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I computers non sono più quelli di una volta

I ‘puters non sono più quelli di una volta.
E l’utente è funzione del ‘puter (non funzione nel senso di function ma nel senso che viene condizionato a fare cose indotte (o invogliate) dal ‘puter).

Ne ho già parlato, non è importante dove perché ho una soluzione migliore, definitiva (forse o comunque per adesso e in ogni caso solo per me), del problema dell’a-capo nel passaggio dei documenti di testo da Linux a Windows. Ignorando –per il momento– che i giovani ignorano i file di testo ecco la mia soluzione.
Al solito non è mia ma viene da Stack Overflow: How to convert DOS/Windows newline (CRLF) to Unix newline (\n) in bash script?

La soluzione di Jonathan Leffler 😀 funziona perfettamente 😀
Jonathan la sa lunga, la sapevate quella del $:

3.1.2.4 ANSI-C Quoting
Words of the form $’string’ are treated specially. The word expands to string, with backslash-escaped characters replaced as specified by the ANSI C standard. Backslash escape sequences, if present, are decoded as follows:
[…]
\n newline
\r carriage return

Ecco un test iniziale fatto con un mio giovane contatto windowsiano, il file scritto su Linux viene visto così nel Blocco note (Notepad):

ac0

Processato con lo script di Jonathan il documento diventa tutto OK per Blocco note:

ac1

Notare che ormai la limitazione al set di catatteri ASCII è definitivamente archiviata, Unicode dappertutto, emoji compresi 😀

Quindi prima di subito lo script wnl (windows’ newline):

#!/bin/bash
if [[ $# -eq 0 ]]; then
    echo manca il file txt
    exit 2
fi
sed $'s/$/\r/' $1 > w-$1

dopo averlo reso eseguibile con chmod +x wnl conviene spostarlo in ~/bin in modo da poterlo eseguire da qualunque directory.
OK, caso chiuso 😀

Però… 👿
Il giovane potrebbe chiedere “perché ti ostini a usare quella roba?”. Loro sono abituati al documento tipo Word (uso i nomi di M$Office anche se i nuovi adesso usano –finalmente– LibreOffice) che oltretutto è già formattato come si deve (o almeno come sperano). Già per me non esiste neretto, corsivo, dimensione del carattere e compagnia.
I giovani in oggetto la sanno lunga: a me è arrivata la dritta “mandami il tuo testo in una mail, non un allegato, il testo nella mail”. Anche se non sanno che le mie mail sono di solito sempre senza evidenziazioni di sorta, proprio come si usava una volta.

I miei fraintendimenti con il giovane mica finiscono qui, anzi!
“Quant’è grosso il tuo documento?”. Detesto la versione “quanto pesa” che di solito usano solo quelli dell’esosa MelaMorsicata. Dovevo produrre almeno una pagina di testo di Word-equivalente formattato normalmente.
Ahemmm… si, a sentimento ci sono ma –come dire– io uso altri sistemi di misura.

wc-t

wc –word count– scrive il numero di linee, parole e caratteri. Con l’opzione –c restituisce solo il numero di caratteri (e si vede che nei due files varia di 6, tante quante sono le linee).
Con Windows è tutt’un altra cosa!

we

ci sono skifetse, ci interessano solo i files t e td, che vengono indicati con una dimensione di 1KB. È ovviamente un valore approssimato, per saperne di più bisogna ricorrere a Prompt dei comandi (via cerca cmd), navigare (o arrimpicarsi visto che si parla di alberi delle directories) per giungere dove i files si trovano e eseguire il comando dir:

dir

dove finalmente i numeri tornano.

Ma, dice il mio interlocutore: “il comando wc funziona solo per i txt” (loro chiamano così i misteriosi files di testo, anche se l’estensione .txt non si lascia vedere quasi mai. Qui sono stato davvero un modello (mi auto-complimento per il mio auto-controllo). Ho indicato l’URL di un testo ormai un po’ vecchio ma sempre altamente consigliato, anzi lo aggiungerò al mio elenco di manuali, The Art of Unix Programming di Eric Raymond. Si parla di Unix ma vale (praticamente) tutto per Linux.

In particolare nel cap. 1, Basics of the Unix Philosophy troviamo (ma è tutto da leggere) “Write programs to handle text streams, because that is a universal interface”.
E non dimenticate (è sempre lì) la regola 6 di Rob Pike 😉

Per i windowsiani si fa diversamente. Per un file di testo facciamo click con il tasto destro sull’icona del file, e scegliamo proprietà.

wc-txt

Consideriamo un documento Word-like, ecco:

wc-w

info che ottengo per il documento aperto via Strumenti/Conteggio Parole.

Insomma due mondi completamente diversi. E qui voglio chiudere con un rimpianto relativo al bel tempo andato, ho anche un titolo.

C’era una volta il Basic

Tanti ex-giovani hanno scoperto il mondo dell’informatica attraverso il Basic. Oggi non c’è più perché il computer si usa per produrre i documenti Office richiesti dalla scuola, usare il browser (spesso quello M$, Chrome per i più evoluti) per Facebook e Wikipedia (per la scuola, ma sono finiti i tempi del copyncolla), i giochi, YouTube e niente più. Per tutto il resto c’è il telefono. Anzi i giochi si fanno lì. E si chatta e messaggia a tempo pieno.

Niente programmazione. Anche quando sarebbe gratuita e semplicissima.
Torniamo, per esempio, da dov’eravamo partiti: la dimensione dei file di testo. Lo faccio sulla mia macchina perché da noi ultimamente ci sono stati problemi gravi di virus e ci sono divieti di installare alcunché.
Un linguaggio semplice ma professionale che consiglio è Python. Eccolo all’opera nella versione interattiva:

py

Oppure un utility sexy (almeno io lo reputo tale, c’è dietro una lunga storia) che fa molto nerd ma è semplicissimo, newLISP:

nl

Ultimamente sto studiando Racket, una variante Lisp recente, über-nerd, non facilissima ma gratificante:

rkt

Si, per tutti bisogna usare il terminale, quello che per Windows si chiama Prompt dei comandi. Proprio come si faceva una volta. Anche prima che ci fossero le finestre, ve ne ho mai parlato di quando ho cominciato? 😉

E se … Windows 10

w10Un altro post estivo, risultano molto più graditi di quelli del meraviglioso Racket. Oggi racconto di un colloquio informale avvenuto la settimana scorsa, con una giovane amica che si sta laureando in una disciplina umanistica. La laureanda (candidata? così è definita nella bozza praticamente definitiva della tesi che attende solo l’esame e OK finale della relatrice) è un’amica di famiglia che a inizio anno mi aveva coinvolto, ho scritto un paio di pagine in formato ODF che poi lei ha corretto e inserito nella tesi senza nemmeno stravolgerle tanto. E voleva la conferma che fossero ancora come le avevo divisate (si dice vero?).

Nel frattempo per la stesura della tesi si è reso necessario l’acquisto di un nuovo ‘puter, anche perché l’altro è della sorella, anche lei alle prese con la tesi, questa di secondo livello (si dice vero?). Il ‘puter è particolare: un notebook piccolino, di HP, preso a un prezzo incredibilmente conveniente dal papà di un amico. Tutto OK 😀

Ah! hai messo su Windows 10!” dico io, dopo un po’; sono perspicace ma non troppo e poi con LibreOffice a pieno schermo (OK, lo schermo è piccolo e dovevo solo leggere un paio di pagine dopo aver visto le parti indicatemi, e tutto senza mouse).
Sì! tando dovrò abituarmi” è la risposta, sensata, corretta, onesta.

A dire il vero sono dell’idea che con un sistema operativo più serio il notebook sarebbe più performante ma non era il caso di passare una volta ancora per ripetitivo e monomaniaco. E poi assolutamente non in questo momento con la tesi praticamente pronta.
Anche se, per dirne una, le immagini (non fanno parte della tesi ma sono servite per la stessa) con Linux un altro OS si potrebbero gestire meglio.
Già le immagini: vengono da due fonti: una reflex digitale dalle caratteristiche impressionanti, non le dico perché non so se mi credereste e lo smartphone.
Va a finire che spesso vengono dal telefono, sono più che buone anche quelle ed è molto più pratico, ce l’hai sempre con te.

Qui la vera sorpresa: “devo cambiarlo, questo è vecchio…“, sì certo, questi aggeggi hanno un’obsolescenza accelerata, mica come me che sono sempre attuale (entro certi limiti) con 60+ anni!
E lo voglio con Windows, ormai ce l’hanno tutti così“.
Questa non la sapevo. Anzi, sarà vero? O –come spero– vale solo per il suo ecosistema?
Anche perché proprio in questi giorni …
E poi anche ‘buntu, mi dicono, promette bene; magari non adesso ma presto, chissà. E c’è anche Jolla. Si anche un altro ma non mi viene il nome, sapete la memoria 😉

Scambiare documenti con il mondo, o una piccola parte di esso

scambioPost in collaborazione con GG (spero di averlo spesso qui sul blog), lui è il responsabile della parte seria, io di quella vecchia e lamentosa 🙄
Mi capita spesso a volte di scrivere qualcosa che è solo una bozza, assolutamente non definitiva, a volte solo idee buttate giù al volo. E neanche per me.
Siccome io sono vecchio ho abitudini diverse da quelle odierne, roba d’antiquariato. Per esempio quella cosa che “everything is a file” che poi viene da pensare che tutto sia un text file e che l’editor sia centrale, sia esso ed, vi, Emacs, Gedit o altro ancora —whatever 😉
E capitano cose che voi umani sapete benissimo, provo a giustificarmi.
Per lo sfogo che segue potevo scrivere qualsiasi cosa ma abbiamo fatto di meglio: preso l’inizio di un racconto, bello, lo trovate qui.
Ho copiato l’inizio in un file di testo, come faccio di solito quando scrivo, niente M$Word o simili, solo .txt. Il bello dei file di testo è che puoi vederli nel terminale con il comando cat. No, non ho usato cat perché l’output sarebbe stato troppo lungo, ho usato head, chiedendogli di scrivere solo le prime 4 righe, ecco:

t0Tutto bene –sembra– posso passarlo al mondo. Ora il mondo usa (quasi tutto) Windows, 7, 8, 8.1 e altro ancora (qualcuno ancora XP, qualcuno anche Vista (addirittura!)).
E qui capitano i guai. Cioè si scopre che sono vecchio e superato, come adesso vi faccio vedere.
Di solito mi dimentico di mettere l’estensione .txt; poi su Windows non si vedrà e saranno dialoghi surreali, in questo caso invece era OK. Allora ecco con Blocco note (Notepad):

bnNo, decisamente no. Ma aspetta, vai in Formato e seleziona A capo automatico e, come per magia, ecco:

bn1Mmmmh, il testo c’è ma non va a capo. Oops! colpa mia che ho lasciato l‘a-capo di Unix/Linux; potevo cambiarlo ma me ne dimentico sempre. A dire il vero il Blocco note è quello che è, ci sono in giro sostituti freeware decisamente migliori ma bisogna installarli e … la solita storia. Anche perché con Windows ci sono millemila virus sempre in agguato.

E se si provasse a visualizzare questo testo nel browser, quello che usi per il Web? No, non funziona. Perché il fatto che la codifica sia UTF-8 (Unicode) non è scritta da nessuna parte, ecco cosa ottengo con firefox, con Linux:

browsere con Windows:
browLa stessa cosa con Chrome.

Ma una soluzione –relativamente semplice e indolore– c’è: il PDF. Basta stampare il documento dicendogli che la stampante è un file PDF (potrebbe essere anche un Postscript (PS) ma è cosa solo nostra) e tutto torna:

pdfQui è su Linux ma è identico con Windows. E posso selezionare i pezzi che voglio e copincollarli. E mettergli i font che mi piacciono, Juhan queste cose proprio non le capisce (no! è che non può, poi te lo spiego).

Caso risolto. Con una considerazione finale. Agli albori del Web, diciamo attorno al ’94-95 quando era una cosa nuovissima capitava di dover raccontare anche di quello.
C’erano, da noi, specie a scuola, idee diffuse non tanto belle, per esempio i frame.
Qualcuno li ricorda? Oggi sono molto rari, roba così:

framesIo ero contrarissimo. E avevo un alleato: Jakob Nielsen; anzi ero conosciuto come nilseniano.
Adesso il sito di Jakob non è più quello, si chiamava Use It, adesso è integrato in NNG, validissimo.
Ma la cosa buffa è che Jakob era assolutamente contrario ai PDF: sono un formato di stampa, non per altre cose, diceva. Ecco, non è più vero.

Un IDE per Python — PyCharm

BlogPostPicture_PyCharm4Solo una segnalazione, pare sia utile fare anche queste cose.
Anche se personalmente preferisco occuparmi di cose che –sembra– interessano solo me; prendi il post di ieri sul Lisp che finora ha accumulato 5 (cinque) visite 👿 OK, non sapete cosa vi perdete.
Dunque, tornando al dunque: c’è chi si lamenta che spesso nel mondo Linux manca un ambiente di sviluppo come si deve, tipo VisualStudio per M$Windows. In parte è vero, in parte solo colpa mia. Per me vanno benissimo Gedit (in effetti la versione 64 bit per Linux qualche bug ce l’ha; quella Windows anche), Geany (sì, c’è anche per Windows) e poco altro. Sono vecchio.
Uh! –e qui anticipo in parte la risposta all’amico itfs— mi sto scoprendo allergico anche a quelle cose troppo grosse, tipo Emacs (perdono RMS, non è come sembra, sappitelo o comunque fattene una ragione).
Quindi PyCharm, per Python. Tutto è nato da questo post, visto su Twitter (l’uccellino azzurro si dismostra sempre più indispensabile!): Announcing General Availability of PyCharm 4. Prima di subito Appena possibile sono andato sul sito, qui: The Most Intelligent Python IDE. Ho provato la versione free, Download PyCharm,  la Community Edition, OK, senza i componenti per il web, c’è per Windows. Fatto qualche piccola prova, sembra OK (in realtà ho solo assistito, su Windoze, certo non è VisualStudio ma vabeeene, dicono).

OK 😉 Adesso mi viene un dubbio: questo post riuscirà a battere il record del precedente?
Ma ho anche la risposta, anzi due: fregacazzi, direbbe Zerocalcare, chissene… dicono da queste parti. Forse 😀

Disastri XPocalyptici

zombies_aheadAncora un po’ e mi viene lo s-cioppone! E sarebbe la fine del blog. Ma adesso mi calmo e vi racconto tutto per bene, anche se comincio dalla fine.
Ieri sera mi trovo questo post: Windows 10: The biggest problems, gripes, and missing features so far che ha completato una giornata disastrosa.

Un memo per me e per tutti: Extreme Tech non sempre è affidabile, forse neanche questa volta. Un milione di installazioni della preview di Windows 10, due terzi delle quali non in virtual machine. Mah, coraggiosi, o peggio. Imho.
L’articolo poi suddivide gli utenti tra light e heavy; come fa? Microsoft controlla? o è una supposizione? o un tirare a indovinare?
Poi prosegue con un elenco di lamentele, qualcuna davvero come dire –lo s-ciupun, non lo dico.

Per quel che mi riguarda la realtà è un po’ diversa: parecchi continuano a usare XP e davvero non ho capito perché questo blocco al 2001 e perché Microsoft li abbia abbandonati. Altri sono passati a Sette, saltando Vista e ignorando Otto-punto-qualcosa.
Ma non tutti. Chi compra un PC nuovo spesso non può scegliere. Anzi Windows 8 viene messo come se fosse una chicca. Tanto poi in qualche modo le cose si aggiustano.

Più grave (spero sia una cosa che è capitata di sentire solo a me) sul nuovo portatile manca Office! M$Office non fa parte del sistema operativo, devi comprarlo a parte. Sì, avresti dovuto anche sul vecchio PC. Non l’hai fatto? o non te lo ricordi o —ahemmm, lo s-ciupun.
Va a finire che l’amico nerd (conosciuto come tecnologico) ti installa Libre Office, cosa commendevole. Ma saltano comunque fuori problemi di compatibilità con i vecchi superstiti con Office Anteguerra e con i nuovi e con chi si dimentica di salvare come si deve (o dovrebbe). Non parlo dei font sempre per via dello s-ciupun. E neanche di PowerPoint.
Excel: è una delle divinità più seguite e crudeli, quante vittime!

C’è di peggio: i virus. Spesso sulla macchina nuova c’è un antivurus in prova che scade troppo presto e allora minacce tipo “lo sai che sei a rischio di cose molto più brutte di quanto tu riesca a immaginare?”. Se chiudi la finestra ne appare un’altra con “io ti ho avvisato, nèh!”.
Pare che la stessa cosa capiti se non c’è nessun antivirus, ma non ho indagato. È comunque normale chiudere qualche finestra minacciosa a ogni boot, lentissimo. Come pure lo spegnimento.

Ecco adesso dovrei raccontarvi dei video ma c’è lo s-cioppone in agguato. Magari un’altra volta.
funny-pictures-cat-sees-many-zombies-from-window-jpgInvece, anche oggi è già stato ritwittato: Why Everyone Hates Go.
A Nate Finch autore del post, Go piace. A me anche. A altri no e si lamentano che non è sexy. Secondo me lo fanno apposta per farmi inkatsare nero. E ci stanno riuscendo.

Insomma ieri una giornata no. Oggi non mi muovo di casa, non vorrei mai che, sapete tra due giorni c’è venerdì 17.

Ancora Windows?

windows-10-logo-windows-91-640x353Personalmente io sono con Rhett Butler. Ma per quel che ho visto la mossa di Micro$oft ha avuto successo. Ieri il web è stato invaso da commenti, considerazioni, “Ohhh!“, “Ahhhh!“, “Wow!” (“Uau!“). Tanto che voglio raccontarvi di un caso controcorrente. Ma prima una mini rassegna (tendenziosa più dell’usuale).
Una cosa che si dice (ma non ritrovo l’URL) è che il 10 sarà per tutti gli aggeggi, dal telefono al server. Non ci credo. O almeno io non riesco a immaginare come potrei scrivere, pasticciare con le immagini e quant’altro senza tastiera. Esempio minimo: quando scrivo (anche questo post) mi capita continuamente di tagliare, spostarmi, incollare, su più file. Ok, lo faccio da 30+ anni, ho iniziato su Prime con un editor molto simile a ed (sì su Linux c’è ancora) e ho continuato da allora, cambiando tante volte editor, ovvio (peraltro mi manca Emacs); forse sono troppo vecchio. Ma voi ci riuscireste con i soli pollici? O regredireste a Facebook e Whatsapp? La seconda che ho detto vero?
Intanto pare che ci sia (ma non da noi) il technical preview.
Aggiornamento: provate qui.
Però se lo trovate e lo installate poi non riuscirete a tornare indietro. Buona fortuna!
Niente per adesso non c’è. E intanto continuate a usare XP (sì, parecchi sono rimasti lì), Vista (!), 7, 8, 8.1, whatever.

Ma c’è una buona notizia, adesso vi racconto. Ieri mi hanno detto che una mia ex collega è passata a Linux, Ubuntu con Unity per la precisione.
La cosa è stata più o meno così: lei usa solo un portatile (a cui attacca il mouse) perché è molto mobile. Non solo casa-ufficio ma viaggi anche esageratamente lunghi. Con il ‘puter fa quello che fanno in tanti, usa Office, il browser, legge e scrive vagonate di mail, poco altro.
Pare che a portarlo in giro il portatile non duri più di tanto. O forse non sono più come quelli di una volta. O spheega. In ogni caso il suo ha cominciato a dare errori su errori e nell’attesa di uno nuovo il sysop (si usa ancora questo termine?) dell’ufficio dove lavora le ha detto che aveva a disposizione solo un ferrovecchio, funzionante certo ma con Ubuntu. Probabilmente per disperazione, si è sempre in ritardo sulle scadenze, la sventurata rispose (cit.). Il sysop (che appena lo vedrò abbraccerò e bacerò in fronte, più volte) le ha dato qualche dritta, ha predisposto le icone giuste sulla barra delle icone (non ricordo mai come si chiama) e qualcuna (parecchie) anche sul desktop e via.
Ecco, è avvenuto il miracolo. Il portatile nuovo ha dentro ‘buntu. E non ha l’antivirus. Ed è più veloce al boot e allo spegnimento. E tutto, mi assicurano, senza effetti collaterali.
Quel sysop è davvero più bravo di me, fossero tutti come lui nessuno si porrebbe problemi circa Windows  10.
Poi c’è chi si chiede se finalmente riuscirà a gestire la spazzatura: Will Windows 10 Finally Address OS Decay?

Personalmente la penso come Rhett: “Frankly, my dear, I don’t give a damn“.
In questi casi bisogna metterlo comunque il “(cit.)“?

Proprio come la Juve

3210.
Cioè: 7, 8, 10.
Proprio come la Juve: 26, 27, 30. Adesso sono a 32 (ahemmm, 30).

Agnelli-Andrea2Ma se va tanto bene XP!” dice il mio amico Massimo; lui se l’è fatto installare anche sul portatilino (lui lo chiama sempre così, rimpiangendo che non abbia una stampantina). Ma forse non fa testo, per dire usa il telefono per telefonare.

whatsappIntanto il mondo va avanti…

SERIE A 1999/2000
Ecco le prime reazioni a caldo

Eheh. /cc @verge

Per presentare un sistema operativo devi

Windows 10: la nuova major release di Windows è ufficiale

Ahah. Desktop virtuali

delpieroMicrosoft Announces Windows 10

Windows 9 is

Historically, good versions of Windows have had odd numbers

Ma che cazzo sto un po’ via da twitter

Simo, che ormai è grande

Simo, che ormai è grande

Dopo l’XPocalypse

Sarà dura! Molto. Questo è quello che penso della diffusione di Linux, anzi di tutta l’etica FOSS. Per chi non lo sapesse non mi considero un estremista, secondo me Stallman esagera. Ma ha ragione, fondamentalmente.

robotit_flickr
Diciamo che il post di oggi devo farlo così mi passa il malumore. E poi forse racconto una cosa che non capita praticamente mai. Almeno non ho letto niente di simile.
La faccio breve: ho tentato di convertire a Linux un giovane studente (adesso, cioè appena si ricomincia, quinta superiore) che è partito con entusiasmo a fare una tesina (o si dice ricerca?) molto atipica per la scuola, troppo come vedremo.
Non racconto cosa perché è roba sua, un segreto segretissimo; forse vi rendiconterà lui, a tempo debito. Quello che gli serviva era trattare con numeri grossi, roba da Paperon de’ Paperoni. E con Linux si può, ne ho parlato diffusamente.
Ma ho esagerato, trattando cose troppo diverse dalle usuali. E allora i grandi, il papà di G. e un suo amico prof. che è anche prof. di G. hanno detto che sì, quella tesina si può finire ma forse, anzi è senz’altro meglio dedicarsi ad altro, più proficuo, cose che poi serviranno nella vita. Ora io non sono d’accordo neanche sul fatto che la scuola debba solo insegnarti quello che serve nella vita; almeno non nel senso di fare quello che fanno di lavoro papà, mamma e vicini. Altrimenti io avrei dovuto fare il contadino e adesso allevare maiali pensando che il Paradiso Terrestre esiste, qui a 30 km in direzione sud.

Insomma a scuola il ‘puter serve fino a un certo punto, ci scrivi con un programma tipo Word, fai le tabelle con un programma tipo Excel e le presentazioni con un programma tipo PowerPoint. Altre cose non servono, caso mai il browser (non IE anche se ce l’hai fin da subito, meglio Chrome, o –molto più raro– Firefox). Sì, serve per copiare dalla Wiki (come faremmo senza la Wik? (cit.)).
Ora a scuola continuano a usare XP, sperando che… Se invece conmpri un portatile nuovo Windows te lo trovi già pronto. E i più scafati o fortunati riescono ad averlo con Windows 7 invece di 8.1. Anche se una volta che ti abitui poi vedi che è lo stesso, cioè puoi fare le stesse cose. Non è detto che Office serva quello originale di Micro$oft, anche se… E lo stesso per Photoshop.

E poi, diciamocelo, se arrivate con le cose di Linux e mi chiedete qualcosa non so proprio cosa dirvi, se volete essere originali dovete essere coscienti di quello cui andate incontro.

geogebra
Per contro con Windows ci sono cose che vanno alla grande. Un esempio per tutti: GeoGebra. Vero, concordo pienamente. Volendo c’è anche per Linux.

Adesso ancora una cosa per Linux: io sono anche evangelista Lubit, lo uso, mi piace. Ma l’interfaccia risulta poco amichevole ai nuovi. E se del caso preparatevi a sentire continuamente la stessa lamentela, recitata come se fosse il rosario: perché non posso mettere roba (icone, link, cartelle, tutto il resto che riuscite a immaginare e anche tutto quello che non riuscite sul desktop? Così vuoto mi ricorda una casa abbandonata o nuova ma ancora non abitata, magari manca anche la luce.

Insomma, ho cose vecchie da finire, le riprendo. E mica è obbligatorio che tutti usino Linux. Anche perché poi come farei a considerarmi geek|nerd?

Poi arriveranno i robot —the Robocalypse is coming!— magari con Linux o Android dentro. A proposito l’immagine iniziale l’ho trovata su un blog finlandese (ovvio che non so di cosa parla). È di un fotografo bravissimissimo, iko.

iko

Toh! maggiori info qui, si chiama Emiliano Grusovin.

Brutte notizie da Monaco di Baviera (forse)

zurückKeine Panik! niente panico, continuo a konsiderare ostiko il tetesko, ma per chi vuole è qui: Von Microsoft zu Linux und zurück.
In realtà la notizia l’ho appresa da Slashdot: Munich Reverses Course, May Ditch Linux For Microsoft, dai è decisamente più leggibile.
Ora se ho capito bene (grazie a Google Traduttore) non è già tutto deciso e definitivo. Vediamo se ho capito, prima di passare a altre fonti.

Il vicesindaco Schmid (destrorso, padano di Bavaria) dice che dovunque va ci sono lamentele il comune sta valutando: se gli esperti raccomanderanno Micro$oft si farà. E, sì, ci sono stati problemi con le mail e i documenti del resto del mondo e dei resistenti. Boh, chissà…

Una googlata in tedesco non ha rivelato niente altro se non rimandi all’intervista della ZDZ al vicesindaco. Vedremo.

Stefano Quintarelli in Potenza del lockin e dell’effetto rete: Monaco torna a Windows copiancolla un post tedesco di un sito windoziano che da per scontato e prossimo il ritorno a Windows. Boh, chissà, vedremo…
A me sembrano molto più informanti i due commenti comparsi dopo che avevo messo giù la bozza. Boh, chissà, vedremo…

Il percorso (path) del nome del file – Windows

n5

A completamento del post precedente sul path del nome del file ecco un po’ di prove eseguite su Windows 8.1. Non ancora definitive ma ho avuto poco tempo (e sono pasticcione ma questo non lo ammetterò mai!). Mi è stato detto che la versione otto non piace, gli utenti seri si fanno installare la sette (sì si può, pare, anche se non ne so niente e il mio agente che doveva raccontare tutto su queste cose è troppo impegnato su cose più redditizie).

Le prove svolte, usando lo script del post precedente senza modifiche, sono in parte positive ma restano zone da esplorare. Avevo pensato di installare anche py2exe che trasforma lo script Python in un eseguibile ma non ho avuto il tempo.

In ambiente Windows non esistono i link e non si può attivare lo script à la chmod, pertanto le prove consistono nel lanciare lo script attraverso Python o tramite un batch (nome improprio ma è la loro terminologia).

Lancio dello script nella directory in cui si trova:

0

Quasi tutto OK; notare che ho usato / (slash) come separatore di percorsi, è possibile, ma Python li converte in \ (backslash). Inoltre la splitext() usa la convenzione C in cui backslash è un carattere speciale. Su questo dovrò ancora indagare.

Lancio dello script che si trova in un’altra posizione:

1

Caso simile al precedente.

Creazione di un batch-file e lancio tramite questo:

Creo il file pn.bat contenente quest’unica riga di testo:

c:/python/python e:/w-p-name/p-name.py $*

2

Notare l’errore di cui mi sono accorto troppo tardi: al posto di $ dovevo usare %.
Poi ho pasticciato, ho dimenticato un pezzo del path ottenendo un errore; dopo la correzione tutto OK.

Lancio del batch da un’altra posizione:

3

OK. Notare che gli identificativi dei dischi vengono gestiti regolarmente come se fossero parte del path, esattamente come i punti di mount su Linux.
Inoltre c’è la questione dell’equivalenza minuscolo/maiuscolo nei nomi; anche i dischi vengono convertiti in minuscolo.

In conclusione, pare quasi tutto OK, sono in ritardo sul programma :mrgreen: