Tante distro, Linux è bello anche per quello

La grande varietà d’offerta permette di usare la distro che fa per te; e se non c’è te la puoi fare. Altrove invece, prendi Windows dove tutti si lamentano.

blackQuesta mattina mentre ero in attesa dell’inizio di una missione importatissima di cui non posso dire niente (nada, zilch!) lancio Twitter e trovo il link a Poseidon.
Ahemmm… bello ma la pagina è sbagliata! È cronologica e parte dall’antichità; stavo per abbandonarla. Invece no, forse, anzi quasi sicuramente, soddisferà qualcuno, per esempio chi vuole una release scientifica ma è terrorizzato da Scientific Linux, quella che usano al CERN (ma sapete che quelli…).

Poi mi è venuto da pensare che al LinuxDay ho visto diverse distro, mica tutti usano ‘buntu (e derivate, avete presente Lubit, la migliore).
Visto che la riunione non partiva e un PC me l’ero accaparrato ho fatto un gioco, coinvolgendo (a sua insaputa ma glielo dirò appena pubblico) @blackibiza, quello che la sua mamma chiama Michele Adduci.
Michele è una delle mie fonti per la rassegna domenicale, twitta regolarmente cose interessanti (a volte in tedesco, atz!), ecco gli ultimi relativi alle distro Linux (così verifico l’embed, due piccioni con una fava):

Distribution Release: Zentyal Server 4.0

Distribution Release: CentOS 6.6

Distribution Release: Puppy Linux 6.0 “Tahrpup”

Distribution Release: LinHES 8.2

Distribution Release: SUSE Linux Enterprise 12

DistroWatch Weekly, Issue 582

L’embed non funziona come pensavo, modificato.

Quante! A questo punto mi sono accorto che c’era un silenzio assurdo, nessuno che telefonava e tutti che guardavano me. Chiudendo Twitter ho decretato aperta la riunione (transativamente, ovvio).

Tornando a noi, sabato quelli che avevano il dual boot –o volevano averlo– parlavano sempre e solo di Windows 8. Per contro pare che nell’ambiente di lavoro sia di gran lunga preferito il 7. Rimpiangendo XP.
Anch’io mi trovo spesso in quell’ambiente: quasi tutti Windows e per Linux (pochissimi) si tollera solo Ubuntu liscio, con Unity.
E anche il mio amico Alberto, the openfreeman, tratta quasi solo Windows.

Non so se è il caso ma sapete come la pensa John su quelli che usano Windows; anche su altri, probabilmente, anzi sicuramente.

Da adesso in poi post con l’abstract (forse)

bannerL’introduzione del “riepilogo” in Twitter suggerisce di rispettare l’usanza dell’abstract; spesso basta leggere quello per capire tutto. O quasi.

Twitter è il mio social-coso preferito. Lui e i blog. Parecchi blog, anche qualcuno che non rientra nei miei interessi immediati. Ma nobody’s perfect (cit.).
Quando pubblico un post metto l’annuncio su G+, FB e Twitter. Non che porti grandi risultati, il blog è vecchio (ormai) e chi mi conosce lo conosce. Le visite arrivate da Twitter la scorsa settimana sono percentualmente [1, 0, 0, 0, 4, 0, 6]. Notare come corrispondano ai giorni in cui ho postato, il tweet è istantaneo e scade subito, faster than Superman (cit?).
Io seguo pochi, sono conservatore (sì lo so che mi perdo roba ma il tempo è quello che è) e tento di evitare i twittatori troppo rumorosi.
È comunque una delle mie fonti principali per tenermi aggiornato (sapete che vivo qui, solo, in una zona depressa, lontana dal web; la situazione sarebbe diversa se si parlasse di allevamento di maiali e uscire dall’Europa).
slashdotMa un nome per tutti Slashdot, come farei senza?
I blogger in genere li seguo con Feedly.
Non mi ci trovo tanto invece con Facebook. Dev’essere colpa mia che seguo ‘mici di fèissbukk che postano foto di gatti, fidanzate/i e saluti di buonanotte e buongiorno e poco più; ma in genere sono persone che conosco anche fuori dal web e che devo tenere. C’è chi è mooolto più interessante, che s’è fatto un giro con cui puoi discutere. Non io, sigh! Con Google Plus si è liberi di seguire chi si vuole e le cose migliorano un po'; ma anche lì è distraente.
Io sono per i blog. E quando quel che devi dire è molto breve Twitter.
Anche se ultimamente non è più così vero. Ora l’ultima –per adesso– novità: il riepilogo. Se metti un link ti fa vedere il riepilogo. Forse il nome giusto sarebbe incipit o head ma va bene. Vuol dire che converrà iniziare i post con un abstract di 140 caratteri circa. Che sarebbe comunque un’ottima cosa averlo fatto da sempre. Ci riuscirò? Chissà! Intanto se guardate su in alto vedete che questa volta ci ho provato :shock:

Ma proprio adesso (OK, sto barando ma facciamo finta che sia così, il plot è migliore) leggo che Twitter’s doing well now, but its growth days might be numbered.
Letto su Twitter, dev’essere vero. O verosimile. E lascia presagire cambiamenti impressionanti in arrivo. E dice che viene usato principalmente in mobile. OK, sono vecchio. Chissà se terranno conto di me e quelli come me? :mrgreen:

Linux Day

logoIo sabato c’ero, qui:

fra_d
Bello il posto vero? È nella parte nuova del Poli, ne ho raccontato un pochino qui: Cosa mi è capitato al Linux Day Torino.

La prima volta che capito nei paraggi voglio andare a curiosare come funziona con gli studenti dentro, ma sono OT.

Niente il post ha solo il senso di dire che il Linux Day è una cosa meravigliosa. Sabato era la prima volta che partecipavo, ho delle remore, a quanto ho visto infondate.
Io sono vecchio. E quando ho iniziato seriamente con Linux (ormai sono otto anni) qualcosa già ne sapevo, o immaginavo. Sì perché ho usato anche Unix, non è stato il primo OS con cui mi sono trovato a dialogare ma probabilmente il migliore. A parte il PrimOS –il primo amore non si scorda mai. Mi ero portato anche gli amici, non vecchi come me ma non più confondibili con gli studenti. Alcuni non sono riuscito a rintracciarli ma tanto la loro supposta funzione di “non lasciatemi tutto solo” non sarebbe stata necessaria. Anzi disponibilità e amichevolezza a livelli altissimi. E le relazioni (oltre a quelle accennate nel post citato ne ho intraviste altre) tutte OK, bravi!
Per tutti, per i niubbi e per i nerd. E c’era chi con Linux deve ancora iniziare, bello! E Linux non è solo per smanettoni giovanissimi, bello. E c’erano anche le ragazze, poche ma ce ne sono, bello.

Insomma, lo dico fin d’ora: l’anno prossimo ci sono. Intanto un po’ di foto, sul sito ufficiale di Linux Day Torino, qui.

Visto nel Web – 154

Ieri un fantastico Linux Day –prossimamente un post rendicontante– intanto ecco cosa ho visto nel Web.

banner
If you have a big file to copy
::: Twitter

Fatti rimborsare il Sistema (in)Operativo!
::: NO AL SISTEMA (IN)OPERATIVO

VirtualBox 4.3.18 Has Been Released With Lots Of Fixes
::: Unixmen

pig

Bosonic Web Component
::: Bosonic

“Scopri” tua sorella
visto da un altro punto di vista
::: manteblog

J’ai switché sur Linux et j’en suis ravi
::: My.blog()

calabria

A lot of Debian user against systemd
::: Twitter ::: Slashdot ::: Twitter ::: Vitavonni

Facebook: uso adolescenti cala dal 72% al 45%
::: Ansa

Finally, someone had balls to do the right thing!
::: Twitter

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If You’re Connected, Apple Collects Your Data
::: Slashdot

tinypy.org | a minimalist implementation of python in 64k of code
::: tinypy

Happy 10th Birthday, Ubuntu
::: Scott James Remnant

what-it-like-to-be-sysadmin

LLVM Gets Bindings For Google’s Go
::: [Phoronix]

Rest in Peace, Google Glass: 2012-2014
::: PCMag

GNU Emacs 24.4 Released Today
::: Slashdot

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Redmond top man Satya Nadella: ‘Microsoft LOVES Linux’
sarà vero? davvero?
::: The Register ::: Twitter ::: Softpedia

L’angolo della nostalgia: i software di ieri, il rumore del modem dial-up
::: Downloadblog

Dijkstra is real. Even when you are alone, He is with you
::: Twitter

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The roots of the modern personal computer
::: Computer History Museum

Raspberry Pi Founder Shows Off Incoming Touch Panel For Making DIY ‘Pi Pads’
::: TechCrunch

Productivity in Parallel Programming: A Decade of Progress
::: ACMQ

7hi8B

Python Cookbook
::: O’Reilly Atlas

Ogni tanto esce un nuovo smartphone
::: Twitter

Will the Google Car Turn Out To Be the Apple Newton of Automobiles?
::: Slashdot

salvini nazzista

The Inevitable Death of the Internet Troll
::: Slashdot

Ello Formally Promises To Remain Ad-Free, Raises $5.5M
::: Slashdot

Which of the following sequences of letters do you suppose you have typed more times, in your life
::: Twitter

qFcVLYY[1]

E il papà di Facebook parla in cinese
::: RaiNews24

systemdevour
::: Twitter

Slide rules, handy computers of the ’60
::: Twitter

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Numeri e infografiche sullo stato dell’Open data in Italia
::: Twitter

Today it might the day I finally understand
::: Twitter

German Publishers Capitulate, Let Google Post News Snippets
::: Slashdot

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Assange: Google Is Not What It Seems
::: Slashdot

How Sony, Intel, and Unix Made Apple’s Mac a PC Competitor
::: Slashdot

Amazon’s Fire Phone is officially a bust
::: Quartz

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The Programming Language You’ve Been Longing For
::: CLOJURE for the BRAVE and TRUE

Rise of Linux – a hacker’s history
::: Linux User & Developer

A proposito del Linux Day, un quasi selfie mio di me.

Linux-vs-Windows-Internet-Battle-No-Longer-Exists-Because-Linux-is-Winning

Editors

Un post per i nuovi, specie quelli di Windows ma non solo, didascalico. L’ho promesso e anche se è fuori dalle cose che racconta di solito il blog forse –OK, lo faccio.
Un’avvertenza: uso i termini “pischello” per nuovo, niubbo, n00b; se pensate sia offensivo (qualcuno dice di sì ma sembra di no) fatemelo sapere e aggiorno. Uso anche il termine “dino” derivato da dinosauro, io sono uno di loro.
Un’altra avvertenza: il post nasce a complemento di Scrivi che ti passa… editor “testuali” a confronto dell’amico Alberto, the openfreeman, dove trovate un lungo elenco commentato di tutti i possibili editor.

albertoPer prima cosa una definizione, quella antica, serve anche per dopo: per editor s’intende un programma che produce file di testo, cioè contenenti solo caratteri stampabili e (alcuni) di controllo come a-capo, spazio di tabulazione e (ma non sempre) fine del file. Anzi no, si è visto che quest’ultimo può essere molto dannoso, come vedremo tra poco.
Quindi nel nostro file non avremo indicazione sul font, sull’impaginazione, sul colore di carattere e sfondo e simili. Solo il testo.
Vediamo subito come fare a verificare se il nostro file è di testo, accessibile con il nostro editor. Combinassione esiste da sempre un’utility (contenuta nel sistema operativo) che sembra fatta apposta per quello.
In Unix|Linux si chiama cat, da catenate; per Windows type. Quindi da terminale do il comando

cat nome-file1 [nome-file2 [...]]

e il testo contenuto nel|i file viene visualizzato; se il|i mio|miei file non sono di testo non va.
Ah! ‘na roba, se al comando aggiungo “> file-tot” il contenuto del|i file non viene visualizzato ma va a finire nel nuovo file file-tot: ecco da dove viene il nome Unix, concatena. E siano rese grazie a Douglas McIlroy, sempre, per la sua idea meravigliosa. Certo, tutto questo si può fare anche con Windows e type. Effetto collaterale: ecco perché il caratte il carattere di fine-file (DEC et al.) è pernicioso, ma sono OT.
In realtà i dino sopravvissuti in barba all’evoluzione a questo punto cominciano a scalpitare; sì lo so c’è file, ecco cosa succede se lo uso con editors, la bozza di questo post:

file-ed

Oggi il pischello standard quadratico medio a questo punto si starà chiedendo: ma perché un file di testo?
Domanda sensata ma che fa inkasare non poco il vecchio dino sopravvissuto in barba all’evoluzione. Poi quando si calma risponde con qualcosa di simile a: “vedi, se io devo fare certe elaborazioni che hanno bisogno di dati, parecchi dati o comunque in quantità tale da risultare scomodo ribatterli per ogni elaborazione mi conviene memorizzarli in un file. Questo per essere leggibile (facilmente, senza sovraccarichi inutili) deve essere un file di testo.”.
Il vecchio dino e il giovane nerd usano l’editor; il pischello può operare diversamente, per esempio compilare i dati con Excel (o meglio qualcosa di simile meno oneroso) e poi salvarli come TXT, CSV e simili. Eventualmente il file risultante dovrà essere filtrato (ho già detto che dobbiamo essere grati a Doug?) per togliere virgole, punti-e-virgola e altre skifetse.
OK, oggi vediamo gli editor di questo tipo.
Ne esistono millemila, anche molto diversi, un elenco ragionato lo trovate nel post linkato sopra. I più piccoli fanno cose semplici, altri sono specialistici. Il massimo si arriva con Emacs (avendo ringraziato Doug  questo punto è d’obbligo citare RMS, anche perché altrimenti salta su come fa lui).
Ma quindi i dino e i nerd finiti usano vi e|o Emacs? Non sempre, dipende, situazione complicata… No, insomma. Anche perché da quando ci sono le finestre sono sorti gli IDE (ambiente integrato di sviluppo), come VisualStudio mi Micro$oft, Delphi, tanti altri. Anche non legati alla singola implementazione di un linguaggio, vedi Eclipse, Scintilla, …
Sì producono ancora file di testo, verificate con cat|type.
Altra categoria da non pischelli: TeX (con citazione doverosa per Donald Knuth, altrimenti quasi come RSM). Qui il discorso è un tantino complicato, difficile da condensare in poche righe ma in sostanza il mio file testuale contiene delle indicazioni (testuali) di formattazione. Serve per le pubblicazioni scientifiche, quelle che trovate, per esempio, su ArXiv. E alla fine della fiera il mio file viene compilato in Postscrit o PDF o per la stampa professionale. A supporto di questa categoria abbiamo una nuova classe di editor, il più amichevole di quelli che conosco è Lyx ma discorso lungo –oops! già detto.

Ma anche qui non sempre si usa TeX (in realtà LaTeX): se volete pubblicare con una casaeditrice “seria” (sarebbe seriosa, mainstream cmq) vi chiede Word o porcate cose simili. Perché? Perché revisori, correttori di bozze e compagnia sanno usare quello, la scuola fa propaganda aggratiss a Micro$oft. Sono ancora editor questi? Secondo i dino, quelli di una volta, sopravvissuti in barba all’evoluzione, no ma così va il mondo: mala tempora currunt!
OK, fine della tirata.

Quindi come faccio a scegliere il mio editor? Dipende da tantissime cose: cosa devo fare? è multipiattaforma? è freeware? cosa usano i colleghi? funziona o ha bachi (per esempio la stampa con Gedit per Windows non va)? Secondo me queste sono le informazioni che uno deve valutare, sono peraltro quelle che è più oneroso ricavare, devi provare approfonditamente il programma. E qui salta fuori che il primo approccio con Emacs (o vi) è sconvolgente ma può essere pagante alla lunga.

Ecco, non so se ho chiarito dubbi o li ho aumentati ma sapete che io sono un vecchio dino, sopravvissuto in barba all’evoluzione. Pensa te che quando ho iniziato (allora l’editor era molto più importante di adesso) usavo un clone di ed; quando si è reso disponibile vi (quello originale di Bill Joy, diverso da quello di adesso, che sarebbe Vim) sembrava di aver raggiunto il nirvana. E forse era davvero vero. Per quei tempi.

Divagazioni pythoniane: frazioni continue

Davvero non so come cominciare. Ma una rassicurazione prima di tutto: sto bene; e posso smettere quando voglio. Anzi mi sta già passando. Finisco il post e torno quello di sempre.
Ma intanto è meglio se vi racconto tutto.

SID-244-Revelli-S-800x800Recentemente mi sono preso una cotta di quelle toste per quel libro, ne ho parlato diffusamente nell’altro blog, quello più vario e meno serioso, diffusamente ma principalmente qui.
Dal libro sono passato al mio ing. preferito, Archimede e googlando sono capitato sul sito di un prof canadese di Parigi, Ilan Vardi e di lì alle frazioni continue.
Sì, completamente perso; tanto il ritardo è talmente tanto che cambia poco. Ecco le frazioni continue non le avevo mai considerate. Fino a oggi. Per esempio prendi π, si può approssimare così:

pi-vardi

E poi scriverlo in questo modo π ~= [3, 7, 15, 1, 292, ...]. E da questo tornare a calcolare il valore decimale. Adesso lo faccio, mi son detto. Ma c’è Google. E John D. Cook che ha già fatto tutto, ecco il suo post: Rational approximations to e.
John è davvero bravo, con piccolissime modifiche, sostituire pi a e (righe 2, 4 e 26) e il codice è pronto (pijdc.py):

from __future__ import division
from math import pi

pi_frac = [3, 7, 15, 1, 292, 1, 1, 1, 2, 1, 3, 1, 14, 2]

def display(n, d, exact):
    print n, d, n/d, n/d - exact

def approx(a, exact):
    # initialize the recurrence
    n0 = a[0]
    d0 = 1
    n1 = a[0]*a[1] + 1
    d1 = a[1]

    display(n0, d0, exact)
    display(n1, d1, exact)

    for x in a[2:]:
        n = x*n1 + n0 # numerator
        d = x*d1 + d0 # denominator
        display(n, d, exact)
        n1, n0 = n, n1
        d1, d0 = d, d1

approx(pi_frac, pi)

pijdc

Bello vero? Adesso uno la frazione continua potrebbe anche calcolarsela ma c’è il web. Sempre da John ecco OEIS.

Uh, c’è il sorgente per Mathematica: ContinuedFraction[Pi, 98], da provare. Il fatto è che Mathematica è onerosa, dovrei fare un salto al Poli, chiedere a una delle mie vittime … ma c’è un modo più semplice: WolframAlpha online.

mathe

Cosmico! Se fossi ricco Mathematica sarebbe mia!
Ma aspetta, c’è un clone free, devo riprendere Mathics, appena ho la macchina nuova e smaltisco l’arretrato…

Visto nel Web – 153

Se dicessi che sono in ritardo sembrerei ripetitivo; quindi non lo dico. Vi dico invece cosa ho visto nel Web.

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How Spurious Wikipedia Edits Can Attach a Name To a Scandal, 35 Years On
::: Slashdot

Ex-NSA Director Keith Alexander’s Investments In Tech Firms: “No Conflict”
::: Slashdot

Snowden’s Tough Advice For Guarding Privacy
::: Slashdot ::: TechCrunch

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La storia e i media siamo noi
bellissimo; cioè detto benissimo anche se si tratta di una cosa brutissima (sì abuso di superlativi, ma quando ci vogliono ci vogliono)
::: Sergio Gridelli

Neutralità della rete al dunque
::: il Sole 24 Ore

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ARM A32 Assembly – Un’introduzione
ebbene sì! c’è ancora chi –invidia
::: ElectroYou

What Programmers Say vs. What They Mean
::: 9GAG

The Cult of Elon Musk Shines With Steve Jobs’ Aura
forse OT, forse no (si può dire IT?)
::: Slashdot

Maghetta Iaia è la mia preferita

Maghetta Iaia è la mia preferita

Un paio di “decaloghi” di previsione Gartner
::: ElectroYou

La spinta a una Magna Charta collaborativa e inclusiva
::: il Sole 24 Ore

With This Tiny Box, You Can Anonymize Everything You Do Online
::: wired

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Linux Day 2014
::: Linux Day 2014

Google Rejects 58% of “Right To Be Forgotten” Requests
::: Slashdot

Una Costituzione per Internet, un ricostituente per l’Italia
::: Sergio Gridelli

s1

QuickEdit, l’editor di testo per programmare da smartphone e tablet
::: AndroidWorld

Nobel Peace Prize Winner Malala Yousafzai Urges Girls To Participate In Code.org’s Hour Of Code
::: TechCrunch

Una Costituzione per la Rete, ecco la bozza punto per punto
::: la Repubblica ::: BodySpaceSociety ::: Punto Informatico ::: Luca De Biase

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Kernel Recipes 2014 – The Linux Kernel, how fast it is developed and how we stay sane doing it
::: slideshare

LinuXP Lubuntu LTS si veste da Windows XP
::: lffl

192 Free eBooks On Various Programming Languages
::: EFYTimes

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Why Everyone Hates Go
::: Nate Finch

First Demonstration of Artificial Intelligence On a Quantum Computer
::: Slashdot

Edward Snowden: It was worth it
::: Politico

wi-fi

After Negative User Response, ChromeOS To Re-Introduce Support For Ext{2,3,4}
::: Slashdot

Il grande esodo
::: Sergio Gridelli

Introduction to NumPy and Matplotlib
::: nbviewer

catastrofe

mitico Jake!
showing how to code *Fortran* interactively
::: Twitter

Il mio paese ha una torre, una torre normanna
Lubit rockz!
::: Twitter

FBI Director Continues His Campaign Against Encryption
::: Slashdot

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On Error Handling in Rust
::: Armin Ronacher

How Bad Is Your Colormap?
::: Pythonic Perambulations

gasparri su twitter. jpg

Wikipedia, a Professor’s Best Friend
::: The Chronicle of Higher Education

Obama soccorre i sostenitori della net neutrality!
::: Luca De Biase

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Material Design Icons
::: github

Zeal
Zeal is a simple offline API documentation browser inspired by Dash (OS X app), available for Linux and Windows.
segnalato da Gilles, prossimamente…
::: Zeal

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Con Python attenti al tipo

turboDisperazione pythonistica. Alle volte per fare in fretta si perde un sacco di tempo. O forse sono io (in questo caso non proprio io) che manco di metodo. Adesso vi racconto di un problema di traduzione, riscrivere in Python un programmino semplice-semplice. Tanto semplice che si sono aperte due finestre dell’editor e si è tradotto letteralmente. Non ha funzionato. Eppure a mano, rifacendo i conti (lunghetti) del sorgente Python era tutto OK. Naturalmente non ho pensato subito che il problema è che Python è troppo intelligente e pretende di capire al volo quel che hai in mente. In questo caso il tipo di dato che gli stai passando.
Adesso vi racconto con un esempio minimo, se ci sono in giro distratti come me noi, forse può servire.
Nei dump del terminale che seguono sono in neretto le risposte di Python.


Python 2.7.6 (default, Mar 22 2014, 22:59:38) 
>>> d = input("dato: ")
dato: 12
>>> d
12
>>> print d
12
>>> type(d)
<type 'int'>
>>> d = float(d)
>>> d
12.0

Naturalmente si può scrivere:


>>> d = float(input("dato: "))
dato: 12
>>> d
12.0

Fin qui tutto bene, il dato può essere letto da file. Vediamo cosa succede elaborando:


>>> d = input("dato: ")
dato: 12
>>> r = 100 / d
>>> r
8
>>> s = 10 / d
>>> s
0
>>> import math
>>> math.log(r)
2.0794415416798357
>>> math.log(s)
Traceback (most recent call last):
  File "", line 1, in 
ValueError: math domain error

Primo problema: con la versione 2.x “/” effettua la divisione tra interi e il risultato forse non è quello voluto, in questo caso il logaritmo naturale, sbagliato nel primo caso e non definito nel secondo.
C’è un ulteriore problema: da parecchio tempo (diciamo sempre) di Pyhton coesistono due versioni, la 2.x e la 3.x. Per tantissime ragioni (oltre alla pigrizia) non si è deciso quale adottare una volta per tutte. Oltretutto c’è il fatto che qualche modulo (wx) non esiste per la 3.x.
Le stesse operazioni di prima con la nuova versione:


Python 3.4.0 (default, Apr 11 2014, 13:05:18) 
>>> d = input("dato: ")
dato: 12
>>> d
'12'
>>> type(d)
<class 'str'>
>>> d = float(d)
>>> d
12.0
>>> r = 100 / d
>>> r
8.333333333333334
>>> s = 10 / d
>>> s
0.8333333333333334
>>> print d
  File "", line 1
    print d
          ^
SyntaxError: invalid syntax
>>> print(d)
12.0
>>> import math
>>> math.log(r)
2.120263536200091
>>> math.log(s)
-0.1823215567939546

OOPS! sono cambiate parecchie cose:

  • input() restituisce una stringa, questo rende obbligatorio il cast non solo per i float ma anche per gli int, peraltro il codice è compatibile per le due versioni;
  • /” restituisce sempre un float, in questo caso i valori sono quelli previsti ma è da valutare con attenzione (esiste “//” per la divisione tra interi);
  • print() è adesso una funzione, non un’istruzione come nel 2.

In realtà sono problemi ampiamente noti, tanto che esistono i meccanismi per conviverci, ecco per print:


Python 2.7.6 (default, Mar 22 2014, 22:59:38) 
>>> from __future__ import print_function
>>> print d
  File "", line 1
    print d
          ^
SyntaxError: invalid syntax
>>> print(d)
12.0

Importando print() dal modulo __future__ la versione 2 si comporta come la 3; e la 3:


Python 3.4.0 (default, Apr 11 2014, 13:05:18) 
>>> from __future__ import print_function
>>> d = 12.0
>>> print d
  File "", line 1
    print d
          ^
SyntaxError: invalid syntax
>>> print(d)
12.0

OK, non si lamenta di un istruzione inutile. E per il resto? Fare più attenzione a quello che si fa; e testare tutto.
2to3

Disastri XPocalyptici

zombies_aheadAncora un po’ e mi viene lo s-cioppone! E sarebbe la fine del blog. Ma adesso mi calmo e vi racconto tutto per bene, anche se comincio dalla fine.
Ieri sera mi trovo questo post: Windows 10: The biggest problems, gripes, and missing features so far che ha completato una giornata disastrosa.

Un memo per me e per tutti: Extreme Tech non sempre è affidabile, forse neanche questa volta. Un milione di installazioni della preview di Windows 10, due terzi delle quali non in virtual machine. Mah, coraggiosi, o peggio. Imho.
L’articolo poi suddivide gli utenti tra light e heavy; come fa? Microsoft controlla? o è una supposizione? o un tirare a indovinare?
Poi prosegue con un elenco di lamentele, qualcuna davvero come dire –lo s-ciupun, non lo dico.

Per quel che mi riguarda la realtà è un po’ diversa: parecchi continuano a usare XP e davvero non ho capito perché questo blocco al 2001 e perché Microsoft li abbia abbandonati. Altri sono passati a Sette, saltando Vista e ignorando Otto-punto-qualcosa.
Ma non tutti. Chi compra un PC nuovo spesso non può scegliere. Anzi Windows 8 viene messo come se fosse una chicca. Tanto poi in qualche modo le cose si aggiustano.

Più grave (spero sia una cosa che è capitata di sentire solo a me) sul nuovo portatile manca Office! M$Office non fa parte del sistema operativo, devi comprarlo a parte. Sì, avresti dovuto anche sul vecchio PC. Non l’hai fatto? o non te lo ricordi o –ahemmm, lo s-ciupun.
Va a finire che l’amico nerd (conosciuto come tecnologico) ti installa Libre Office, cosa commendevole. Ma saltano comunque fuori problemi di compatibilità con i vecchi superstiti con Office Anteguerra e con i nuovi e con chi si dimentica di salvare come si deve (o dovrebbe). Non parlo dei font sempre per via dello s-ciupun. E neanche di PowerPoint.
Excel: è una delle divinità più seguite e crudeli, quante vittime!

C’è di peggio: i virus. Spesso sulla macchina nuova c’è un antivurus in prova che scade troppo presto e allora minacce tipo “lo sai che sei a rischio di cose molto più brutte di quanto tu riesca a immaginare?”. Se chiudi la finestra ne appare un’altra con “io ti ho avvisato, nèh!”.
Pare che la stessa cosa capiti se non c’è nessun antivirus, ma non ho indagato. È comunque normale chiudere qualche finestra minacciosa a ogni boot, lentissimo. Come pure lo spegnimento.

Ecco adesso dovrei raccontarvi dei video ma c’è lo s-cioppone in agguato. Magari un’altra volta.
funny-pictures-cat-sees-many-zombies-from-window-jpgInvece, anche oggi è già stato ritwittato: Why Everyone Hates Go.
A Nate Finch autore del post, Go piace. A me anche. A altri no e si lamentano che non è sexy. Secondo me lo fanno apposta per farmi inkatsare nero. E ci stanno riuscendo.

Insomma ieri una giornata no. Oggi non mi muovo di casa, non vorrei mai che, sapete tra due giorni c’è venerdì 17.

Visto nel Web – 152

OOPS, già domenica! Secondo me questa è stata una settimana fallata, anche se sembra che sia davvero domenica; indagherò ma intanto ecco cosa ho visto nel Web.

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Cabine di Londra
::: Google+

Install and Use nmon Tool To Monitor Linux Systems Performance
::: NixCraft

Linux: Keep An Eye On Your System With Glances Monitor
::: NixCraft

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Bill Gates: Bitcoin Is ‘Better Than Currency’
::: Slashdot

The Single Vigilante Behind Facebook’s ‘Real Name’ Crackdown
l’asino vola …
::: Slashdot

Manjaro: a fast, user-friendly, desktop-oriented operating system based on Arch Linux
::: The Ubuntu Incident

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Temi di Firefox su LibreOffice
::: OS)(SIDE

Digitale europeo, neutralità e investimenti nella rete
::: Luca De Biase

C Programming
chissà se questi tutorial funzionano?
::: I am Programmer

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20 anni con Linux – considerazioni di parte
::: Informatica Libera Antonio Cantaro

The best thing about pregnant women is the free Wifi
::: Twitter

Make your smartwatch even less useful by installing Windows 95
::: Ars Technica

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Perché i MOOC potrebbero rendere obsolete le Università
io sono per il rapporto vis-à-vis con il docente ma sono vecchio…
::: Giuseppe Granieri

Adobe Announces New 3D Printing Features for Photoshop CC
::: 3DPrint

thebest

One In Three Jobs Will Be Taken By Software Or Robots By 2025, Says Gartner
::: Slashdot

Dispositivi USB vulnerabili
::: SIAMO GEEK

Lo strano caso di Sondra Arquiett
::: Luca De Biase

gesu ti chiama

La scienza aperta dall’open source
::: il Sole 24 Ore

SPHINCS: practical stateless hash-based signatures
::: SPHINCS

Indico
The Indico tool allows you to manage complex conferences, workshops and meetings.
::: Indico

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BASH Frequently Asked Questions
::: Greg’s Wiki

Hackerando la Macchina Ridotta
::: HMR

GNOME 3 Winning Back Users
::: Slashdot

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US Says It Can Hack Foreign Servers Without Warrants
::: Slashdot

L’insostenibile evanescenza della privacy
mah…
::: la Stampa

Il DRM di Adobe spia gli utenti
::: SIAMO GEEK

Rafajel Mantesso

Rafajel Mantesso

Kano il PC basato su Raspberry Pi finalmente disponibile
::: oneOpenSource

This map shows every device in the world that’s connected to the internet
::: Twitter

Wheeler: Shellshock
::: LWN

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Building Web Apps with Go
Learn how to build and deploy web applications with Go
::: GitBook

What’s Been the Best Linux Distro of 2014?
non commenterò; e –forse– cancellerò i commenti troppo da fanboy
::: Slashdot

The Malware of the Future May Come Bearing Real Gifts
::: Slashdot

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Eric Schmidt: Anxiety Over US Spying Will “Break the Internet”
::: Slashdot

I’ve gone through this
::: Twitter

Risorse utili per Latex
non nuovissimo ma fondamentale
::: Prima o poi

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15 funzioni poco conosciute dei più famosi social network
::: Ninja Marketing

The Windows tax fight is finally over: Buyers can get a refund on their Microsoft OS in Italy
::: ZDNet

Rich Command Shells
::: Notes from a Wayward Monkey

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Microsoft’s Quantum Mechanics
troppo lungo; chissà se …
::: Technology Review

Finding Ada: la prima programmatrice rivive in un convegno a Torino
::: Linguaggio Macchina

Where Intel Processors Fail At Math (Again)
::: Slashdot

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Diffamazione sul web: le solite tristi storie
e manca ancora Pisanu
::: manteblog

Core Secrets: NSA Saboteurs In China and Germany
::: Slashdot

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