trafficare… E non è neanche la prima volta che mi capita! E continuo a cascarci! 👿

Poteva anche andare peggio: questa volta era in Python ma capita che mi chiedano per Ruby, Lua o peggio. Se conosco già il linguaggio OK, altrimenti no, dafinitivamente no. A meno che sia una cosa che m’interessa, vedi Octave. Ecco Octave poi è risultato che non poteva fare quello che si voleva e si è passati all’equivalente proprietario e oneroso, Matlab. Ma mi piaceva e sono contento di averlo visto. Un caso simile è quello di Gnuplot: l’ho scovato io, l’ho proposto e implementato diversi script (molto simili tra loro e per di più quasi interamente copiati online), funzionano ma non piace, per la sua sintassi inusuale e con Windows c’è qualche problemino di gestione.
Altre volte mi son sentito dire: vediamo questo che si potrebbe usare per… E poi invece si blocca tutto e non se ne parla più (non faccio nomi perché non ho ancora metabolizzato completamente la cosa, ma ci sono le tracce nel blog).
Cose che a me piacciono invece sono giudicate improponibili (newLISP, p.es). Ma queste le seguo indipendentemente dal possibile uso, per esempio c’è Paul Tagliamonte (Paultag) con Hy, usare Python con la sintassi del Lisp, quasi come Rich Hickey ha fatto con Java e JVM.

Per finire (rant lungo e generalizzato oggi, ma poi mi passa –forse) i blogger: non sempre sono affidabili, anzi diffidarne, spesso.
C’è chi parte con un’idea che poi cambia completamente, che faccio? lo abbandono? e se si trattasse solo di una cosa temporanea?
C’è chi si fa un blog dove pubblica cose di quando era ancora a scuola, intriganti, lo segui; ma poi smette, improvvisamente: ha trovato lavoro e non ha più tempo o voglia. Ma in questo caso il blog ha funzionato. Bene.
E quelli che risulta che un blog ce l’hanno ma fanno un post all’anno?
E quelli che invece ci raccontano di tutto, anche quando oggettivamente la cosa non interesserebbe nemmeno alla loro mamma. Se leggesse il loro blog.
E –mi accorgo rileggendo– chi fa post come questo. Meglio che chiudo qui, non leggetelo, è solo uno sfogo contro l’universo mondo (cit.).

Ah! OT, ma cercando un immagine ho ritrovato un mio vecchio avatar, mio nel senso che lo usavo io, il Chicken of Doom, lo trovate @ EotL (End of the Line).